A me personalmente di quello che può sostenere la gente comune frega meno di zero. Non per mancanza di rispetto ma perchè esistono coloro che studiano ed elaborano dati ogni giorno per fornirci spiegazioni plausibili e concrete su simili argomenti. Credo fermamente nella Scienza.giamo64 ha scritto:Il sole è il maggiore responsabile del clima terrestre. Questo presupposto penso sia fuori dal questionabile.
Che la sua attività magnetica sul nostro clima rispetto all'attività antropica sia marginale è plausibile per molti scienziati autorevoli.
Sta di fatto che se tra qualche anno dovessimo registrare un abbassamento della T°media, molti 'negazionisti' sosterranno che avevano ragione e che l'uomo ha poco a che fare col clima mentre l'attività solare si, mentre i 'sostenitori' sosterranno che se non fosse per l'uomo, la T° media si sarebbe abbassata del doppio.
La diatriba non avrà fine
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https://www.meteolive.it/news/Editorial ... rse/45988/
Ecco...ora aspetto commenti pure su questo argomento.
La mia? ....facile specularci sopra....dai soliti noti (NO QUESTO FORUM!).

Ecco...ora aspetto commenti pure su questo argomento.
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turbo_dif
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non l'ho ancora letto l'articolo ma se riflette il titolo(l'esempio di ieri ricordi?ulisse55 ha scritto:https://www.meteolive.it/news/Editorial ... rse/45988/
Ecco...ora aspetto commenti pure su questo argomento.
La mia? ....facile specularci sopra....dai soliti noti (NO QUESTO FORUM!).
Se ho detto boiate vi prego di correggermi.
Appena posso mi leggo l'articolo però
- the hurricane
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Guardiamo i datiulisse55 ha scritto:https://www.meteolive.it/news/Editorial ... rse/45988/
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nell' articolo è riportato: "Il mare è costretto a ritirarsi da queste zone e ad accumularsi con il resto della massa oceanica, contribuendo al suo innalzamento, seppure di 1-2 millimetri a decennio"
Invece l' innalzamento misurato è di 3.4mm all' anno, ovvero 20-30 volte maggiore di quello dovuto ai fenomeni geologici
https://climate.nasa.gov/vital-signs/sea-level/
direi questi dati sono più che sufficienti, tra l' altro a Tito andrebbe spiegata anche la dilatazione termica dell' acqua, argomento che si studia alle medie
Ammesso che i dati riportati nell' articolo siano corretti, ora sono influenzato e non mi interessa indagare
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Direi che hurricane ha risposto più che bene. Facile specularci sopra dicendo che è solo un fenomeno geologico quando è palese che solo questi movimenti della crosta terrestre spiegano solo il 5/10% del fenomeno.ulisse55 ha scritto:https://www.meteolive.it/news/Editorial ... rse/45988/
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- the hurricane
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Per curiosità sono andato a controllare come vengono misurati i dati dell' aumento del livello del mare, in pratica si misura il livello rispetto ad un satellite in orbita (satellite jason-2)IMadeYouReadThis ha scritto:Direi che hurricane ha risposto più che bene. Facile specularci sopra dicendo che è solo un fenomeno geologico quando è palese che solo questi movimenti della crosta terrestre spiegano solo il 5/10% del fenomeno.ulisse55 ha scritto:https://www.meteolive.it/news/Editorial ... rse/45988/
Ecco...ora aspetto commenti pure su questo argomento.
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per cui l' unico fattore che potrebbe influenzare il livello degli oceani sarebbe un eventuale innalzamento della crosta oceanica oppure uno spostamento della massa d' acqua, ma di per sè lo sprofondamento delle terre emerse non centra assolutamente nulla
https://www.nasa.gov/mission_pages/ostm/main/index.html
Poi se Tito pubblica una ricerca con dati attendibili dove si mostra che i fattori geologici sono responsabili dell' innalzamento degli oceani ben venga...
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InvernoPerfetto
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E mentre qualcuno aveva bollato di "tragicità" il topic dello "Schema Indistruttibile", ecco alcuni punti salienti dell'articolo di Meteolive uscito ieri:
"In molti si chiederanno QUALI elementi entrino in gioco nel portare una persistenza così ostinata dell'anticiclone sull'Europa occidentale...
