ENTROPIA , METEOROLOGIA, CLIMA

Discussioni meteorologiche sul tempo previsto nei prossimi giorni ma anche climatologia e discussioni sui run dei vari modelli: è la stanza principale, quella più affollata e seguita.

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picchio70
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Messaggio da picchio70 »

Gabriele_2021 ha scritto:Grazie picchio della dispensa universitaria fornita
Il meccanismo già lo conoscevo ma una ripassata non fa mai male.
Sull'altro td ho esposto alcunee mie ipotesi riguardo alla reiterata magnitudo stroncata. In estate avevo osservato questa caratteristica nel campo delle anomalie di velocità potenziale in quota nella fascia tropicale globale, ol quale mostrava diversi centri di convezione. di conseguenza ne risultava un segnale mjo disorganizzato che probabilmente risentiva principalmente delle anomalie di olr innescate dalla genesi di ciclone tropicali laddove le anomalie delle sst erano propedeutiche al loro sviluppo . A cui si aggiuge anche la possibile interferenza di rossby o kelvin wave a rendere 'sporco' il segnale nel caso interagissero distrrttivamente o costruttivamente allo stato base di el nino . Tuttavia nelle ultime settimane si è affermato un one wave pattern nelle anomaliee di velocità potenziale a significare un segnale mjo più organizzato e coerente . Nonostante ciò la magnitudo risulta ancora bassa.
L'altro fattore che avevo posto in questione era la grande quantità di calore presente nei tropici ed extratropici in ragione della rapida transizione di fase enso influendo nella normale oscillazione che appare in più occasioni a lenta evoluzione .
Ma sono giuste osservazioni Gabriele.
Sulla fase enso ed in merito al rapido passaggio, sai che ne avevo già parlato
ed è sicuramente un ulteriore sbilancio che reputo importante, altrimenti non l'avrei citato.
Però credo che il segnale enso ,modulato in nina nino, abbia perso gran parte
delle sue caratteristiche di fase , perché ogni step di passaggio parte
da un gradino superiore delle acque superficiali, tant'è che anche in fase negativa
non abbiamo avuto né un raffreddamento e tantomeno una scossa alla magnitudo mjo.
In più le reanalisi di fase erano spesso non accoppiate al sistema atmosferico.
Qualcosa si è inceppato, questo è certo, così come è certo che il bilancio termico
giochi un ruolo primario , a cascata sul sistema.
Se l'obiettivo rimane capire ed implementare la conoscenza del clima e della meteorologia,
bisogna a mio avviso anche un attimino sganciarsi e rivedere alcuni canoni che finora
davano risposte abbastanza soddisfacenti.
Gabriele_2021
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Messaggio da Gabriele_2021 »

picchio70 ha scritto:
Gabriele_2021 ha scritto:Grazie picchio della dispensa universitaria fornita
Il meccanismo già lo conoscevo ma una ripassata non fa mai male.
Sull'altro td ho esposto alcunee mie ipotesi riguardo alla reiterata magnitudo stroncata. In estate avevo osservato questa caratteristica nel campo delle anomalie di velocità potenziale in quota nella fascia tropicale globale, ol quale mostrava diversi centri di convezione. di conseguenza ne risultava un segnale mjo disorganizzato che probabilmente risentiva principalmente delle anomalie di olr innescate dalla genesi di ciclone tropicali laddove le anomalie delle sst erano propedeutiche al loro sviluppo . A cui si aggiuge anche la possibile interferenza di rossby o kelvin wave a rendere 'sporco' il segnale nel caso interagissero distrrttivamente o costruttivamente allo stato base di el nino . Tuttavia nelle ultime settimane si è affermato un one wave pattern nelle anomaliee di velocità potenziale a significare un segnale mjo più organizzato e coerente . Nonostante ciò la magnitudo risulta ancora bassa.
L'altro fattore che avevo posto in questione era la grande quantità di calore presente nei tropici ed extratropici in ragione della rapida transizione di fase enso influendo nella normale oscillazione che appare in più occasioni a lenta evoluzione .
Ma sono giuste osservazioni Gabriele.
Sulla fase enso ed in merito al rapido passaggio, sai che ne avevo già parlato
ed è sicuramente un ulteriore sbilancio che reputo importante, altrimenti non l'avrei citato.
Però credo che il segnale enso ,modulato in nina nino, abbia perso gran parte
delle sue caratteristiche di fase , perché ogni step di passaggio parte
da un gradino superiore delle acque superficiali, tant'è che anche in fase negativa
non abbiamo avuto né un raffreddamento e tantomeno una scossa alla magnitudo mjo.
In più le reanalisi di fase erano spesso non accoppiate al sistema atmosferico.
Qualcosa si è inceppato, questo è certo, così come è certo che il bilancio termico
giochi un ruolo primario , a cascata sul sistema.
Se l'obiettivo rimane capire ed implementare la conoscenza del clima e della meteorologia,
bisogna a mio avviso anche un attimino sganciarsi e rivedere alcuni canoni che
davano risposte abbastanza soddisfacent
i.
Grazie della risposta, sempre cortese.
Ci proverò
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picchio70
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Messaggio da picchio70 »

