00:00 25 Novembre 2001

Escursione da estasi

Splendida descrizione di una escursione "nevosa" sull'Appennino abruzzese

Escursione da estasi

Impossibile resistere, quando al risveglio il bianco delle montagne ti abbaglia e quando la nevicata della notte precedente, vissuta in modo intenso fino alle 4 del mattino, è ancora ben visibile a terra,pura e inaspettata. Impossibile anche avviarsi sulle montagne prima di mezzogiorno,dopo una lotta fino all’ultimo abbiocco con il sonno, ma alla fine si parte.

Obiettivo i 1280 metri di Passo S.Leonardo, posizionato tra i monti della Majella e del Morrone,in posizione favorevolissima considerando l’altezza delle montagne che lo sovrastano, relegandolo all’ombra già dalle 3 del pomeriggio…fino ai 680 metri di Pacentro la neve si fa desiderare nella sua forma più piena,quella che ammanta i prati e li soffoca,lasciando spuntare qua e là solo qualche filo d’erba secca,e lungo i tornanti che portano al paese ci sono solo chiazze qua e là, più consistenti nei punti in ombra, molto più blande dove il sole è già riuscito a squagliare quanto caduto.

Proprio alle porte del paese la situazione cambia,grazie alla strada completamente in ombra e alla vicinanza con le pendici del Monte Morrone ci sono 5 centimetri di neve ovunque,tetti,macchine,prati,piccole lastre di ghiaccio che rendono la salita al 13% ancora più impervia e che lasciano pregustare quanto mi attenderà più a monte. La strada verso il passo è forse al di sotto delle aspettative,almeno fino ai 1000 metri.

Quando infatti si passa all’improvviso sul versante est della montagna lo spettacolo è da brivido,in tutti i sensi. Temperatura inchiodata sugli 0 gradi e neve ovunque,uniforme,soffocante. La strada,pulita grossolanamente dagli spalaneve,ridotta praticamente alla larghezza di una sola corsia (e qualcosa di più) dà ancor più la sensazione di beatitudine totale che si respira a quelle quote. A fonte Romana (1190 metri) vorrei scendere per le prime misurazioni,ma la voglia di proseguire è davvero troppo forte,temperatura ora a -3,il “fungo” (peculiare albergo-chalet) mi attende e volare fino ai 1280 metri del passo è estasiante.

Il piazzale di fronte all’albergo è coperto da 3 centimetri di ghiaccio puro (effetto della neve compressa per permettere ai mezzi di raggiungere l’albergo) la temperatura è -4,il vento di discesa dalla Majella è pungentissimo,ma estasiante. Scendo e inizio ad affondare il metro nella neve,tra qualche sguardo confuso e qualche sorriso,ma è veramente inopportuno fare caso alla gente quando sei in mezzo a tale meraviglia. 28 centimetri di neve fresca,resistiti ad una mattinata di sole,e nei punti dove il vento ha soffiato in modo più vigoroso si toccano i 40 centimetri ovunque.

L’estasi dura una ventina di minuti,l’illusione di essere in Norvegia anche. La discesa è programmata sul versante est,verso Campo di Giove (1050 metri),non prima di fermarmi finalmente a Fonte Romana e di rimanere sorpreso nel constatare 33 centimetri di neve presenti tenacemente sui prati. Temperatura di -3 gradi,tempo di tuffarmi in una delle discese più emozionanti che queste montagne possono offrire in situazione di neve.

La strada,infatti,è per il 70% in ombra e resta costantemente intorno ai 1200 metri,la conseguenza è ghiaccio pressochè costante sul manto stradale e obbligo di improvvisarsi Colin McRae per evitare di distruggere la macchina…dopo un paio di curve con le ruote che andavano un po’dove volevano loro anche a 40 all’ora,mi si para davanti una visione che non dimenticherò facilmente.
I rami degli alberi schiacciati dal peso della neve che si sporgevano sulla strada formavano un effetto tunnel bianco semplicemente mozzafiato…le piante sembravano sculture di ghiaccio,i prati,totalmente bianchi e completamente ghiacciati,la strada,un’uniforme lastra bianca…fermo la macchina sul ciglio e scendo,praticamente in estasi panica (o da panico) e inizio ad affondare nella neve…43 centimetri,e questa non me l’aspettavo.

Il punto,completamente in ombra,è probabilmente il più innevato della fascia pedemontana della Majella,il freddo è pungente,di nuovo -4,ma questo non fa altro che aumentare l’entusiasmo. La ripartenza è triste…si esce di nuovo allo scoperto,il sole ha purtroppo fatto il suo lavoro e a Campo di Giove nei punti in ombra si arriva faticosamente a 15 centimetri,temperatura ancora buona,-1. I primi due tornantoni sono totalmente ghiacciati,e qui devo ringraziare le ruote termiche (e un po’ di esperienza) ma per fortuna la strada verso Cansano (835 metri) è più agevole.

In paese si misurano 5 centimetri sparsi un po’ ovunque,ma ridotti a 2 nei punti al sole. La discesa verso Sulmona poi,diventa triste. Oltrepassati i 700 metri di quota la neve diventa sporadica,protetta dall’ombra in alcuni punti, violentata dal sole in altri…la soddisfazione è la temperatura,di 0 gradi in paese e di 2 gradi fin giù a 500 metri. Poi il crollo…neve a chiazze molto ma molto rade,e temperatura inesorabilmente in aumento.

A Sulmona ci sono ormai 6,5 gradi e c’è qualche microscopica chiazzetta nei punti più ombrosi.
I meteopazzi che amano prendere macchina o qualsiasi altro mezzo e avventurarsi in montagna dopo una nevicata qui mi capiranno,quando si riscende a valle si inizia ad avere una nostalgia opprimente di quanto vissuto appena una mezz’oretta prima,ma pazienza. Alle ore 15 si registrano ormai 8 gradi,la neve si è ritirata oltre i 700 metri ma in quota c’è aria molto fredda,il vento sembra essersi calmato e,insomma,le condizioni per una bella gelata ci sono tutte.

Auguro a tutti gli amici del Nord di riprovare al più presto le emozioni che ho provato io questa mattina,emozioni uniche,che solo la neve può dare….so che è frustrante vivere in fibrillazione e nella spasmodica attesa di vedere i fiocchi venir giù,ma non è anche questo che rende la passione ancora più tenace e incrollabile? Un saluto a tutti,e buona neve,al più presto,e abbondantissima!
Autore : Riccardo