...la presenza di tale figura a ridosso dei settori ovest europei, è diventata un po' una costante ed è stata dovuta a diverse ragioni; senza dubbio durante il periodo estivo ha giocato un ruolo determinante l'attività anomala del Monsone di Guinea, collocato ad una latitudine insolitamente settentrionale, tale da spingere le fasce altopressorie subtropicali sino alle medie latitudini, favorendo imponenti ondate di calore sulla Penisola Iberica, il bacino del Mediterraneo e l'Italia. Durante l'inverno la ragione della sua presenza è da ricercare in una condizione tipica di NAO (North Atlantic Oscillation) di segno positivo e pertanto da una forte attività delle depressioni extratropicali oceaniche, le quali "spingono" verso il continente la spalla orientale dell'anticiclone delle Azzorre, facendolo approdare sull'Europa.
Inutile dire come in tutte queste dinamiche si faccia sentire il peso di un cambiamento climatico che, in virtù di una maggiore quantità di calore presente in atmosfera, porta le fasce anticicloniche subtropicali ad espandersi con più decisione (e per periodi più lunghi) verso la fascia delle medie latitudini. Tutte le dinamiche relative all'ultimo ventennio, tengono conto di questa costante che opera uno spacco netto tra il clima del ventesimo secolo con quello del ventunesimo.
Volgendo lo sguardo a queste ultime settimane, la persistenza dell'alta pressione sull'Europa occidentale rimane da ricercare in una forte attività convettiva sull'oceano Atlantico. Stiamo parlandovi di un vero e proprio flusso di calore che dalle latitudini tropicali oceaniche risale verso nord, andando a costituire linfa vitale alla formazione di un vero muro anticiclonico. A livello emisferico le fasce anticicloniche subtropicali si rialzano di latitudine in corrispondenza della East Coast degli Stati Uniti, sino alle coste occidentali europee. A livello locale, questa situazione ha prodotto una forte attività degli Uragani sul Golfo del Messico e persino nell'aperto oceano Atlantico.
Sul prossimo futuro, data la particolarità della situazione, è difficoltoso fare una previsione attendibile, vi sono elevate probabilitá affinché la circolazione atmosferica possa proseguire su questi standard ancora per diverso tempo. Eventuali trasformazioni di questo disegno ormai consolidato, potranno verificarsi diluiti nelle lunghe distanze ma non nell'immediato..."
Quindi... talvolta è il monsone di Guinea; talvolta è la configurazione NAO di segno spiccatamente positivo; altre volte ancora sono gli uragani ma... la sostanza non muta: lo Schema si consolida sempre di più. Purtroppo
"In molti si chiederanno QUALI elementi entrino in gioco nel portare una persistenza così ostinata dell'anticiclone sull'Europa occidentale...
...la presenza di tale figura a ridosso dei settori ovest europei, è diventata un po' una costante ed è stata dovuta a diverse ragioni; senza dubbio durante il periodo estivo ha giocato un ruolo determinante l'attività anomala del Monsone di Guinea, collocato ad una latitudine insolitamente settentrionale, tale da spingere le fasce altopressorie subtropicali sino alle medie latitudini, favorendo imponenti ondate di calore sulla Penisola Iberica, il bacino del Mediterraneo e l'Italia. Durante l'inverno la ragione della sua presenza è da ricercare in una condizione tipica di NAO (North Atlantic Oscillation) di segno positivo e pertanto da una forte attività delle depressioni extratropicali oceaniche, le quali "spingono" verso il continente la spalla orientale dell'anticiclone delle Azzorre, facendolo approdare sull'Europa.
Inutile dire come in tutte queste dinamiche si faccia sentire il peso di un cambiamento climatico che, in virtù di una maggiore quantità di calore presente in atmosfera, porta le fasce anticicloniche subtropicali ad espandersi con più decisione (e per periodi più lunghi) verso la fascia delle medie latitudini. Tutte le dinamiche relative all'ultimo ventennio, tengono conto di questa costante che opera uno spacco netto tra il clima del ventesimo secolo con quello del ventunesimo.
