00:00 8 Aprile 2008

Prime piogge sull’Italia, ma il Piemonte dovrà attendere fino a mercoledi

Le correnti in quota hanno apportato sulle nostre regioni centro-settentrionali aria umida proveniente dall'Atlantico. Potrebbe sembrare la situazione ideale alle precipitazioni anche sulle regioni di nord-ovest, eppure le pianure di Piemonte e Lombardia potranno rimanere a secco. Analizziamone i motivi

Prime piogge sull’Italia, ma il Piemonte dovrà attendere fino a mercoledi

Dopo giorni e giorni trascorsi sotto il tiro delle correnti settentrionali che hanno determinato a fasi alterne insistenti episodi favonici, ecco la rotazione delle correnti dai quadranti meridionali le quali hanno subito apportato tutta un altra aria.

Sulle nostre regioni di nord-ovest sono spariti i cieli tersi e l’aria secca, sono rapidamente sopraggiunte le nuvole e la temperatura è scesa di qualche grado. Bene, ma le piogge? Confinate sulla Liguria, sulle regioni di nord-est e su quelle centrali.

“Eppure fino a qualche giorno fa si parlava di piogge anche al nord-ovest”, penserà qualcuno. Modelli impazziti?, previsori distratti? Nulla di tutto questo. La questione va ricercata nella circolazione a mesoscala (ossia a scala locale) che si instaura in determinate situazioni non prevedibili con esattezza fino a poche ore dall’evento.

In sostanza i flussi in quota sono orientati dai quadranti sud-occidentali, mentre nei bassi strati aria umida fluisce dall’Adriatico verso la pianura Padana grazie ai venti di scirocco. Il profilo verticale della massa d’aria però condurrà queste correnti al suolo a riflettersi come un’onda sulla barriera prealpina lombardo-veneta determinando un vento di rimbalzo proveniente da nord-est, agevolato a sua volta dall’aria piuttosto fredda in discesa dalle vallate alpine.

Ne consegue dunque una situazione di mancato sbarramento a causa del quale le precipitazioni evitano con dovizia proprio le pianure lombarde occidentali e quelle piemontesi. Occorre considerare anche l’ultimo tassello di questo meccanismo: i flussi nord-orientali si dirigono verso l’Appennino Ligure di Ponente riuscendovi a trovare un varco per superare la barriera montuosa e riversarsi poi sul Mar Ligure come venti di tramontana.

La circolazione andrà gradualmente modificandosi già da mercoledi allorquando le correnti a tutte le quote si disporranno maggiormente dai quadranti meridionali permettendo all’aria umida proveniente dall’Adriatico di penetrare con maggior convinzione sulla pianura Padana. Ne seguirà una azione di sbarramento sui versanti sud alpini piemontesi e sulle Prealpi lombarde che instaurerà le condizioni favorevoli alle piogge anche su questo assetato angolo d’Italia.
Autore : Luca Angelini