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Coronavirus: Avigan il farmaco che funziona, cosa c'è di vero?

Notizie - 23 Marzo 2020, ore 11.10

Negli ultimi giorni è circolata su siti web e soprattutto social network la notizia del farmaco Avigan che è stato in grado di "battere" il coronavirus in Giappone.

Questo in seguito alla diffusione di un video in cui un farmacista laziale parla con toni entusiastici del suddetto farmaco. Il protagonista del filmato è Cristiano Aresu, 41 anni, farmacista che si reca spesso in Giappone.

Nel pomeriggio di sabato 21 marzo, l'uomo ha pubblicato su Facebook un video di circa tre minuti, nel quale mostra una piazza di Tokyo sostenendo che la popolazione sia tornata a condurre una vita normale, anche grazie all’impiego dell’Avigan per trattare i malati di COVID-19.

Nel video dice che il farmaco “ha fatto rinascere il Giappone” e lo ha fatto “tornare a respirare”, aggiungendo poi che gli italiani dovrebbero chiedere “a gran voce” al governo di avere l’Avigan per risollevarsi come hanno fatto i giapponesi.

Il video è stato ripreso in seguito da diversi giornali e se ne è parlato anche in trasmissioni televisive, con conseguenti polemiche nei confronti delle istituzioni che autorizzano i farmaci, con accuse di non essersi occupate della questione. Tuttavia questo farmaco non è una sorta di antidoto miracoloso che può sconfiggere il coronavirus, come in molti hanno voluto credere. Vediamo il perché.

Avigan efficace contro il Coronavirus, cosa c'è di vero

Bisogna dire in primo luogo che l`Avigan (nome commerciale del Favipiravir) è stato sperimentato su un numero ristretto di pazienti con esiti scientifici ancora incerti, e non è un medicinale tenuto segreto: è noto da tempo all`Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), autorità che ha il compito di vigilare sulla sicurezza dei medicinali e di autorizzarne l`uso in Italia.

È stato progettato con l`obiettivo di bloccare i meccanismi utilizzati dai virus per replicarsi nell`organismo, in modo da aiutare il sistema immunitario a sbarazzarsene, in tempi più rapidi e con minori conseguenze per la salute. Il farmaco è stato approvato dalle autorità di controllo giapponesi nel 2014, prevedendo un suo possibile utilizzo nel caso delle pandemie influenzali, quindi causate da virus diversi dal coronavirus.

A oggi ci sono però ancora dubbi sull`efficacia dell`Avigan, soprattutto nella sua capacità di proteggere le cellule che compongono i tessuti delle vie aeree superiori, dove di solito i virus influenzali fanno più danni.

A differenza di quanto sostiene Aresu (l'autore del video), a oggi l`impiego dell`Avigan in Giappone è consentito solamente in particolari condizioni di emergenza, quando altri antivirali si dimostrano inefficaci.

Inizialmente Toyama Chemical (l'azienda farmaceutica dell'Avigan) sperava che l`approvazione da parte delle autorità potesse includere più casi, facendo dell`Avigan un sostituto del Tamiflu, farmaco sul mercato ormai da tempo e che dà risultati positivi nel trattamento di alcune sindromi influenzali. Attualmente l`impiego dell`Avigan è consentito in Giappone e da circa una settimana in Cina, mentre il farmaco non è ancora approvato dalle principali autorità per i farmaci al mondo come la statunitense FDA e l`europea EMA.

Lo studio più importante finora sull`Avigan e il coronavirus è una ricerca condotta in Cina da Qingxian Cai (Università di Shenzhen) e colleghi su 80 pazienti, per mettere a confronto gli effetti del farmaco con quelli di altri antivirali (lopinavir/ritonavir). Secondo lo studio, l`impiego dell`Avigan avrebbe ridotto di 4 giorni circa il tempo di scomparsa del coronavirus dai pazienti, rispetto agli 11 giorni mediamente necessari nel gruppo di controllo trattato con gli altri medicinali. Lo studio parla anche di un miglioramento delle TAC ai polmoni nel 91 per cento dei casi, cosa comunque diversa dall`affermazione sulla capacità dell`Avigan di “bloccare la malattia” segnalata da Aresu.

La ricerca non è stata ancora pubblicata e ha comunque riguardato una quantità ridotta di pazienti, senza una loro selezione prima del trattamento, cosa che ha probabilmente falsato alcuni risultati. In Cina, tuttavia, test e verifiche con l`antivirale stanno proseguendo già da diverse settimane, per valutarne gli effetti.A riguardo dell'Avigan si è espressa anche l'Aifa, mostrando perplessità e ricordando che lo studio cinese ha preso in considerazione casi di COVID-19 non gravi: sebbene i dati disponibili sembrino suggerire una potenziale attività di favipiravir, in particolare per quanto riguarda la velocità di scomparsa del virus dal sangue e su alcuni aspetti radiologici, mancano dati sulla reale efficacia nell`uso clinico e sulla evoluzione della malattia.

Gli stessi autori riportano come limitazioni dello studio che la relazione tra titolo virale e prognosi clinica non è stata ben chiarita e che, non trattandosi di uno studio clinico controllato, ci potrebbero essere inevitabili distorsioni di selezione nel reclutamento dei pazienti.A ogni modo l`AIFA, che ha il compito di assicurarsi che i farmaci siano sicuri ed efficaci, non ha alcun interesse nell'ostacolare l'eventuale ascesa di un farmaco e la sua introduzione anche in Italia, come invece si potrebbe pensare osservando il video divenuto virale di cui vi abbiamo parlato prima.

La tutela della salute pubblica passa dalla valutazione e l`eventuale approvazione di nuovi trattamenti, che devono però prima dimostrare di essere efficaci anche da un punto di vista di costi e benefici sanitari.Nelle prossime ore la Commissione Tecnico-Scientifica dell`AIFA si riunirà per nuove valutazioni sui farmaci disponibili, o da sperimentare contro il coronavirus, approfondendo il caso Avigan. In particolare, domani mattina, riferisce il presidente Aifa Domenico Mantoan, «la commissione tecnico-scientifica di verifica di Aifa partirà con l'analisi e con la definizione del nuovo trial clinico del nuovo Favipiravir, l'antivirale usato in Giappone».Richiama alla prudenza anche il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli, che ha dichiarato che «un conto è parlare di possibili opzioni da testare e validare, un altro è definire queste opzioni come soluzione del problema Covid».
 


Autore : Redazione MeteoLive.it

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