Volgendo lo sguardo a queste ultime settimane, la persistenza dell'alta pressione sull'Europa occidentale rimane da ricercare in una forte attività convettiva sull'oceano Atlantico. Stiamo parlandovi di un vero e proprio flusso di calore che dalle latitudini tropicali oceaniche risale verso nord, andando a costituire linfa vitale alla formazione di un vero muro anticiclonico. A livello emisferico le fasce anticicloniche subtropicali si rialzano di latitudine in corrispondenza della East Coast degli Stati Uniti, sino alle coste occidentali europee. A livello locale, questa situazione ha prodotto una forte attività degli Uragani sul Golfo del Messico e persino nell'aperto oceano Atlantico.
Sul prossimo futuro, data la particolarità della situazione, è difficoltoso fare una previsione attendibile, vi sono elevate probabilitá affinché la circolazione atmosferica possa proseguire su questi standard ancora per diverso tempo. Eventuali trasformazioni di questo disegno ormai consolidato, potranno verificarsi diluiti nelle lunghe distanze ma non nell'immediato..."
Quindi... talvolta è il monsone di Guinea; talvolta è la configurazione NAO di segno spiccatamente positivo; altre volte ancora sono gli uragani ma... la sostanza non muta: lo Schema si consolida sempre di più. Purtroppo
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Rio
Letto. tutto di un fiato....InvernoPerfetto ha scritto:E mentre qualcuno aveva bollato di "tragicità" il topic dello "Schema Indistruttibile", ecco alcuni punti salienti dell'articolo di Meteolive uscito ieri:
"In molti si chiederanno QUALI elementi entrino in gioco nel portare una persistenza così ostinata dell'anticiclone sull'Europa occidentale...
...la presenza di tale figura a ridosso dei settori ovest europei, è diventata un po' una costante ed è stata dovuta a diverse ragioni; senza dubbio durante il periodo estivo ha giocato un ruolo determinante l'attività anomala del Monsone di Guinea, collocato ad una latitudine insolitamente settentrionale, tale da spingere le fasce altopressorie subtropicali sino alle medie latitudini, favorendo imponenti ondate di calore sulla Penisola Iberica, il bacino del Mediterraneo e l'Italia. Durante l'inverno la ragione della sua presenza è da ricercare in una condizione tipica di NAO (North Atlantic Oscillation) di segno positivo e pertanto da una forte attività delle depressioni extratropicali oceaniche, le quali "spingono" verso il continente la spalla orientale dell'anticiclone delle Azzorre, facendolo approdare sull'Europa.
Inutile dire come in tutte queste dinamiche si faccia sentire il peso di un cambiamento climatico che, in virtù di una maggiore quantità di calore presente in atmosfera, porta le fasce anticicloniche subtropicali ad espandersi con più decisione (e per periodi più lunghi) verso la fascia delle medie latitudini. Tutte le dinamiche relative all'ultimo ventennio, tengono conto di questa costante che opera uno spacco netto tra il clima del ventesimo secolo con quello del ventunesimo.
Volgendo lo sguardo a queste ultime settimane, la persistenza dell'alta pressione sull'Europa occidentale rimane da ricercare in una forte attività convettiva sull'oceano Atlantico. Stiamo parlandovi di un vero e proprio flusso di calore che dalle latitudini tropicali oceaniche risale verso nord, andando a costituire linfa vitale alla formazione di un vero muro anticiclonico. A livello emisferico le fasce anticicloniche subtropicali si rialzano di latitudine in corrispondenza della East Coast degli Stati Uniti, sino alle coste occidentali europee. A livello locale, questa situazione ha prodotto una forte attività degli Uragani sul Golfo del Messico e persino nell'aperto oceano Atlantico.
Sul prossimo futuro, data la particolarità della situazione, è difficoltoso fare una previsione attendibile, vi sono elevate probabilitá affinché la circolazione atmosferica possa proseguire su questi standard ancora per diverso tempo. Eventuali trasformazioni di questo disegno ormai consolidato, potranno verificarsi diluiti nelle lunghe distanze ma non nell'immediato..."
Quindi... talvolta è il monsone di Guinea; talvolta è la configurazione NAO di segno spiccatamente positivo; altre volte ancora sono gli uragani ma... la sostanza non muta: lo Schema si consolida sempre di più. Purtroppo
La bolla calda c'è... ma oggi, sono stati gli uragani, nel proseguio si nota che se ne creano alrtri
Stiamo messi bene
E chi parla di gente comune? Se vuoi ti cito una sfilza di scienziati che mettono in discussione la causa antropica del global warming e altrettanti della sponda opposta. Tutti fermamente credenti nella scienza.luca90 ha scritto:A me personalmente di quello che può sostenere la gente comune frega meno di zero. Non per mancanza di rispetto ma perchè esistono coloro che studiano ed elaborano dati ogni giorno per fornirci spiegazioni plausibili e concrete su simili argomenti. Credo fermamente nella Scienza.giamo64 ha scritto:Il sole è il maggiore responsabile del clima terrestre. Questo presupposto penso sia fuori dal questionabile.
