00:00 12 Dicembre 2007

Nonostante catastrofismo e demagogia verde ecco nuovamente l’inverno

Che faccia caldo o freddo l'ipocrisia verde del "non fare" è sempre sul piede di guerra e causa danni incalcolabili che vengono puntualmente addebitati al solito effetto serra, alimentando una spirale senza via di uscita

Nonostante catastrofismo e demagogia verde ecco nuovamente l’inverno

Risale ai tempi dell’indimenticabile Totò la patente di iettatore: in un famoso film di ambito squisitamente napoletano il Principe della risata faceva di tutto per farsi riconoscere il titolo di “iettatore”, gettando le basi per una categoria che al giorno d’oggi si è evoluta e soprattutto moltiplicata.

Ribattezzati ultimamente “catastrofisti” essi si sono aggregati in associazioni anche a sfondo politico che sopravvivono predicando disastri puntualmente smentiti dalla realtà o storpiando il normale corso della natura, a volte drammatico ma autentico, gettando ovunque l’ombra sinistra dell’Uomo.

Lo scorso anno, quello senza inverno, esacerbò gli animi e fece proseliti tra quanti andavano predicando carestie, inondazioni, invasioni di locuste, impaludamento di mari a causa di una anomalia evidente, ma pur sempre anomalia e non catastrofe.

Se fossero stati in buona fede e liberi dalle ideologie catastrofiste, questi signori avrebbero senz’altro potuto mostrare il bicchiere mezzo pieno, quello che ad esempio vedeva basse emissioni a causa di riscaldamenti al minimo con relativo abbattimento dei costi per le famiglie o quello grazie al quale la stagionale epidemia dell’influenza ha lasciato in pace bimbi e anziani. Invece niente.

Puntualmente le argomentazioni di codesti “operatori di demagogia verde” puntano il dito su parossismi meteorologici che sono nient’altro che il normale manifestarsi della natura, fin dall’inizio dei tempi.

Cosi l’uragano Katrina, abbattutosi nell’agosto del 2005 in Louisiana è diventato un mostro senza precedenti costato migliaia di vite umane a causa di cosa? Della mancata ratifica del protocollo di Kyoto da parte dell’amministrazione Bush!

Peccato che fu l’amministrazione del precedente governo Clinton a rifiutare la firma sul miracoloso trattato ma soprattutto peccato che le cause del disatro furono provocate dal cedimento dell’argine di contenimento sul bacino di Pontchartrain nei pressi di New Orleans.

E peccato anche che furono proprio gli ambientalisti nel 1977 a impedire la costruzione di due dighe ben più robuste e che avrebbero dovuto sostituire quelle ora crollate. In quegli anni infatti l’EPA (Environmental protection agency) aveva approvato il progetto e reperito i fondi necessari ma due associazioni ambientaliste, l’Environmental Defense e la Save Our Wetlands, scatenarono una strenua opposizione sostenendo che tale opera avrebbe messo in pericolo l’ecoistema danneggiando alcuni tipi di pesci.

Ebbene il piano di costruzione venne cancellato e ora, dopo trent’anni possiamo ben vedere quanto è costata questa dannosa demagogia verde del “non fare” in termini di innocenti vite umane.

Torniamo ora in Italia. Entro il weekend la neve farà la sua candida comparsa su molte zone del centro-sud mentre il sole, seppur come un cappello di ghiaccio, bacerà più assiduamente il nord e c’è da scommetterci: sentiremo che il tempo si è rovesciato e che il clima è impazzito. In realtà, nonostante tutto, sarà semplicemente di nuovo inverno. Benvenuto Generale.
Autore : Luca Angelini