Il fosgene, un gas letale utilizzato nelle bombe chimiche, è tra i maggior responsabili del “buco dell’ozono”!
Tra i maggior responsabili della riduzione dello strato di ozono, spicca il fosgene, utilizzato nelle armi chimiche sin dalla Grande Guerra. Dagli ultimi risultati di ricerca tuttavia si è notato un calo del micidiale gas a partire dal 2004.

Si parla ormai da molti anni del famoso “buco dell’ozono” e delle possibili responsabilità antropiche. I famosi composti ODS nell’alta atmosfera causano infatti una lenta ma graduale degradazione dell’ozono, in modo particolarmente vistoso nell’area sopra l’Antartide. Ma nell’alta atmosfera vi sono elevate concentrazioni di gas altamente tossici provenienti dagli arsenali militari, utilizzati per produrre armi chimiche come il famoso fosgene, più comunemente chiamato cloruro di carbonile.
Secono recenti studi pubblicati sulla rivista americana Geophysical Research Letters tali composti chimici potrebbero essere tra i maggior responsabili del calo dell’ozono atmosferico del XX secolo. La ricerca condotta da un gruppo di ricerca internazionale coordinato
dall’università di Waterloo ha permesso di realizzare la prima mappa della distribuzione di questo gas nell’atmosfera. La sostanza, che se inalata causa emorragie interne, shock e insufficienza respiratoria con effetti letali, è stata creata in laboratorio per la prima volta nel 1812 e in natura si forma, in piccole quantità dalla decomposizione dei composti di cloro e carbonio in reazione con la luce.
Dopo la Grande Guerra il gas si è continuato ad accumulare negli arsenali militari durante la seconda guerra mondiale ed è utilizzato
ancora oggi nella preparazione di alcuni tipi di erbicidi, insetticidi, schiume sintetiche, resine e polimeri.
Tra il febbraio 2004 e il maggio 2006 i ricercatori hanno analizzato le informazioni sulla presenza del cloruro di carbonile negli strati
dell’atmosfera raccolte dal satellite Canadian Atmospheric Chemistry Experiment, ricavando una mappa dettagliata, dalla quale risulta che
la principale concentrazione atmosferica del gas si trova sull’equatore, ad un’altezza di circa 25 chilometri, nella stratosfera, e che la concentrazione decresce gradualmente verso i poli. Tale fenomeno è dovuto, spiegano gli scienziati, alla maggiore incidenza dei raggi solari che concorrono alla formazione del fosgene in natura.
Nonostante la presenza ancora piuttosto elevata di fosgene nelle zone equatoriali, si è notata una diminuzione nella concentrazione a livello globale rispetto alle precedente ricerche effettuate tra il 1980-1990.
Il calo è dovuto, secondo il chimico inglese Peter Bernath, dell’università di York, alle restrizioni imposte dal protocollo di
Montreal, un trattato internazionale volto a ridurre la quantità di sostanze che minacciano lo strato di ozono. Il fosgene infatti
disturba le reazioni fra ossigeno e raggi ultravioletti a cui si deve la formazione dell’ozono contribuendo all’assottigliamento dello
strato di questo gas.
Autore : Luca Savorani