Che la sua attività magnetica sul nostro clima rispetto all'attività antropica sia marginale è plausibile per molti scienziati autorevoli.
Sta di fatto che se tra qualche anno dovessimo registrare un abbassamento della T°media, molti 'negazionisti' sosterranno che avevano ragione e che l'uomo ha poco a che fare col clima mentre l'attività solare si, mentre i 'sostenitori' sosterranno che se non fosse per l'uomo, la T° media si sarebbe abbassata del doppio.
La diatriba non avrà fine
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Il consenso di Global warming antropico tra gli addetti del settore è del 97%giamo64 ha scritto: E chi parla di gente comune? Se vuoi ti cito una sfilza di scienziati che mettono in discussione la causa antropica del global warming e altrettanti della sponda opposta. Tutti fermamente credenti nella scienza.
Ti riporto un articolo peer-reviewed
"Science achieves a consensus when scientists stop arguing. When a question is first asked – like ‘what would happen if we put a load more CO2 in the atmosphere?’ – there may be many hypotheses about cause and effect. Over a period of time, each idea is tested and retested – the processes of the scientific method – because all scientists know that reputation and kudos go to those who find the right answer (and everyone else becomes an irrelevant footnote in the history of science). Nearly all hypotheses will fall by the wayside during this testing period, because only one is going to answer the question properly, without leaving all kinds of odd dangling bits that don’t quite add up. Bad theories are usually rather untidy.
But the testing period must come to an end. Gradually, the focus of investigation narrows down to those avenues that continue to make sense, that still add up, and quite often a good theory will reveal additional answers, or make powerful predictions, that add substance to the theory.
So a consensus in science is different from a political one. There is no vote. Scientists just give up arguing because the sheer weight of consistent evidence is too compelling, the tide too strong to swim against any longer. Scientists change their minds on the basis of the evidence, and a consensus emerges over time. Not only do scientists stop arguing, they also start relying on each other's work. All science depends on that which precedes it, and when one scientist builds on the work of another, he acknowledges the work of others through citations. The work that forms the foundation of climate change science is cited with great frequency by many other scientists, demonstrating that the theory is widely accepted - and relied upon.
In the scientific field of climate studies – which is informed by many different disciplines – the consensus is demonstrated by the number of scientists who have stopped arguing about what is causing climate change – and that’s nearly all of them.
Authors of seven climate consensus studies — including Naomi Oreskes, Peter Doran, William Anderegg, Bart Verheggen, Ed Maibach, J. Stuart Carlton, and John Cook — co-authored a paper that should settle this question once and for all. The two key conclusions from the paper are:
1) Depending on exactly how you measure the expert consensus, it’s somewhere between 90% and 100% that agree humans are responsible for climate change, with most of our studies finding 97% consensus among publishing climate scientists.
2) The greater the climate expertise among those surveyed, the higher the consensus on human-caused global warming.


Expert consensus is a powerful thing. People know we don’t have the time or capacity to learn about everything, and so we frequently defer to the conclusions of experts. It’s why we visit doctors when we’re ill. The same is true of climate change: most people defer to the expert consensus of climate scientists. Crucially, as we note in our paper:
Public perception of the scientific consensus has been found to be a gateway belief, affecting other climate beliefs and attitudes including policy support.
That’s why those who oppose taking action to curb climate change have engaged in a misinformation campaign to deny the existence of the expert consensus. They’ve been largely successful, as the public badly underestimate the expert consensus, in what we call the “consensus gap.” Only 16% of Americans realize that the consensus is above 90%.
Naturalmente chi fa notare che ci sono anche tesi secondo cui l'uomo è poco responsabile dei cambiamenti climatici usa termini come "idee contrapposte", due schieramenti", "c'è discordanza", mentre si guarda bene dal dire che la discordanza, che a un lettore che si approccia alla meteorologia sembra essere metà per parte, è del 97% da una parte e del 3% dall'altra.