Gabriele_2021 ha scritto:
picchio70 ha scritto:
Gabriele_2021 ha scritto:Grazie picchio della dispensa universitaria fornita
Il meccanismo già lo conoscevo ma una ripassata non fa mai male.
Sull'altro td ho esposto alcunee mie ipotesi riguardo alla reiterata magnitudo stroncata. In estate avevo osservato questa caratteristica nel campo delle anomalie di velocità potenziale in quota nella fascia tropicale globale, ol quale mostrava diversi centri di convezione. di conseguenza ne risultava un segnale mjo disorganizzato che probabilmente risentiva principalmente delle anomalie di olr innescate dalla genesi di ciclone tropicali laddove le anomalie delle sst erano propedeutiche al loro sviluppo . A cui si aggiuge anche la possibile interferenza di rossby o kelvin wave a rendere 'sporco' il segnale nel caso interagissero distrrttivamente o costruttivamente allo stato base di el nino . Tuttavia nelle ultime settimane si è affermato un one wave pattern nelle anomaliee di velocità potenziale a significare un segnale mjo più organizzato e coerente . Nonostante ciò la magnitudo risulta ancora bassa.
L'altro fattore che avevo posto in questione era la grande quantità di calore presente nei tropici ed extratropici in ragione della rapida transizione di fase enso influendo nella normale oscillazione che appare in più occasioni a lenta evoluzione .
Ma sono giuste osservazioni Gabriele.
Sulla fase enso ed in merito al rapido passaggio, sai che ne avevo già parlato
ed è sicuramente un ulteriore sbilancio che reputo importante, altrimenti non l'avrei citato.
Però credo che il segnale enso ,modulato in nina nino, abbia perso gran parte
delle sue caratteristiche di fase , perché ogni step di passaggio parte
da un gradino superiore delle acque superficiali, tant'è che anche in fase negativa
non abbiamo avuto né un raffreddamento e tantomeno una scossa alla magnitudo mjo.
In più le reanalisi di fase erano spesso non accoppiate al sistema atmosferico.
Qualcosa si è inceppato, questo è certo, così come è certo che il bilancio termico
giochi un ruolo primario , a cascata sul sistema.
Se l'obiettivo rimane capire ed implementare la conoscenza del clima e della meteorologia,
bisogna a mio avviso anche un attimino sganciarsi e rivedere alcuni canoni che
davano risposte abbastanza soddisfacent
i.
Grazie della risposta, sempre cortese.
Ci proverò
Ma non dicevo a te, lo dicevo in generale ed in primis a me stesso.
Cercare di interpretare nuove regole rimanendo ancorati alle precedenti , non ha più tanto senso in seno ad una evoluzione d'apprendimento. :wink:
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picchio70
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Messaggio da picchio70 »

DISACCOPPIAMENTO DELL'ARTICO DAL NORD PACIFICO.

La variabilità della pressione a livello del mare nel Pacifico settentrionale modula il clima dell’Artico e dei continenti circostanti, con un impatto sostanziale sugli ecosistemi e sulle comunità indigene.
Alcune analisi rivelano che la variabilità interannuale della temperatura dell’aria superficiale (SAT) dell’Artico si disaccoppia gradualmente dalle condizioni atmosferiche contemporanee sul Pacifico settentrionale man mano che le forzanti esterne aumentano di intensità in futuro. Le proiezioni future mostrano che la relazione Nord Pacifico-Artico durante la stagione autunnale si indebolisce costantemente in intensità fino alla fine di questo secolo.
Con l’aumento delle emissioni di gas serra, i flussi di calore regionali controllano ampiamente la variabilità della temperatura artica e la forza della prevista relazione Nord Pacifico-Artico dipende fortemente dall’estensione del ghiaccio marino artico.
I risultati suggeriscono che, nel contesto del riscaldamento futuro, un forte accoppiamento del SAT artico con l’oceano sottostante e un indebolimento del gradiente di pressione meridionale guidato da un maggiore tasso di ritiro del ghiaccio marino indeboliranno l’impronta interannuale della variabilità del Pacifico settentrionale sul SAT artico.
Pertanto il tasso allarmante di declino del ghiaccio marino negli ultimi decenni e previsto per il prossimo futuro potrebbe accelerare il tasso di disaccoppiamento.

