00:00 14 Giugno 2011

Vulcani in piena azione in Cile ed Eritrea, ripercussioni sulla nostra estate?

I due eventi hanno immesso in stratosfera ingenti quantitativi di polveri che potrebbero incidere in breve tempo sul bilancio radiativo terrestre.

Vulcani in piena azione in Cile ed Eritrea, ripercussioni sulla nostra estate?

 Prima l’imponente eruzione del vulcano Puyehuè in Cile, con tonnellate di gas sparati oltre i limiti della tropopausa, ora ci si è messo anche il vulcano africano Nabro, dopo decenni di quiete. Quest’ultima eruzione in particolare è sotto stretta osservazione dato che il vulcano si è sempre imposto con eventi di grande spessore.

L’ultima imponente eruzione del cono vulcanico, posto al confine tra Sudan ed Eritrea in una zona tettonicamente alquanto movimentata (vedi mappa qui sotto), avvenne nel 1861 e sparò le sue ceneri fin oltre 250 chilometri di distanza, mentre nel 1400 la lava raggiunse addirittura il mar Rosso.

In queso caso le polveri emesse hanno raggiunto altezze fino a 15 chilometri e sono quindi prossime a penetrare in massa nella statosfera tropicale. Considerando che se in troposfera (lo strato che dal suolo raggiunge mediamente i 10-12 km di quota) le polveri tendono a deporsi piuttosto velocamente tramite diversi processi a causa della tipica turbolenza, in stratosfera le particelle possono rimanere in sopensione per anni provocando così una alterazione della radiazione solare in entrata.

Ci saranno conseguenze sulla nostra estate? Difficile a dirsi al momento; tutto dipende dalla durate delle eruzioni e dalle tonnellate di polveri che le stesse riverseranno ancora in atmosfera. Qualora l’evento eruttivo africano dovesse prolungarsi su questi ritmi si avrà sicuramente qualche ripercussione perfino sul clima globale, con un calo delle temperature di qualche decimo di grado probabilmente avvertito a partire dai dintorni del periodo invernale boreale.

Autore : Luca Angelini