OTTOBRE 2023 - MODELLI LIVE
Moderatori: erboss, MeteoLive, jackfrost
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Leggo ora il messaggio della Moderazione sull' OTgemi65 ha scritto:In realtà è un modo di banalizzare eventi che invece vanno analizzati attentamente.iniestas ha scritto:Picchio negazionista di cosa?picchio70 ha scritto: Ha semplicemente descritto il quadro che si prospetta, da specificare che trattasi
di una delle tante sfaccettature atlantiche, però in un contesto di valutazione del GW
Chiaro che Alessio sia negazionista, non serviva ribadire gli ultimi concetti,
la realtà è ben diversa, e sarebbe sempre opportuno fare un distinguo
relativo alla morfologia ed estensione latitudinale della penisola, sottolineando
anche i risvolti della medaglia.
Io questa dicotomia non la capisco
Che la temperatura media è aumentata è un dato oggettivo, cosa c'è da negare?
Io ci vedo solo il tentativo di non banalizzare l'analisi meteo climatica per cui sembra che ogni avvenimento meteo accada sia strano e malato e sempre e a ogni costo riconducibile al trend in atto
Forse è ancora possibile che esista un susseguirsi di fatti meteo normalissimi ( tempeste di vento in Europa a novembre, treni atlantici di cui si era persino decretata la fine causa AGW) pur dentro un trend di rialzo della temperatura
Io ci leggo questo messaggio.
da cosa dipende l'aumentata intensità delle tempeste atlantiche?
Il divario termico tra nord e sud Europa c'entra qualcosa forse?
fa caldo? Ma è lo stesso caldo che faceva in occasione dei prefrontali di qualche anno fa?
Banalizzare è negare le differenze rispetto a sinottiche uguali. E i motivi degli effetti diversi si conoscono eccome.
Banalizzare due mesi record come settembre e ottobre dal lato termico non è serio.
Mi scuso ma è solo per completezza di analisi, rispondo a Gemi65
Sul lato termico, lo ripeto, sono d'accordo, ci poteva stare una postilla sulla temperatura più elevata data dai prefrontali.
- picchio70
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Si dai ha ragione Jon,
comunque dai, di certo non si può dire che manchi dinamismo
e come si dice, a chi tocca non se ingrugna...
Così come non decadono le condizioni per un ATR sia in gfs che EC


In questa fase, a meno di una nuova estremizzazione occidentale ( da non escludere)
allora anche altre regioni vedrebbero condizioni perturbate e fresche.
Il vortice polare tende ad approfondirsi più in alto seppur senza valori di riguardo

Più in basso risulta più disturbato da un multi waves e con U sempre < 10ms

Poi valuteremo eventualmente l'entità e definizione del blocco.
Partiamo da questo in atto che si identifica un “dipolo pattern” formato da un cut-off che si sviluppa attorno ai 30-40° di latitudini ai piedi di un anticiclone esteso verso le alte latitudini. In questo caso la corrente a getto “splitta” in due branche, una verso le zone polari, un'altra verso le zone equatoriali.
I blocchi si verificano allorché:
1) interazioni non lineari di onde viaggianti e onde forzate orograficamente.
2) dispersione di onde di Rossby
3) amplificazioni di onde planetarie attraverso effetti di risonanza orografica o termica
4) interferenza costruttiva tra onde planetarie stazionarie
5) instabilità di un flusso tridimensionale
6) trasporto di vorticità non zonale in una regione interessata da un splitting del jet stream.
Ed a questo proposito siamo messi così, in cui traspare la permanenza di blocchi dinamici
in amplificazione sul continente asiatico e quelli già estesi in area nord pacifica.

E questo il segnale tropicale molto importante associato ad un cronico basso momento angolare.

