Monitoraggio siccità 2024

Discussioni meteorologiche sul tempo previsto nei prossimi giorni ma anche climatologia e discussioni sui run dei vari modelli: è la stanza principale, quella più affollata e seguita.

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Ottobre
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Monitoraggio siccità 2024

Messaggio da Ottobre »

Ripartiamo da qui per monitorare la situazione in tempo reale nel corso del 2024.
Prima di tutto, una visione complessiva del 2023, anno praticamente in media sul territorio nazionale.
Prendendo come base dati l'Osservatorio Siccità del CNR, ecco la situazione.
(Se riesco, nei prossimi giorni cerco di fornire qualche approfondimento sulla rete di stazioni cui fa riferimento il CNR).

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Ma, come sappiamo, le medie spesso nascondono la realtà o, per meglio dire, la distorcono.
Trovo, ad esempio, interessante l'analisi più ristretta sugli ultimi 6 mesi, luglio-dicembre 2023.

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Qui emergono alcuni problemi, per diverse aree del Paese. Parliamo di un arco temporale di 6 mesi, non proprio trascurabile. A conferma che lo scorso 2023 si è caratterizzato soprattutto per un periodo molto piovoso, marzo-maggio. Tra l'altro trovo impressionante che le zone dell'Emilia-Romagna devastate dall'alluvione di maggio, con accumuli record, alla fine siano risultate in media (prima cartina). Un dato che fa riflettere.

Aspettiamo qualche giorno per i dati di gennaio; al nord-ovest dovrebbe essere andato molto bene, mentre credo che sul resto dell'Italia sia stato molto più secco, in linea con la tendenza instauratasi da giugno 2023.

In molte zone della Spagna probabilmente dal 1 febbraio ci saranno restrizioni idriche (senza contare le temperature estive registrate, che di sicuro non aiutano i terreni in difficoltà).

Lo scopo di questo topic è anche cercare di offrire un quadro obiettivo delle precipitazioni, che forse sono gli eventi più soggetti a distorsioni valutative. Una settimana di pioggia continua verrà ricordata molto più di tante settimane secche, precedenti e successive. E se all'"uomo della strada" spieghi che c'è un deficit idrico complessivo, malgrado quella settimana, ti risponderà in loop, come un insetto che sbatte continuamente la testa contro un muro: "Ma se lo scorso mese ha piovuto tutti i giorni... Ma se lo scorso mese ha piovuto tutti i giorni... Ma se lo scorso mese ha piovuto tutti i giorni... Ma se lo scorso mese ha piovuto tutti i giorni... Ma se lo scorso mese ha piovuto tutti i giorni... Ma se lo scorso mese ha piovuto tutti i giorni... Ma se lo scorso mese ha piovuto tutti i giorni... Ma se lo scorso mese ha piovuto tutti i giorni...".
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picchio70
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Re: Monitoraggio siccità 2024

Messaggio da picchio70 »

Ciao Ottobre ,
ma infatti non capisco perché non si forniscano dati che tengono conto del bilancio .
Capisco che sia molto difficile , ma che me ne faccio di un dato che contempla
un alluvione in 2 giorni e 6 mesi di nulla , ma che poi porta il numero finale a risultare in media
o addirittura sopra , quando invece il bilancio del territorio presenta aspetti addirittura opposti.
gemi65
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Re: Monitoraggio siccità 2024

Messaggio da gemi65 »

https://www.meteolive.it/news/in-primo- ... in-italia/
Chi era quello che diceva non è più un problema?
C'era uno si uno a caso, quello che prevede le nevicate a Natale a New York e l'inverno tardivo a primavera.
fenomeno
Ottobre
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Re: Monitoraggio siccità 2024

Messaggio da Ottobre »

Fondamentalmente le elaborazioni grafiche ISPRA ricalcano quelle del CNR.

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Due regioni in grande difficoltà, in particolare la Sicilia. Tutto l'Adriatico penalizzato, a conferma che l'Est latita da tempo.
Anche i versanti tirrenici centro-meridionali non se la passano benissimo.
Il problema è acuito dalle temperature, che non hanno consentito il mantenimento e la lenta fusione della pochissima neve caduta. Tutto l'Appennino è praticamente privo di neve, e per neve intendo accumuli di (almeno) qualche decina di cm, significativi per le falde. Certo, qualche foto di cime appenniniche imbiancate circola, ma stiamo parlando di spolverate coreografiche.
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Rodigino04
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Re: Monitoraggio siccità 2024

Messaggio da Rodigino04 »

