NOVEMBRE LIVE MODELLI 2023

Discussioni meteorologiche sul tempo previsto nei prossimi giorni ma anche climatologia e discussioni sui run dei vari modelli: è la stanza principale, quella più affollata e seguita.

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Gabriele_2021
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Messaggio da Gabriele_2021 »

Buongiorno forum
Dopo i numerosi passaggi perturbati che hanno contraddistinto metà ottobre, provocando da una parte dissesti idrogeologici al nord italia e toscana, dall'altra la ventilazione innescatasi ha lasciato a secco vasti settori del centro sud, specie lato adriatico dove hanno dominato marcate anomalie termiche positive. Una situazione destinata a stemperarsi nei prossimi giorni grazie al passaggio di una blando seppur incisivo cavetto d'onda tra oggi e domani e una perturbazione in ingresso da giovedì a partire dal nord.


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La prima consentirebbe le precipitazioni sulle nostre regioni centro meridionali, mentre la seconda coinvolgerebbe gran parte di italia, associandosi ad un più marcato calo termico per afflusso di aia proveniente dall'artico canadese, lasciando tuttavia in ombra pluviometrica il versante adriatico e gran parte del Piemonte.
La neve quindi farebbe la sua comparsa sull'arco alpino dai 1200mt circa, mentre sull'appennino dai 1800 circa.
Quest'ultima dinamica sarebbe frutto di un timido ridge atlantico stimolato nella sua risalita da una depressione con perno su terranova, la stessa che una volta intensificatasi a seguito di una discesa fredda in oceano e la corrispondente crescita del gradiente termo bariico, contribuisce ad accelerare il getto in uscita dal continente americano e ridisegnare il pattern sullo scacchiere euroatlantico. In particolare una risalita dalla NAO, fotografata dalla graduale rimonta altopressoria da ovest verso il mediterraneo e correnti mediamente nord occidentali investire la nostra penisola e favorire saccature più orientali rispetto ad ora.

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Questo avverrà in concomitanza di un rinforzo del vpt assieme a quello stratosferico, che tenterà di approfondirsi a di riportare il suo baricentro verso il polo, con aumento della tensione zonale su pacifico e atlantico. Evoluzione favorita a causa del nuovo assetto delle vorticità polari in costituzione, propedeutico a sostenere le ciclogenesi sul pacifico occidentale in uscita dall'asia e la semipermanente islandese inserite in un pattern multi waves . In tale contesto trovano spazio intense quanto estese anomalie termiche positive su canada, usa e gran parte dell'asia soprattutto occidentale, in virtu del richiamo caldo indotto dalle saccature in discesa sull'est europa. Anomalie che contraddistingueranno almeno la prima metà di novembre, sull'asia e siberia occidentale con buona probabilità mediamente anche i giorni successivi.

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A livello emisferico si nota anche la strutturazione di un coriaceo blocco nei pressi degli urali, visto permanere per buona parte del mese responsabile dell'insistenza di un flusso di calore verso la siberia e sopra i mari di barents e kara.

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Secondo recenti studi gli eventi di UB sono aumentati rispetto al ventnnio 1979-1999 divenendo quesi stazionari e persistenti. Alla base c'è un ridotto gradiente meridiondale di temperatura indotto dall'amplificazione artica in virtu della perdita maggiore di ghiaccio marino nei mari di barents e kara (Honda et al. (2009)). Ciò comporta una riduzione della forza del getto e dello shear verticale nella regione degli urali (Xu et sl 2019)i, con il risultato di predisporre un atmosfera quasi barotropica, che assieme all'incremento della velocità del getto sul nord atlantico, contribuisce a inibire la retrogressione del ridge, con il risultato di produrre un blocco di lunga durata. I feedback positivi con cui interagiscono le variabili in gioco fanno si che gli eventi di UB in futuro potrebbero divenire più longevi (Yao et el 2017). Gong e Luo (2017) hanno rivelato che il declino del ghiaccio marino sui mari di Barents-Kara è una risposta all'UB sulla scala temporale settimanale, a causa della maggiore radiazione infrarossa verso il basso correlata all'aumento del flusso di umidità.
Il blocco sugli urali è considerato un precursore per un indebolimento del VPS in quanto può innescare una propagazione delle onde planetarie dalla troposfera alla stratosfera (Martius 2009, Peings 2019). La stazionarietà del ridge sugli urali produce una convergenza delle WAF con Heat e momentum flux positivi a 100 hPa, dove infrange sulla stratosfera, mentre l'onda può venire riflessa verso il basso in determinate circostanze, sostenendo ed amplificando il pattern composto da una saccatura con discesa fredda su est asia e usa orientali, mentre al contempo rafforza la dorsale pacifica laddove si verifica una convergenza di EPf. Tuttavia tale evoluzione inizialmente sembrava plausibile, mentre gli ultimi aggiornamenti propongono più per un displacement ed un asse diverso del vp.