Osservazioni e studi di modellazione dimostrano che la temperatura artica si riscalda a un ritmo rapido rispetto alla media globale, indirizzando l’attenzione al grado di amplificazione artica.
L'AA è strettamente legato ai cambiamenti nel ghiaccio marino e ai conseguenti cambiamenti nello scambio di calore oceano-atmosfera. Con l’aumento dei tassi di scioglimento del ghiaccio marino, le aree oceaniche aperte nell’Artico si espandono e i conseguenti cambiamenti nei flussi oceano-atmosfera sul bacino svolgono quindi un ruolo dominante nella modulazione della temperatura dell’aria artica e della sua variabilità in futuro. Inoltre, questi cambiamenti regionali potrebbero influenzare l’interazione dell’Artico con le regioni subtropicali.( Ancora oggetto di studio )

Gli impatti proposti del rapido declino del ghiaccio marino artico alle medie latitudini includono l'effetto sugli inverni eurasiatici e nordamericani , i cambiamenti nelle traiettorie delle tempeste e la forza delle correnti a getto alle medie latitudini e una maggiore frequenza di eventi estremi alle medie latitudini .
Allo stesso modo, le oscillazioni climatiche sugli oceani Pacifico e Atlantico influenzano il clima artico e la sua variabilità.
È noto che il ghiaccio marino artico e la temperatura sono modulati dalla variabilità climatica che opera su scale temporali da interannuali a multidecadali, tra cui l’oscillazione meridionale di El Niño, la variabilità multidecadale atlantica e la variabilità decennale del Pacifico
Uno studio recente ha proposto che l'oscillazione artica (AO; la modalità dominante di variabilità della pressione a livello del mare (SLP) nell'emisfero settentrionale) si disaccoppia dal Nord Atlantico e rafforza i suoi legami con il Pacifico settentrionale nel clima previsto per il futuro .

Nel Pacifico settentrionale, la Bassa Aleutina (AL) e l'Oscillazione del Pacifico settentrionale (NPO) sono le due principali modalità di variabilità interannuale.
L'AL, un sistema semipermanente di bassa pressione centrato attorno alle Isole Aleutine,
che nella sue fasi positiva - negativa interferisce sulle anomalie di pressione al suolo e circolazione sul Pacifico settentrionale.
L'Oceano Pacifico equatoriale può influenzare la variabilità climatica del Pacifico settentrionale influenzando la forza di AL che controlla le intrusioni di aria extratropicale nell'Artico, fornendo un collegamento diretto tra le condizioni tropicali ed extratropicali nel settore del Pacifico e la regione polare.
Diversi studi hanno dimostrato che un AL intensificato favorisce un maggiore trasporto verso i poli di masse d’aria più calde e umide, portando ad un Artico più caldo e ad un maggiore scioglimento del ghiaccio marino.
Questa modulazione del tasso di riscaldamento dell’Artico da parte della variabilità del SLP del Pacifico settentrionale solleva importanti domande , la cui comprensione e risposte aiuterà nello sviluppo di strategie di adattamento e mitigazione a lungo termine.

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L'analisi dei flussi superficiali di calore latente e sensibile rivela che durante la stagione OND, lo scambio di calore medio oceano-atmosfera del bacino artico è aumentato di oltre 15 W m −2 e 12 W m −2 .
Pertanto, è evidente che il maggiore ritiro del ghiaccio marino e i conseguenti cambiamenti nei flussi superficiali guidano principalmente la riduzione anomala di SLP


Gli studi che collegano il riscaldamento regionale dell’Artico con le regioni tropicali lontane hanno sollevato preoccupazioni circa il ruolo crescente della variabilità naturale remota in un clima in fase di riscaldamento. Si mostra che la forte relazione tra l’Artico e le condizioni atmosferiche contemporanee sul Pacifico settentrionale diminuisce considerevolmente. Ciò è un’indicazione che il clima artico si evolverà per diventare relativamente indipendente dalla variabilità extratropicale nello scenario previsto ad alte emissioni.
Questa potrebbe essere una manifestazione degli aggiustamenti al ritiro del ghiaccio marino artico. Le principali regioni di variabilità nel SAT artico guidato dal ghiaccio si ritirano nella regione artica centrale, portando infine a un disaccoppiamento della variabilità artica dal Pacifico settentrionale.
Ciò suggerisce che in un futuro esteso (22° e 23° secolo), quando l’estensione del ghiaccio marino sarà minima, i flussi regionali aria-mare assumeranno il controllo del SAT artico invernale e della sua variabilità. Inoltre, il riscaldamento anomalo sull’Artico (AA) correlato all’attività antropica potrebbe ridurre considerevolmente il gradiente di temperatura meridionale e quindi l’interazione tra l’Artico e le latitudini più basse,
pertanto potrebbero ridurre l’impatto subtropicale previsto sulla variabilità del SAT artico durante la stagione fredda.
I risultati sono importanti soprattutto in virtù del fatto che l’Artico si sta riscaldando a un ritmo anomalo ed elevato, con notevole impatto sugli eventi climatici estremi come l’aumento della frequenza di eventi estremi, l’intensificazione delle ondate di caldo.
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picchio70
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Messaggio da picchio70 »

Uno studio estremamente interessante, condotto da oltre trenta scienziati di tutto il mondo, ha calcolato per la prima volta esattamente a quanto ammonta questo surplus di energia. Ebbene, dal 1971 al 2018 il Pianeta ha accumulato circa 358 triliardi di Joule( calorie), pari a circa 0.47 W/mq, un valore che quasi raddoppia (0.87 W/ mq) se consideriamo gli ultimi 20 anni.