Buongiorno e grazie per aver aperto quest'importante td.
Le analisi tramite i bollettini mensili di siccità sono molto utili double face, in primis per un raffronto
rispetto alle anomalie pluviometriche in una logica spazio/tempo in mm, in secondo luogo e strettamente
collegato al precedente fattore per consentire un effettivo e più analitico studio volto a rappresentare più
fedelmente possibile le situazioni siccitose sostanziali sul territorio, dal momento che per questo secondo
obbiettivo concorrono necessariamente altri fattori da tenere in considerazione al fine di fornire il rapporto.
L'ultima pubblicazione certificata e disponibile per il territorio italiano risale al mese di dicembre 2023, dopodiché
sono disponibili su base decadale (10 giorni) i rapporti di monitoraggio siccità per il territorio europeo.
Con ordine, e partendo dalla situazione peninsulare notiamo che la % di territorio affetta da siccità severa
nell'ultimo mese che è stilata su base regionale e tiene conto non solo delle anomalie pluviometriche riguarda
in gran parte le aree meridionali del paese con Molise (93%) Calabria (86%) fra le regioni più critiche seguite da
Campania (50%), Basilicata (42%) e Sicilia (36%), quindi sono queste le aree che necessiterebbero ora di buoni apporti idrici.
Mensilmente il report ripercorre però anche una cronistoria dei precedenti archi temporali in cui notiamo che man mano
si torna indietro nei mesi le criticità si estendono anche al centro (3-6 mesi) e infine al nord (tenendo conto di una finestra a 2 anni).

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Interessante ricondurre poi un ragionamento anche in relazione alle attività umane. L'osservatorio elabora
un rapporto anche per la % di popolazione attualmente coinvolta da siccità (classificata in base alla gravità),
il che risulta molto utile per circoscrivere i fenomeni siccitosi. Il riferimento più recente riguarda l'SPI 1
ovvero a un mese di spazio temporale, in cui si ricollega l'indice di siccità meteorologica per quantificarne gli
impatti sulla popolazione e sulle attività agricole. Di seguito i report.
A dicembre 2023 il 36% degli italiani risulta coinvolto da siccità, in leggera flessione (-4%) rispetto al trimestre precedente.

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Quindi questo tipo di responsi sono molto interessanti a livello italiano, ovviamente richiedono del tempo
per essere aggiornati su base mensili.
Un altra fine di monitoraggio sulla siccità è Copernicus, che elabora su base decadale una fotografia europea
indicando le aree del vecchio continente in relazione ai livelli di siccità, ma vi sono anche altri target temporali.
Il suo ultimo aggiornamento riguarda la 3°decade di gennaio 2024 ed è classificato anche in relazione ai vari
volti della siccità, partendo da aspetti meno gravi come il deficit di precipitazioni a quelli più severi.

Legenda:

bianco = no siccità;
giallo= deficit pluviometrico;
arancione= deficit di umidità del suolo;
rosso= stress vegetativo seguito da deficit di precipitazione e di umidità del suolo;
blu= recupero a condizioni normali;
viola= recupero temporaneo dell'umidità del suolo;
verde= recupero temporaneo della vegetazione;
grigio= nessun dato.

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Sull'Italia rispetto a dicembre 2023 si nota un'attenuazione della siccità sul versante tirrenico mentre un'aggravamento
sulla Sicilia, ad ora la più penalizzata e sul versante adriatico così come verso le regioni settentrionali.
Vediamo se dai prossimi aggiornamenti che dovrebbero ter conto dei passaggi polari marittimi si noterà qualche
miglioramento.
Ottobre
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Re: Monitoraggio siccità 2024

Messaggio da Ottobre »

Grazie mille per il contributo.
Rimango dell'idea che monitorare la siccità sia quanto di più saggio si possa fare in questa fase climatica per il Mediterraneo. Certo, noi lo facciamo da appassionati, spero che a livelli più "alti" (laddove dovrebbero incontrarsi studi specifici, soluzioni per mitigare gli effetti negativi del fenomeno e poteri decisionali) si stia lavorando concretamente.
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Rodigino04
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Re: Monitoraggio siccità 2024

Messaggio da Rodigino04 »

Ottobre ha scritto: mer feb 14, 2024 7:38 pm Grazie mille per il contributo.
Rimango dell'idea che monitorare la siccità sia quanto di più saggio si possa fare in questa fase climatica per il Mediterraneo. Certo, noi lo facciamo da appassionati, spero che a livelli più "alti" (laddove dovrebbero incontrarsi studi specifici, soluzioni per mitigare gli effetti negativi del fenomeno e poteri decisionali) si stia lavorando concretamente.
Ciao Ottobre,
grazie a te per la stanza comunque sì sono d'accordo con te nel senso che sia interessante tenere
alta la guardia su questo aspetto, e l'auspicio è quello che ben dici tu. Dopodiché purtroppo ci confrontiamo
con le azioni (o le non azioni) di chi dovrebbe intervenire a tutela del territorio. Pensiamo banalmente
alla messa in sicurezza a fronte del dissesto idrogeologico su cui siamo drammaticamente indietro, salvo poi
ricordarcene saltuariamente quando ci troviamo a piangere le vittime di qualche alluvione.
E insieme e questo corrono di pari passo miriade di altri temi di cui alcuni direttamente collegati.
Io credo che il tema focale sia che le istituzioni nazionali e sovranazionali debbano attrezzarsi per
studiare a fondo e cercare di prevedere gli effetti venturi dei cambiamenti climatici al fine di poterne
in parte gestire le avversità.
Sull'argomento siccità ad esempio è lo stesso Copernicus, osservatorio meteoclimatico per conto dell'UE che ci avverte
sul fatto che per gestire il tema della siccità debba essere fatto un lavoro di studio e previsioni in relazione
ai futuri scenari, e per farlo occorre essenzialmente studiare i trend climatici in tutti i suoi parametri per gli
ultimi decenni, questo almeno come primo lavoro.
Ad esempio valutando il crescente impatto della maggior durata delle ondate di calore che si verificano l'anno

