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Evoluzione piuttosto inquietante: forse c'è lo zampino di un sole indebolito

La gente comune non si sta accorgendo di nulla, ma l'assetto barico sull'Europa presenta palesi anomalie. Colpiscono soprattutto questi ripetuti movimenti antizonali che rendono molto difficile azzardare previsioni oltre i 3-5 giorni. Nella sostanza comunque non sono attesi grossi scossoni da qui al 20 aprile, nè verso avanzate precoci del caldo, nè verso nuovi ritorni tardivi del freddo.

La sfera di cristallo - 13 Aprile 2010, ore 16.16

L'avvezione fredda che abbiamo sperimentato negli ultimi giorni fa parte di una normale situazione primaverile. Lo sbilanciamento verso nord degli anticicloni in una fase di NAO negativa e di modesto dinamismo del vortice polare, determina facilmente una evoluzione di questo genere.

Anche le difficoltà che avranno d'ora in poi le saccature di puntare alle latitudini mediterranee è cosa risaputa per gli addetti ai lavori. E' un segnale del passaggio di consegne tra le stagioni.

Non è altrettanto "normale" osservare l'anticiclone disposto nel modo in cui lo stiamo osservando tra Regno Unito ed Islanda, non è normale assistere a movimenti antizonali così frequenti e ripetuti, quantunque confinati alle latitudini medio-alte del Continente.

Per movimento antizonale si intende un'azione delle correnti contraria al normale andamento ovest-est, presente nell'emisfero boreale.

Il movimento è talmente reiterato che mette in crisi tutti i possibili tentativi di analisi previsionale a medio-lungo termine.
Ne deriva un tempo un po' pazzo: nel senso che da una Sofia bollente si può prendere l'areo e trovarsi improvvisamente in una gelida Amsterdam. Certo, è sempre successo, ma sembra quasi un Continente a compartimenti stagni e badate bene, non si tratta della solita litania de "l'accentuazione dei contrasti e degli eventi estremi causati dal global warming" ma da una possibile alterazione della circolazione atmosferica dettata dalla scarsa attività solare.

Al momento resta solo un'ipotesi, ma la modifica degli assetti barici degli ultimi 2 anni è reale. Questo significa che se ti ritrovi sotto il freddo te lo tieni e parecchio, se ti trovi sotto una bolla calda, te la sopporti. C'è immobilismo insomma, non si sblocca niente. E' una situazione che, messa così, con l'Atlantico silente, incapace di imporre il suo ritmo, potrebbe traghettarci verso un'estate calda e poi nuovamente verso una terza stagione invernale fredda. Prendetela con le molle ovviamente...

Intanto l'azione del vortice freddo di questi giorni andrà gradualmente spegnendosi, ma non subentrando su di noi alcun influsso anticiclonico veramente stabilizzante, resteremo in una sorte di paluda barica, pronti ad essere almeno in parte influenzati da nuove saccature associate a fenomeni.

SINTESI PREVISIONALE SINO A MARTEDI 20 APRILE 2010:
mercoledì 14 aprile: ancora tempo un po' instabile ovunque, ma con fenomeni circoscritti alle Alpi e agli Appennini. Situazione più compromessa al sud, dove le precipitazioni potrebbero risultare più frequenti ed estese anche alle zone pianeggianti. Temperature in lieve aumento.

giovedì 15 aprile: ancora un po' di instabilità su tutto il Paese, ma questa volta più convinta al nord, dove soprattutto nel pomeriggio insisteranno rovesci sparsi, anche temporaleschi. Temperature senza grandi variazioni.

venerdì 16 aprile: miglioramento generale. Mite.

sabato 17 e domenica 18 aprile; un po' di aria fredda su settentrione e medio Adriatico, con qualche modesto annuvolamento ma senza fenomeni, tempo migliore e più mite altrove.

lunedì 19 e martedì 20 aprile: lieve instabilità pomeridiana con isolati rovesci, per il resto bel tempo mite.


Autore : Alessio Grosso

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