Ciao snow,Snow76 ha scritto: Quindi a guardare questi grafici si evince che non sono le ssta negative a far arenare il getto in Atlantico.
quando abbiamo a che fare con un fronte polare debole , debolezza dettata dal minor
gradiente termico barico polo/equatore, il getto , oltre che più alto di latitudine , si presenta
mediamente deficitario.
Il calore sempre più in eccesso nell' atmosfera ha alterato il sistema , soprattutto
il più grande ed esteso bilanciatore e distribuzione di energia termica, gli oceani.
I recenti eventi nino hanno impresso un accelerazione talmente consistente che neanche le successive fasi di Nina hanno potuto compensare, quindi si riparte ogni volta da uno step alterato positivo. Neanche l'anomalia di tre anni da enso - è riuscita nell'intento.
L'acqua calda presente sulla superfice oceanica evapora , aumenta così suo peso
specifico e sprofonda, e viene sostituita da quella più fredda sottostante ( a profondità
sempre maggiore vista la capacità impressa dal calore di raggiungere e riscaldare acque
sempre più situate in basse) cedendo parte del calore. ( upwelling)
Ma il resto del surplus di calore fa si che l'aria calda sale di quota e si espande , la pressione aumenta negli stati superiori ed inevitabilmente cala in quegli inferiori
creando zone di bassa pressione. Più i mari sono caldi e più questo processo
viene amplificato , vedi cicloni che riescono a generarsi e sopravvivere
a latitudini sempre più elevate.
Quindi ci troviamo con una circolazione già di per sé rallentata( vedi amplificazione artica)
e con ridotto momento angolare, quando il vortice polare effettua i suoi travasi
rilascia ( in condizioni di forza neutra o bassa) vorticita' da ovest verso est,
(quindi è l'Atlantico il primo intercettatore di tali flussi) e trovando
condizioni idonee termo fluido dinamiche in oceano, tali rilasci
tendono a isolarsi li ( sede idonea di basse pressioni) e da contraltare il continente si trova ad aver a che fare con promontori di alta pressione.
Occorre quindi una forzante di trascinamento zonale affinché le suddette
depressioni riescano a spostarsi verso sud e verso est, e non ci sono.
Solo la maggiore maturazione del vortice polare induce a questo, ma
anch'essa è soggetta e sottoposta al bilancio termico alterato, quindi tutto
è posticipato.
Difatti se andiamo ad analizzare il comportamento del VP in queste ultime decadi,
notiamo sempre più accentuata la tendenza a AO negativa autunnale e prima parte
invernale, e successiva accelerazione nella seconda , con primavere sempre più anticipate.
Questo perché fatica a strutturarsi ( ablazione dei ghiacci , mare caldo, tendenza ad HP
polari, AD negativo) e la troposfera risulta così sempre più deficitaria rispetto alla stratosfera a cui poi piace vincere facile nella trasmissione verticale dei moti.
Questo è anche il motivo per cui poi la stagione primaverile risulta quella
meno soggetta ad anomalie positive.