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così come il generale aumento delle anomalie di temperature massime, accentuate dalle frequenti ondate
di calore anche fuori stagione

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Chiaro che questo a mio avviso sta avendo un impatto (che un tempo era più ridotto) anche nel condizionare
la condensazione delle precipitazioni nella dimensione spazio-temporale così come nel loro effettivo beneficio/assorbimento
al suolo e mantenimento umido regolare. Certo è che sono lavori che devono fare le Istituzioni appoggiandosi
a scienziati ed enti di ricerca accreditati.
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picchio70
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Re: Monitoraggio siccità 2024

Messaggio da picchio70 »

A febbraio, il deficit di Snow Water Equivalent nazionale è del -64%: i dati peggiori si registrano per gli Appennini, ma la situazione di scarsità di neve caratterizza tutta la penisola e, sulle Alpi (fondamentali anche per l’approvvigionamento idrico del bacino del Po), il deficit è del -63%, paragonabile a quello dello scorso anno

Non perdiamo di vista la neve: com’è a oggi la situazione italiana? Fondazione CIMA sta monitorando le condizioni dello Snow Water Equivalent (SWE), ossia l’acqua contenuta nella neve, che rappresenta un’indicazione preziosa sulla quantità di riserva idrica su cui potremo contare in primavera e in estate.

Dopo gli aggiornamenti di dicembre 2023 e gennaio 2024, proseguiamo qui con la pubblicazione dei dati di febbraio, così da seguire la situazione e valutarne il miglioramento o, viceversa, il peggioramento a seconda delle condizioni meteoclimatiche che si presentano. E, purtroppo, oggi riportiamo proprio un peggioramento: se un mese fa lo SWE a livello nazionale registrava un deficit del -39% (dato comunque poco consolante), attualmente il deficit risulta del -64%, quindi ben più marcato.

«Questa condizione va fatta risalire al tempo mite e secco, soprattutto nella seconda metà di gennaio, che ha aggravato un deficit preesistente: secondo le nostre stime, hanno portato a una fusione anticipata dell’ordine di 1 miliardo di metri cubi di acqua in neve nella seconda metà di gennaio. Purtroppo, la scarsità di neve ha caratterizzato i nostri monti per tutti gli ultimi tre anni», spiega Francesco Avanzi, ricercatore dell’ambito Idrologia e Idraulica di Fondazione CIMA.
Le condizioni peggiori sono quelle degli Appennini dove, si potrebbe dire, la stagione della neve è “non pervenuta”: l’esempio più eclatante è quello del bacino del Tevere, che registra un deficit di SWE del -93%, con condizioni stazionare da novembre, quando vi è stata l’ultima nevicata significativa. Più in generale, per la regione Abruzzo, che rappresenta un indice per l’Appennino centrale, il deficit è del -85%, in forte peggioramento rispetto a gennaio.
Le condizioni peggiori sono quelle degli Appennini dove, si potrebbe dire, la stagione della neve è “non pervenuta”: l’esempio più eclatante è quello del bacino del Tevere, che registra un deficit di SWE del -93%, con condizioni stazionare da novembre, quando vi è stata l’ultima nevicata significativa. Più in generale, per la regione Abruzzo, che rappresenta un indice per l’Appennino centrale, il deficit è del -85%, in forte peggioramento rispetto a gennaio.

Le condizioni peggiori sono quelle degli Appennini dove, si potrebbe dire, la stagione della neve è “non pervenuta”: l’esempio più eclatante è quello del bacino del Tevere, che registra un deficit di SWE del -93%, con condizioni stazionare da novembre, quando vi è stata l’ultima nevicata significativa. Più in generale, per la regione Abruzzo, che rappresenta un indice per l’Appennino centrale, il deficit è del -85%, in forte peggioramento rispetto a gennaio.

«Le cose non vanno meglio fuori dall’Appennino centrale. Il fiume Simeto, il principale della Sicilia orientale, registra un deficit del -61%, perché dopo le prime nevicate di gennaio il rialzo delle temperature ha portato a una fusione precoce della neve», spiega Avanzi. «La neve di quest’area è solo una piccola parte di quella del territorio nazionale, ma è indice di una siccità generalizzata per la Sicilia».

Né la situazione migliora se si guarda alle Alpi, dove il deficit complessivo (-53%) è solo di poco meno marcato che a livello nazionale e molto simile a quello dello scorso anno in questo stesso periodo. «Vale la pena ricordare che la neve alpina è particolarmente importante per l’approvvigionamento idrico italiano, perché alimenta anche il bacino del Po,
bacino che attualmente registra un deficit di SWE del -63% rispetto agli ultimi 12 anni».

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