00:00 27 Febbraio 2008

Cambiare l’approccio ambientalista è un DOVERE verso l’uomo

La priorità dev'essere la salvaguardia dell'uomo.

Cambiare l’approccio ambientalista è un DOVERE verso l’uomo

Non è quel povero disgraziato di Alessio Grosso a scrivere queste cose ma l’emerito Prof. Bjorn Lomborg.

Alle Hawaii i leader politici si riuniscono per discutere un trattato sui cambiamenti climatici che vada a sostituire il Protocollo di Kyoto. Le organizzazioni ambientaliste vogliono che il prossimo trattato si spinga molto più in là di Kyoto, che sta già ritardando la crescita mondiale di 180 miliardi di dollari l’anno.

Le conseguenze dei provvedimenti di Kyoto entro il 2100 non interromperanno affatto la crescita, di per sè in gran parte naturale, delle temperature.

Un decimo del costo annuo di Kyoto e un decimo del budget stanziato per le guerre in Iraq e in Afghanistan, consentirebbe di evitare 30 milioni di nuove infezioni da Hiv-Aids.

La stessa somma potrebbe servire, dice Lomborg, per aiutare i quattro milioni di persone che quest’anno moriranno per malnutrizione, i 2,5 milioni di persone uccise dall’inquinamento fuori e dentro casa, i 2 milioni che moriranno per carenze di micronutrimenti come la vitamina A, i 2 milioni che moriranno per mancanza di acqua potabile pulita.

Dal progetto COPENHAGEN CONSENSUS, tavola rotonda di economisti internazionali che si terrà a maggio, dovrà uscire un elenco delle soluzioni in ordine di priorità, che dimostri quali sono i progetti che permettono di produrre i maggiori benefici in rapporto ai costi.

In altre parole Lomborg crede che invece di farci ossessionare dall’idea del cambiamento climatico, gli ambientalisti dovrebbero puntare l’attenzione ssmplicemente sulle conseguenze dell’inquinamento atmosferico sull’uomo, specie nelle grandi aree urbane. Stabiliamo insomma cosa è veramente allarmente e cosa non lo è, senza dimenticare gli altri gravi problemi che affliggono il mondo.
Autore : Copyright Project Syndicate, adattamento Alessio Grosso