00:00 28 Gennaio 2008

La calda notte lombarda e la bufera in Alto Adige

Quando imperversa il foehn.

La calda notte lombarda e la bufera in Alto Adige

Domenica mattina il team di MeteoLive era in Valle Aurina nell’estremo nord-est dell’Alto Adige, l’unico luogo dove era presente sul nostro Paese aria relativamente fredda, ai margini della vasta e possente zona anticiclonica che governava il tempo dell’Europa centro-occidentale.

Dapprima, intorno alle 8, si era fatto largo il fronte caldo del sistema frontale, ma aveva prodotto unicamente una nuvolosità stratiforme, elevata su tutto l’Alto Adige, appena più bassa in Aurina e nella valle di Riva di Tures, ma comunque non in grado di produrre precipitazioni.

Il vento da nord si levava forte alle 9 e le cime “fumavano”, tipico del trasporto eolico della neve da un settore all’altro della montagna.

Alle 10 alle nubi stratiformi si soprapponevano stratocumuli e in valle Aurina il vento rinforzava sensibilmente spazzando tutta la vallata e raggiungendo picchi di oltre 100 km/h. Il bosco fremeva e noi con lui. Le raffiche facevano oscillare paurosamente le cabinovie del “klausberg” costringendole ad una temporanea sospensione del servizio. Gli sciatori faticavano a condurre gli sci sulle piste disturbati dalle forti raffiche.

Alle 11 d’improvviso su tutta l’Aurina cala una nebbiolina di neve fino alla mezzacosta e cadono larghi fiocchi sin verso Lutago, poi solo pioviggine in aria secca a Campo Tures, infine un forte favonio rafficato sino a Brunico.

A Bolzano a mezzgiorno il termometro tocca i 16°C a Bolzano, ma dove cessa il foehn, a Trento, si scende a soli 11°C.

Per tutta la Valpadana incontriamo nubi cirriformi e temperature simili, con media sui 13°C ma senza vento apprezzabile, se non deboli raffiche di tiepido foehn.

In serata però ecco accadere l’imprevedibile. La temperatura, nel frattempo scesa attorno ai 10°C risaliva repentinamente sotto l’incalzare del favonio e si raggiungevano in 10 minuti i 15°C, poi i 19°C. Quando il vento cessava o la corrente girava per qualche minuto ad est si tornava sotto i 10°C. Uno scenario incredibile per chi ha vissuto la notte lombarda.

Si è trattato di un esempio di cosa possa fare l’effetto di attrito, compressione e avvitamento dell’aria in queste particolari condizioni atmosferiche, peraltro sempre più sconcertanti.
Autore : Alessio Grosso