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Sarà da valutare la potenzialità di questo UB con le code modellistiche che accennano ai primi corposi disturbi e warming al VPS a partire dall'aumento di attività delle WAFz e insorgenza della wave 1 sul pacifico con forcing che si attesterebbe nei poressi dell'alaska, che promuoverebbe una rotazione antioraria del VP e possibile dissasamento verso il settore siberiano. Sarà da capire che effetti potrebbe produrre alle quote isentropiche inferiori, per un possibile scillazione in ad - più o meno marcaro e successiva risposta in atlantico. MA è ancora molto presto dato che si parlerebbe della terza decade, periodo in cui ec concidererebbe una maggior distensione anticiclonica verso il mediterraneo, al netto di qualche passaggio perturbato minoritario.

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La sinottica amisferica rispecchia piuttosto fedelmente il pattern barico associato alla madden attualmente in fase 2 con un lag di circa 10 gg nonostante essa continui ad essere di bassa magnitudo. I modi di variabilita tropicale a bassa frequenza (enso , soi) continuano a dominare l'evoluzione del tempo ai tropici concentrando l'anomalia di velocita potenziale negativa sopra il pacifico orientale e africa, in linea con lo stato di fomndo di El nino. mentre la variabilità ad alta frequenza associata all'onda convettiva della madden e il passaggio di rossby e kelvin wave vengono rapidamente sopraffatte dall0interferenza esercitata da El nino e ciò rende difficile la diagnostica dell'indice RMM e l'interpretazione della MJO: LA magnitudo smorzata sarebbe coerente alle fasi enso + forti o moderate, come l'attuale.

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picchio70
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Messaggio da picchio70 »

Ciao Gabriele, anch'io ho avuto modo di leggere i papers su UB, interessanti.

Comunque ecco le ens dei tre GM a 10 GG in cui si notano
correnti mediamente ondulate nord occidentali , gpt medi nel Mediterraneo
e la contrazione polare.

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Qui la condizione a 150 e 50 hPa
che rimane più o meno invariata


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picchio70
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Messaggio da picchio70 »

Aggiungerei in merito della mjo, la condizione del dipolo indiano
che certamente non è cosa auspicabile, almeno in virtù delle reanalisi,
per continua soppressione della convenzione e dislocazione delle anomalie positive su Europa.
manu73
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Messaggio da manu73 »

Gio79 ha scritto:
manu73 ha scritto:
Gio79 ha scritto:Guardando i modelli si evince che a partire da sabato 11 la +16 sarà sempre lì a un tiro di schioppo sulla penisola iberica, pronta a spanciare su di noi in più momenti ogni qualvolta ne avrà la possibilità.
E’ il solito problema degli ultimi inverni la +16 che staziona troppo vicino a noi
ML lo chiama " il naso anticiclonico"...la risalita pressoria ad ovest della penisola a fare da scivolo a correnti nord occidentali favoniche nel versante sud alpino sembra puntuale sul calendario di fine Autunno-inizio inverno.
Vediamo se come spesso succede dura quasi interamente fino ad Aprile ( mangiainverni del versante sud Alpino) oppure concederà qualche pausa.
Nel dubbio meglio non farsi illusioni e troppe aspettative visto l andamento medio degli ultimi 7-8 anni
L’ho appena letto.. che questa “anomalia” vi sia dal 1988 mi sembra una esagerazione. A mia modesta memoria si verifica dagli anni 2000..
Direi che dalla fine del secolo scorso il nuovo posizionamento barico MACRO europeo è mutato in modo considerevole.

Per i mesi Invernali si è appunto iniziato a parlare di "anomalia" alla fine degli anni 80....anomalia che si è presentata con il passare del tempo in modo sempre più frequente , marcato e soprattutto in continua espansione verso nord-est / est .

