Stop All’Atlantico, sbuca di nuovo il FREDDO artico con neve
Improvvisa interruzione delle correnti umide e poco fredde atlantiche. Torna il freddo Artico a metà mese!

L’inverno sembra essersi arreso da qualche settimana, lasciando campo libero alle correnti atlantiche dai connotati più autunnali che invernali. In queste circostanze solo alcuni territori del Nord-Ovest riescono a vivere momenti pienamente invernali grazie alla particolare conformazione geografica e all’orografia del settore, ma si tratta pur sempre di una particolarità legata al microclima locale. Su gran parte d’Italia, invece, dominano i venti da sud, e di conseguenza le temperature si mantengono abbastanza alte, impedendo l’arrivo della neve a bassa quota.
Con queste perturbazioni atlantiche che una dopo l’altra raggiungono il Mediterraneo, è chiaramente improbabile che le fredde correnti artiche o addirittura quelle continentali riescano a raggiungere l’Italia. Insomma, piove tanto su buona parte della nostra penisola, ma la neve preferisce restare confinata alle medio-alte quote.
Qualcosa però bolle in pentola attorno a metà febbraio. Esattamente nel prossimo weekend, ovvero quello compreso tra il 14 e il 15 del mese, l’Artico potrebbe improvvisamente risvegliarsi e spedire verso l’Italia un’ondata di freddo degna di nota, capace di regalare sorprese bianche a bassa quota. Questa ipotesi, al momento, è sostenuta dai principali centri di calcolo, soprattutto GFS ed ECMWF, che intravedono una possibile ripresa dell’alta pressione delle Azzorre sull’Atlantico orientale e una conseguente ondulazione della corrente a getto. Potrebbe essere il momento opportuno per la discesa di correnti più fredde dal Nord Europa verso l’Italia, in particolare sulle regioni centro-settentrionali. Di seguito l’ipotesi di ECMWF su base grafica Meteociel:

Chiaramente, al momento parliamo di previsioni a lungo termine, ancora in cerca di conferme o smentite. Le probabilità sono in aumento di giorno in giorno, ma allo stato attuale la possibilità di neve a bassa quota, quantomeno sulle regioni centro-settentrionali tra il 14 e il 16 febbraio, si aggira attorno al 20–30%.
Nel caso in cui questa configurazione dovesse realmente concretizzarsi, la neve potrebbe arrivare fino in pianura tra Piemonte, Emilia e Oltrepò Pavese, e a quote collinari o basso-collinari sulle regioni centrali.

