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Il fantasma del gennaio 1985

La neve cadde abbondante dapprima nel centro Italia poi anche sul settentrione, in particolare a Milano. La configurazione barica prevista per i prossimi giorni non coincide con quella di 16 anni fa ma mostra anche in questo caso un anticiclone ben disteso sull'Europa centro-orientale.

La sfera di cristallo - 5 Dicembre 2001, ore 15.22

L'anticiclone delle Azzorre potrebbe cedere una parte del suo impero al collega russo e sull'Europa andrebbe gradualmente consolidandosi una figura anticiclonica nuova e mutante. Nella prima fase (fino al 9) si avrà un anticiclone ben saldo al suolo su tutta la linea ma con un "cuore" ancora caldo e stabile in quota su Francia, Paesi Bassi, Belgio e Germania. Sempre in quota nella zona termica, quella sovietica, si avrà invece il tipico rovescio della medaglia, cioè una figura depressionaria che produce nevicate sparse. Anche sull'Italia, collegata ad una depressione sulla Grecia, si avrà un afflusso di aria sempre più fredda, dapprima da NNE e poi sempre più marcatamente da ENE, specie al suolo. In queste condizioni i modelli non possono prevedere esattamente cosa accadrà alla parte dinamica: un'avvezione fredda a più vasto raggio potrebbe mettere in crisi la struttura per un effetto di retroazione. Per non tediarvi troppo sorvoliamo sulle ulteriori variabili e puntiamo alla seconda fase, quella più interessante. L'aria fredda, una volta entrata nel Mediterraneo, anche secca, non passerà inosservata. C'è l'inerzia termica del Mare Nostrum che darà una grossa mano ad instabilizzare l'ambiente. E infatti ecco nascere lunedì 10 un minimo sul Mar libico che abbozzerà un tentativo di risalita verso nord, richiamando aria ulteriormente fredda da ENE e provocando precipitazioni sulla Sicilia e sulla Calabria, sulla cui forma è bene ancora non sbilanciarsi. Ci sarà poi un'altra "comparsa" depressionaria, quella che abbiamo seguito più a lungo, quella in cui erano riposte le speranze più grandi per una radicale svolta del tempo su tutto il Paese. Stiamo parlando della depressione tra Canarie e Portogallo. Dalle ultime interpolazioni appare invece come il classico buco nell'acqua, e crediamo di aver reso l'idea. La colpa del "flop" della depressione sarebbe da attribuirsi al mancato contatto con l'aria fredda proveniente da E che non avrebbe la forza per arrivare fin laggiù, ma anche da una scarsa collaborazione dell'Atlantico, che mai avevamo visto così in crisi, con l'irriconoscibile depressione d'Islanda. Abbiamo poi dimenticato un secondo nucleo di aria fredda in arrivo dai Carpazi e diretto anch'esso per martedì 11 verso l'Italia: anche qui con effetti che necessitano di ulteriori approfondimenti. Passiamo poi alla terza fase, quella più tragica. Da mercoledì 12 la parte russa dell'anticiclone sembrerebbe destinato a collassare, ma la parte europea, svincolata dal diretto collegamento con le Azzorre, non mollerà l'osso, rinforzandosi nuovamente e abbracciando gran parte dell'Europa centrale e probabilmente anche l'Italia. Le temperature rimarrebbero gelide in pianura, soggetta ad un'inversione termica notevole con nebbie fredde e brinate spettacolari, mentre andrebbero mitigandosi in quota. In definitiva la neve sulle Alpi non arriverebbe e anche il centro-sud non avrebbe beneficiato pienamente di un'occasione davvero favorevole. Ma restano tutte le varianti che abbiamo esposto sopra, più l'incognita dei fronti africani. Facciamo ora un paragone con la situazione del 1985 quando al seguito di una situazione con venti da est e afflusso di aria artica continentale le correnti ruotarono a sud-est e giunse aria mite ed umida sulla Valpadana, provocando la famosa nevicata del secolo a Milano. La carta che vi proponiamo si riferisce al 16 gennaio e mostra tanto per cambiare una bassa pressione poco a sud della Sicilia, che tanto ci fa pensare a quella prevista per i prossimi giorni sul Mar Libico. Manca però un anticiclone dinamico ostinato come quello che ci è capitato sulla testa in questo periodo. Come andrà a finire? Restate con MeteoLive e forse lo saprete presto...

Autore : Alessio Grosso

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