Nell'ultimo decennio e negli anni contemporanei parlare di "anomalia" sembra una barzelletta....le anomalie sono le circolazioni differenti, non certo quella degli alti potenziali ad ovest della penisola e il favonio nel versante sud alpino (circolazione divenuta una costante negli ultimi anni)

Puntuale da calendario ecco che la "nuova" circolazione è pronta a ripresentarsi sullo scacchiere europeo, vediamo quante settimane spadroneggia delle prossime 20 (140g )

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Gio79
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Messaggio da Gio79 »

Bella differenza a 240 ore tra GFS ed EC

GFS

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EC

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fanskorn
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Messaggio da fanskorn »

Solita zolfa degli ultimi anni

Natale ai caraibi...già me lo vedo...

https://www.meteolive.it/news/Editorial ... ne-/99169/
Gio79
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Messaggio da Gio79 »

fanskorn ha scritto:Solita zolfa degli ultimi anni

Natale ai caraibi...già me lo vedo...

https://www.meteolive.it/news/Editorial ... ne-/99169/
Con De Sica e Boldi?
Gio79
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Messaggio da Gio79 »

fanskorn ha scritto:Solita zolfa degli ultimi anni

Natale ai caraibi...già me lo vedo...

https://www.meteolive.it/news/Editorial ... ne-/99169/
Peraltro, questo editoriale arriva a 24/48 ore di distanza da articoli in cui si parla di freddo e neve.. ciò a dimostrazione del fatto che non abbiamo la sfera di cristallo e che lo schema potrà cambiare a breve e torneremmo a parlare di altro.. quindi al massimo possiamo pensare alla prossima settimana.

Per Natale stai sereno che mancano ancora 50 giorni, puoi mettere da parte la sfera di cristallo
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Messaggio da picchio70 »

Con la stagione autunnale ben avviata ed il vortice che
acquista sempre maggiori vorticita', le sue oscillazioni nei dipoli risulteranno
sempre più determinanti e forzanti nelle dinamiche atmosferiche .
Non è che le ssta non contino più , sotto il punto di vista barico,
ma certamente la forza del getto predomina.
Comunque non è che fa male
uno stemperamento nel nord atlantico.


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picchio70
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Messaggio da picchio70 »

Gio79 ha scritto:
Peraltro, questo editoriale arriva a 24/48 ore di distanza da articoli in cui si parla di freddo e neve.. ciò a dimostrazione del fatto che non abbiamo la sfera di cristallo....
Non ce l'abbiamo, ma a quanto pare l'esigenza di scrivere articoli che cozzano
frequentemente l'uno con l'altro, si. Bisogna scrivere, non si discute,
ma non a scapito della propria credibilità.

Peraltro volevo evidenziare una parte dell'articolo...

"Situazione peggiore sul Mediterraneo non potrebbe esserci per il promontorio anticiclonico segnalato da vari modelli per la metà del mese. Penalizzante è l'aggettivo giusto perchè, distorcendo le correnti perturbate atlantiche, peraltro già un po' troppo veloci per il periodo, ci presenterebbero i fronti svuotati della loro forza e soprattutto con le precipitazioni nevose relegate ai versanti esteri delle Alpi o di confine. "

I promontori anticiclonici non hanno vita propria e sono altresì
la risultante dei flussi che li generano.
Quindi influiscono in quanto generati e non per caratteristiche proprie forzanti .

Inoltre U a 150 hPa è ancora < 10 m/s e C = 0

C= U - W = U - BL2

dove u e la velocità diretta, da ovest verso est, della corrente a getto,
w e la velocita' diretta, da est verso ovest, del treno d’onde che risale la corrente a getto.
C è e la velocita' assoluta di avanzamento dell’ntera configurazione.
L e la lunghezza delle onde di Rossby.
Poiché le velocità sono espresse in metri al secondo [m/s] e la lunghezza d’onda
è espressa in metri [m], b e una costante dimensionale che tiene conto dell’accelerazione di Coriolis, ed a 45° di latitudine e pari a 0.41 ` ·10012 [1/(m s)].

Particolarmente importanti dal punto di vista meteorologico sono le situazioni in cui si ha
c = 0 , perche' quando si instaurano, “bloccano” la stessa configurazione per lunghi periodi sopra la stessa zona. Tali situazioni si verificano quando la lunghezza delle onde di Rossby è pari alla lunghezza critica, ad esempio per una velocità della corrente a getto u = 10 m/s
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Messaggio da iniestas »

Picchio quanto meno Grosso su questo sito ha spiegato le cause della alluvione in Toscana, con l'esempio del masso, la convergenza delle correnti, etc, il TG1 ha fatto ormai l'abbonamento all'intervista a tal Pacini o Pasini del CNR che ha parlato ovviamente che la causa principale dell'alluvione sono i cambimaenti climatici ( e come ti sbagli...) e gli anticicloni africani che si sono succeduti in Italia ( quindi nemmeno più uno, ce ne sono tanti)
Come accadeva per il Covid orami il climatologo (sempre gli stessi due..Mercalli e questo) diventa il guru per spiegarci un'alluvione che invece richiederebbe un'analisi di un esperto di meteo, di orografia e dinamica del territorio
Questo per dire che se dobbiamo fare le pulci a quello che si dice su altri media ben più altisonanti di questo....
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Messaggio da Sordatino »

