MeteoLive risponde ai lettori…
Il previsore responsabile Alessio Grosso risponde ai lettori.

FRANCESCO CI SCRIVE: richiesta per Alessio Grosso. Leggiamo (siamo un gruppo di curiosi meteo)quotidianamente i vostri report e condividiamo al 100% quanto esprime Grosso in materia di riscaldamento globale, risparmio acqua, etc. Tuttavia da tempo discutiamo sul fatto che a tutti noi il sole sembra “più caldo”: fa più caldo in auto, si fa più fatica a rimanere al sole, le nevi si sciolgono più in fretta, la pelle al sole brucia, le poche nuvole sono “perforate” e “dissolte” dal sole, etc. come se mancasse un “filtro” cioè qualcosa tra noi e il sole. Questa sensazione è condivisa da noi tutti più o meno dal 2001 in poi. Ci piacerebbe leggere un breve articolo di Grosso in merito. Grazie e complimenti per il vostro ottimo lavoro.
ALESSIO GROSSO RISPONDE: caro Francesco, il sole non scotta più di quanto scottasse negli anni 80 e 90, ma nel frattempo sono cambiate molte cose. Il benessere è aumentato, c’è un’attenzione per l’ambiente quasi morbosa. Questo è positivo ma comporta anche dei risvolti negativi. E’ cambiata la nostra percezione del caldo, la nostra capacità di adattamento al clima, visto che facciamo un uso sempre maggiore di condizionatori. Il sole ci sembra più forte perchè l’alta pressione domina per mesi alle nostre latitudini ed è assolutamente vero che la neve si scioglie prima visto che il trend termico punta sempre più verso l’alto. Lo stress mediatico poi ci mette in ansia e tutto sembra estremizzato.
Se vogliamo parlare di filtro un fondamento di verità comunque c’è rispetto agli anni 70, quando lo zolfo schermava leggermente le radiazioni solari. Era un filtro prodotto dall’uomo però, non naturale, da almeno 20 anni è stato ridotto e di conseguenza la tendenza al naturale riscaldamento del clima non viene più mascherata.
Il sole però non sempre dissolve le nuvole, anzi in condizioni di aria instabile favorisce i temporali. Il clima è cambiato, si tratta di un ciclo, solo che ci sembra terribile perchè abbiamo trasformato le nostre città in giungle d’asfalto, perchè ci sono alcune regioni dove il cemento e le persone prevalgono totalmente sulla natura, però non dobbiamo drammatizzare, la natura saprà trovare nuovi equilibri e ce la caveremo, anche se dovessero sciogliersi tutti i ghiacciai e il mare dovesse sollevarsi di parecchi centimetri (cosa di cui comunque dubito). Io sono un ottimista tecnologico, una tecnologia sostenibile però, detesto gli sprechi e gioisco per un nuovo prato sottratto al cemento e per la nascita di un parco.
Autore : Redazione