Ora, vi chiederete dove sia andato a finire tutto questo calore in più accumulato. E qui arriva l’incredibile: per la gran parte, circa il 90%, è finito negli oceani, con oltre il 50% nei primi settecento metri di profondità, il 6% circa è stato assorbito dal suolo e il 4% circa è stato “utilizzato” dal sistema per la fusione dei ghiacci marini e terrestri. Pensate che solo l’1% (L’UNO PER CENTO) è rimasto disponibile per riscaldare l'atmosfera , in altre parole, per alimentare il Global Warming, il resto è lì a modificare tutto il motore atmosferico e oceanico. 1% con queste conseguenze.....
Provate a pensare se gli oceani cessassero la funzione di upwelling,
oppure se il calore accumulato ed assorbito sempre più in profondità,
portasse in superfice acque sempre più calde rispetto al passato.

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Gabriele_2021
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Messaggio da Gabriele_2021 »

Davvero preoccupante
Energia termica che poi si trasforma anche in energia cinetica nella circolazione atmosferica , carburante per la convezione, alimentando sistemi ciclonici che contribuiscno a rafforzare promontori che con un getto più debole si bloccano .... scambi meridianli di calore con contrasti sempre piu accesi dove trovano spazio estremi meteo ...
Quello che stiamo sperimentando sarebbe solo un antipasto purtroppo... :(
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Messaggio da picchio70 »

Canc. Errore
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Messaggio da 6Gennaio2017 »

Buonasera Picchio,
segnalo questo anomalo raffreddamento delle acque in una zona localizzata dell'Oceano Indiano orientale, che ritengo
possa avere un ruolo nell'indebolimento, in contesto Nino, della MJO. La quale del resto è vista indugiare di più proprio
tra le fasi 8 e 1 nei plumes GEFS00 di stamattina, quindi proprio nella sezione con le SST al momento più positive, proprio a causa di El Nino.
Ecco il raffreddamento in questione (la freccia che indica il percorso della MJO l'ho messa di qualche grado sopra il reale
percorso, per far vedere meglio in mappa il raffreddamento):
Immagine
Se sai a cosa è dovuto questo raffreddamento locale ma rilevante, che non è temporaneo e che va avanti da più di un mese,
potresti spiegarmi il perchè della sua presenza? E' insita in variabili locali e temporanee?
Grazie :)
6Gen
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Messaggio da picchio70 »

I raffreddamenti delle acque superficiali sono sempre dovuti all upwelling
che a sua volta è causato da :

Vento
Forza di coriolis
Trasporto di Ekman

Nel processo complessivo di upwelling, il vento che soffia sulla superficie del mare in una data direzione provoca un'interazione aria-acqua. In conseguenza di questa azione del vento, l'acqua si sposta perpendicolarmente alla direzione del vento incidente a causa dell'effetto combinato della forza di Coriolis e del trasporto di Ekman. Quest'ultimo provoca un movimento dello strato superficiale dell'acqua ruotato di circa 45 gradi rispetto alla direzione del vento incidente; l'attrito tra lo strato superficiale e quello immediatamente sottostante fa sì che anche gli strati successivi si muovano nella stessa direzione, provocando un moto a spirale discendente lungo la colonna d'acqua.
A questo punto è la forza di Coriolis che determina in quale verso l'acqua si muove: nell'emisfero Nord l'acqua è incanalata verso destra rispetto alla direzione del vento, mentre nell'emisfero Sud l'acqua si muove verso sinistra.
Se il movimento netto risultante dell'acqua è divergente, questo innesca una risalita delle acque profonde per rimpiazzare l'acqua che viene perduta.

Accoppiata atmosfera / oceano , specie nella forza e direzione del vento
e dalla variabilità stagionale, come pure dalla struttura verticale della colonna d'acqua, dalle variazioni della batimetria del fondale e dall'instabilità delle correnti marine.
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6Gennaio2017
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Messaggio da 6Gennaio2017 »

Grazie della spiegazione Picchio
6Gen
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Messaggio da picchio70 »

6Gennaio2017 ha scritto:Grazie della spiegazione Picchio
6Gen
Di nulla :wink:
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