In realtà a vedere i dati sembrerebbe che negli ultimi trent'anni ci sia stata una netta intensificazione della frequenza degli eventi alluvionali in Italia che parrebbe andare di pari passo con il trend al riscaldamento, poi per carità è pur sempre Wikipedia, ma in difetto di evidenze contrarie...

https://it.wikipedia.org/wiki/Alluvioni ... _in_Italia
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picchio70
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Messaggio da picchio70 »

iniestas ha scritto:Picchio quanto meno Grosso su questo sito ha spiegato le cause della alluvione in Toscana, con l'esempio del masso, la convergenza delle correnti, etc, il TG1 ha fatto ormai l'abbonamento all'intervista a tal Pacini o Pasini del CNR che ha parlato ovviamente che la causa principale dell'alluvione sono i cambimaenti climatici ( e come ti sbagli...) e gli anticicloni africani che si sono succeduti in Italia ( quindi nemmeno più uno, ce ne sono tanti)
Come accadeva per il Covid orami il climatologo (sempre gli stessi due..Mercalli e questo) diventa il guru per spiegarci un'alluvione che invece richiederebbe un'analisi di un esperto di meteo, di orografia e dinamica del territorio
Questo per dire che se dobbiamo fare le pulci a quello che si dice su altri media ben più altisonanti di questo....
Buongiorno Iniestas, è vero che di stupidaggini in giro
e sulle reti nazionali se ne sentono molte ed anche più gravi.
Quello che non capiscono è che il voler evidenziare il GW a tutti i costi
ed in ambiti dove questo non c'entra un tubo, gioca a sfavore.
Cioè si tirano la zappa sui piedi da soli, e se qualche indeciso volesse ricredersi,
ciò li condiziona pesantemente ed a mio avviso , a ragione purtroppo.
Per il resto esprimo le mie opinioni, i libri, i papers
e le dispense universitarie, sono uguali per tutti.
Da un esperto non mi aspetto che scriva che l'anticiclone sia responsabile
del treno d'onda, ma è quest'ultimo che lo genera o meno .
Come quando si legge che l'onda atlantica deve salire per bloccare il flusso atlantico,
senza chiedersi o riflettere su cosa fa si che questo accada, ma di riflesso.
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Rio
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Messaggio da Rio »

Sordatino ha scritto:In realtà a vedere i dati sembrerebbe che negli ultimi trent'anni ci sia stata una netta intensificazione della frequenza degli eventi alluvionali in Italia che parrebbe andare di pari passo con il trend al riscaldamento, poi per carità è pur sempre Wikipedia, ma in difetto di evidenze contrarie...

https://it.wikipedia.org/wiki/Alluvioni ... _in_Italia
Bravo @Sordatino
più sarà caldo, più alluvvioni ci saranno :wink:
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picchio70
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Messaggio da picchio70 »

Per il resto, rotture arginali, esondazioni, fenomeni erosivi, fenomeni di sovralluvionamento, frane, mareggiate costiere, hanno da sempre interessato un territorio fragile e contraddistinto da dinamiche attive per proprietà endemiche come quello italiano, che mostra per questo un’elevata propensione al dissesto. Negli ultimi decenni, tuttavia, a questa componente naturale si vanno a sovrapporre gli effetti dovuti sia alla trasformazione che il territorio urbanizzato ha progressivamente subito, sia alle modificazioni che il clima sta mostrando a scala globale, che in Italia si traducono nell’aumento delle temperature, nella contrazione complessiva delle precipitazioni e nella loro anomala distribuzione entro intervalli di tempo estremamente ristretti. L’indicatore, oltre al principale obiettivo di catalogazione degli eventi, può offrire un contributo all’esame dell’effetto combinato di fenomeni naturali e modificazioni climatiche e/o territoriali, in parte legate anche alle attività antropiche, per i quali l’effetto risulta ad oggi piuttosto problematico quantificare le relative componenti.
Anche considerando i vari studi effettuati e le ripercussioni e proiezioni
a lunghissimo termine, queste se da un lato presentano aspetti univoci
dal punto di vista termico, non lo sono altrettanto sotto l'aspetto delle precipitazioni
che presentano contraddizioni.
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