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Vento solare al minimo degli ultimi cinquanta anni, scienziati NASA a rapporto

L'evento potrebbe essere legato in modo parallelo all'attuale fase di minimo undecennale delle macchie. Anche il campo magnetico risulta indebolito del 30%.

In primo piano - 26 Settembre 2008, ore 10.12

La nostra stella perde colpi? Sembrerebbe di sì. Accanto alle osservazioni in tempo reale che effettuiamo quotidianamente in redazione, giungono notizie in merito anche da altre sedi. L'attività solare non dà cenni di ripresa e anche i segnali premonitori che solitamente ci annunciano il lieto evento (la nascita del nuovo ciclo) ci mostrano calma piatta. L'evento non è passato inosservato ai fisici della NASA i quali hanno indetto un tavolo di lavoro per fare il punto della situazione. Ne è emersa una novità molto importante: il vento solare, flusso di protoni in arrivo dal Sole, è ai minimi degli ultimi cinquanta anni. La rilevazione dei dati, iniziata appunto mezzo secolo fa, è stata effettuata e registrata dalla sonda Ulysse (lanciata nel 1990 dall'ente spaziale europeo ESA) per mezzo di uno strumento chiamato Swoops. Il flusso del vento solare, dalla seconda metà degli anni '90, sarebbe diminuito del 20%. Anche la temperatura e la densità di questo flusso sono diminuite rispettivamente del 13% e del 20%, mentre è rimasta inalterata la sua velocità. Accanto a questi dati sono giunte ulteriori conferme riguardo il prolungato minimo solare che, secondo la media dei cicli precedenti, sarebbe in ritardo di un anno e quattro mesi. Il minimo di macchie si ripercuote essenzialmente in una diminuzione del campo magnetico solare, quantificata in un bel 30%. Secondo alcune teorie, ancora in fase di approfondimento, la diminuzione del campo magnetico solare permetterebbe a sua volta una maggior penetrazione nell'atmosfera terrestre dei raggi provenienti dal cosmo (teoria di Svensmark). Questi sarebbero in grado di avviare alcuni processi grazie ai quali nella nostra atmosfera aumenterebbe la formazione delle nuvole. La maggior copertura limiterebbe così l'ingresso dei raggi solari e dunque la sua incidenza energetica, con l'ovvia conseguenza di una diminuzione della temperatura terrestre. Non sappiamo al momento se tale influenza si manifesti in tempi brevi o necessiti di periodi più lunghi di "incubazione". Fatto sta che la temperatura globale del Pianeta, come abbiamo reso noto in un nostro precedente intervento, risulta in lieve incipiente calo, manifestando una controtendenza come non la si vedeva da ben 11 anni. Che sia un caso? Che ci sia invece un nesso diretto? Ce lo chiediamo noi ma se lo stanno chiedendo anche gli scienziati della NASA. Non ci rimane che attendere il loro responso e la validazione ufficiale di Madre Natura.

Autore : Luca Angelini

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