Importante perché la MJO è in grado di produrre un segnale nel GWO in quanto comporta una dissipazione di energia (frictional torque) con "scambio" di momento angolare tra oceano ed atmosfera. Se il GWO è principalmente dominato dalla dispersione zonale delle onde di rossby la MJO è invece quella responsabile della dispersione meridionale delle rossby, anomalie nei venti zonali nella fascia tropicale. Come mostrano molti studi, questo comporta variazioni soprattutto nella corrente a getto sopra sul pacifico settentrionale e quindi variazioni della coppia di montagna americana, PNA etc...
Quindi analizzando il momento angolare della circolazione totale(frictional e mountain torque), ovvero la forza della coppia esercitata dai venti, una sorta di misura della forza dei sistemi di bassa pressione, si riesce meglio ad associarlo all’andamento, ondulato o meno, della corrente a getto. La variazione del momento angolare, e quindi di energia, dipende da come impatta sulle principali catene montuose. Quindi variazioni del momento angolare implicano variazioni della circolazione atmosferica. Pertanto quando la convezione tropicale aumenta, ed abbiamo un getto debole in uscita dal continente asiatico (orso e mountain torque asiatico negativo) si hanno ripercussioni sul segno del pna, variazione del getto, e un impatto "diverso" del getto sulle montagne rocciose, il che si ripercuote in atlantico con un maggiore stazionarietà ed incremento della rossby atlantica.
comunque dai, di certo non si può dire che manchi dinamismo
e come si dice, a chi tocca non se ingrugna...
Così come non decadono le condizioni per un ATR sia in gfs che EC


In questa fase, a meno di una nuova estremizzazione occidentale ( da non escludere)
allora anche altre regioni vedrebbero condizioni perturbate e fresche.
Il vortice polare tende ad approfondirsi più in alto seppur senza valori di riguardo

Più in basso risulta più disturbato da un multi waves e con U sempre < 10ms

Poi valuteremo eventualmente l'entità e definizione del blocco.
Partiamo da questo in atto che si identifica un “dipolo pattern” formato da un cut-off che si sviluppa attorno ai 30-40° di latitudini ai piedi di un anticiclone esteso verso le alte latitudini. In questo caso la corrente a getto “splitta” in due branche, una verso le zone polari, un'altra verso le zone equatoriali.
I blocchi si verificano allorché:
1) interazioni non lineari di onde viaggianti e onde forzate orograficamente.
2) dispersione di onde di Rossby
3) amplificazioni di onde planetarie attraverso effetti di risonanza orografica o termica
4) interferenza costruttiva tra onde planetarie stazionarie
5) instabilità di un flusso tridimensionale
6) trasporto di vorticità non zonale in una regione interessata da un splitting del jet stream.
Ed a questo proposito siamo messi così, in cui traspare la permanenza di blocchi dinamici
in amplificazione sul continente asiatico e quelli già estesi in area nord pacifica.

E questo il segnale tropicale molto importante associato ad un cronico basso momento angolare.

Importante perché la MJO è in grado di produrre un segnale nel GWO in quanto comporta una dissipazione di energia (frictional torque) con "scambio" di momento angolare tra oceano ed atmosfera. Se il GWO è principalmente dominato dalla dispersione zonale delle onde di rossby la MJO è invece quella responsabile della dispersione meridionale delle rossby, anomalie nei venti zonali nella fascia tropicale. Come mostrano molti studi, questo comporta variazioni soprattutto nella corrente a getto sopra sul pacifico settentrionale e quindi variazioni della coppia di montagna americana, PNA etc...
Quindi analizzando il momento angolare della circolazione totale(frictional e mountain torque), ovvero la forza della coppia esercitata dai venti, una sorta di misura della forza dei sistemi di bassa pressione, si riesce meglio ad associarlo all’andamento, ondulato o meno, della corrente a getto. La variazione del momento angolare, e quindi di energia, dipende da come impatta sulle principali catene montuose. Quindi variazioni del momento angolare implicano variazioni della circolazione atmosferica. Pertanto quando la convezione tropicale aumenta, ed abbiamo un getto debole in uscita dal continente asiatico (orso e mountain torque asiatico negativo) si hanno ripercussioni sul segno del pna, variazione del getto, e un impatto "diverso" del getto sulle montagne rocciose, il che si ripercuote in atlantico con un maggiore stazionarietà ed incremento della rossby atlantica.
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