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Pillole: l'instabilità e il vento geostrofico

Perchè l'aria diventa instabile? Perchè le nuvole spesso non seguono la direzione dettata dal vento al suolo?

MeteoLive school - 25 Agosto 2004, ore 14.24

**L’instabilità dell’aria** Soprattutto d’estate si sente parlare frequentemente di instabilità dell’aria, e sappiamo bene che in queste condizioni si possono verificare dei rovesci o dei temporali. Perché esiste questa relazione fra i due fenomeni? In parole povere, quando una massa di aria fredda viaggia in quota verso latitudini inferiori, può capitare che si trovi a scorrere su territori dove mediamente l’aria è più calda. Entro certi limiti di temperatura si può affermare con sicurezza che più l’aria è fredda, più è densa, e quindi pesante (a parità di volume). Perciò nelle condizioni descritte in precedenza occorrerà che in qualche modo l’aria più fredda scenda verso il basso, andando ad occupare il posto che prima spettava all’aria calda. Quest’ultima quindi verrà sollevata verso l’alto, talvolta con violenza; di conseguenza il vapore acqueo che contiene tenderà a condensarsi in goccioline formando una nube; nel caso particolare in questione nasceranno cumuli e cumulonembi, con il rischio di acquazzoni. In particolari condizioni di temperatura e di velocità della corrente ci può essere instabilità anche con un flusso di aria calda ed umida nei bassi strati. **Il vento geostrofico** Molte volte ci è capitato di osservare un fenomeno curioso: il vento che soffia da una direzione e le nubi ad alta quota che si muovono in senso diverso da quello del vento al suolo. Perché succede ciò? Il motivo va ricercato nell’azione che le asperità del terreno hanno su una massa d’aria in arrivo. Se noi salissimo su un aereo e potessimo valutare la direzione di provenienza del vento alle diverse quote, noteremmo che quasi mai il vento al suolo coincide con quello in quota. Il vento che soffia ad un’altezza tale da essere completamente svincolato dall’attrito del terreno è chiamato vento “geostrofico”. Praticamente si tratta di una sorta di “nastro trasportatore” che muove i sistemi nuvolosi in direzioni ben precise, indipendenti dalle condizioni di vento al suolo. Non essendo soggetto agli impedimenti del terreno è un vento non rafficato; la raffica, infatti, si produce proprio a causa degli ostacoli che il vento incontra sulla terraferma. I piloti degli aerei devono fare spesso i conti con questi forti venti alle quote superiori che possono ostacolare o agevolare il volo a seconda che si presentino favorevoli o contrari al cammino del velivolo.

Autore : Lorenzo Catania e Paolo Bonino

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