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Perturbazioni atlantiche bloccate e temperature sotto media, fino a quando?

Analizziamo alcuni indici teleconnettivi che ci tracciaranno la strada per rispondere correttamente a tale quesito

Sotto la lente - 23 Settembre 2008, ore 10.26

Che la seconda metà di settembre ci stia proponendo un clima decisamente più fresco rispetto a quelli che sono i canoni tipici del periodo ce ne stiamo accorgendo giorno dopo giorno. Il tramonto dell'estate, scandito dall'arrivo sul nostro Paese di strati d'aria continentale sempre più fresca provenienti dall'est europeo, ci ha presentato anzitempo i rigori autunnali propriamente detti. La sensazione umana che ci fa percepire un po' come fuori stagione questo fresco respiro è dovuta senz'altro anche al fatto che la Natura ultimamente ci aveva abituati ad un'estate semi-perenne, a settembrate balneari, a ottobrate romane, a novembrate milanesi e via dicendo. La circolazione post-estiva però quest'anno si è incagliata sugli scogli scandinavi imprigionando l'Atlantico e i suoi umidi tepori. Ebbene, la causa di questo coriaceo blocco circolatorio è da ricercare nell'improvvisa accelerazione dell'indice equatoriale MJO, la Madden Julian Oscillation. Ma cosa c'entra un indice equatoriale con la circolazione a livello europeo? Andiamo a scoprirne il nesso. Distinto in varie fasi, il nostro indice identifica l'onda convettiva che scorre da ovest verso est lungo l'equatore, la cui intensità (magnitudo)è altrettanto importante quanto la sua posizione. Ebbene, dopo lunghi sonni di luglio e agosto, caratterizzati sull'Europa da ricorrenti situazioni perfettamente in linea con gli schemi tipici della bella stagione, la MJO a metà settembre si è portata con un guizzo da sprinter alla fase contraddistina con il numero 5. L'onda temporalesca in questa fase ha abbracciato l'oceano Indiano orientale spingendo in quel settore verso nord la linea di convergenza degli Alisei e premendo contro l'adiacente cellula anticiclonica subtropicale posta subito a nord. Con un gioco di sponda condotto in sinergia con altri indici, come ben ci suggeriscono anche le comprovate correlazioni statistiche, si è messo così in moto il meccanismo che ha portato alla risalita poderosa della bolla anticiclonica sulla Scandinavia, bolla che è poi rimasta intrappolata con le stesse sue mani ad opera dei rigurgiti freddi pescati dall'Artico. La conseguenza è stata appunto la discesa di aria decisamente freddina per la stagione anche verso il bacino centro-occidentale del Mediterraneo e l'Italia. Ora la MJO ha subìto una ulteriore evoluzione: l'onda convettiva equatoriale è passata sulla Nuova Guinea entrando di fatto nella sua fase numero 6 ma soprattutto ha diminuito notevolmente la sua magnitudo. La conseguenza più probabile si tradurrà presto in un ridimensionamento della cellula anticiclonica scandinava e a una parziale risalita delle alte pressioni subtropicali verso le sponde meridionali del Mediterraneo. Qualora gli scambi meridiani non riuscissero nel frattempo ad approfittare della vulnerabile situazione per imporsi (probabilità 40-45%), il dato più rilevante potrebbe prevedere per l'inizio di ottobre la demolizione del blocco atlantico e il graduale ripristino delle correnti occidentali più miti ma anche più consone al periodo stagionale appena partito (probabilità 55-60%).

Autore : Luca Angelini

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