00:00 8 Aprile 2008

Unione Europea e clima, il gioco delle scatole cinesi

Demagogia, ipocrisia, tutti ingredienti che alimentano sempre più il pressante allarmismo verso un clima che ha fatto e farà sempre ciò che vuole, che noi lo crediamo o no

Unione Europea e clima, il gioco delle scatole cinesi

Il dibattito sul clima è indubbiamente all’ordine del giorno nella politica europea. Tanto sembra chiaro il problema “clima” quanto paiono confuse le idee per porvi rimedio. Il Parlamento europeo nel 2007 metteva a punto il pacchetto clima su suggerimento del Consiglio europeo il quale ascoltava i pareri della Commissione europea la quale a sua volta si accordava con il Consiglio europeo dell’anno prima e cosi via.

Un gioco degli specchi che ogni giorno diventa un labirinto sempre più fitto dal quale risulta impossibile uscirne. Tutti danno ragione a tutti ma nessuno si chiede davvero se realmente si possa fare qualcosa, se procedere in un modo pittosto che in un altro abbia un senso e se il costo di eventuali prese di posizione sia sostenibile. Si stanziano finanziamenti ma nessuno si propone di discutere gli obiettivi prefissati, di capire se davanti a noi abbiamo una meta o chissà cos’altro.

Intavolare una discussione basata sulla coerenza e sulla fattibilità dei progetti metterebbe a nudo la cruda verità, quella che rappresenta un Europa che viaggia contemporaneamente in due opposte direzioni e che non andrà mai né avanti né indietro. Si propongono (o meglio si impongono) incentivi per ridurre le emissioni ma dall’altra si liberalizza il mercato determinando in tal modo l’aumento della domanda la quale incrementa nuovamente i consumi e con essi le emissioni. Insomma un tiro alla fune senza fine. Intanto scorrono fiumi di soldi in nome di un clima che guarda caso arricchisce sempre gli stessi, proprio quelli che si prendono gioco di tutti gli altri, anche di noi.
Autore : Luca Angelini