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Uno sguardo agli indici, quali novità è lecito attendersi per la seconda metà di aprile?

Una analisi delle configurazioni climatiche in atto a scala teleconnettiva ci suggerisce quale strada potrebbe intraprendere il timone della primavera da qui fino alla fine del mese.

In primo piano - 15 Aprile 2010, ore 12.20

Già a un primo sguardo la distribuzione delle anomalie termiche dell'Atlantico ce la dice lunga sul fermento in atto a livello circolatorio. In particolare risulta molto interessante constatare che, a fronte di una situazione atmosferica apparentemente impantanata, sussiste un subbuglio non indifferente a livello delle anomalie oceaniche.

Preme sottolineare tra le altre una consistente piscina calda in corrispondenza delle coste occidentali africane, anomalia che pare aver fatto progressi verso nord fino a riappianare la scia fredda che si era creata sul comparto atlantico al largo dell'Europa a fine inverno. Il fatto risulta di vitale importanza in quanto le conseguenze di tale nuovo equilibrio risulteranno determinanti per il riassetto della circolazione in vista della seconda parte della primavera.

In altre parole, tutta l'incertezza che vige in questo periodo sta a significare una fase di reset durante le quale la natura troverà un nuovo equilibrio.

Fino ad allora importanti informazioni per conoscere il possibile proseguo di aprile sono racchiuse entro gli indici atmosferici canonici del nostro emisfero e del nostro Continente, ossia rispettivamente l'AO e la NAO.

Il primo, l'oscillazione artica, ci mostra un vortice polare in lenta ma graduale ripresa, con rientro dai valori di negatività record registrati durante l'inverno. Per contro riscontriamo l'indice atlantico NAO in nuovo calo verso fine mese, poi in graduale ripresa.

Ora, alla luce di questa analisi possiamo evidenziale la predisposizione della circolazione sul comparto euro-atlantico a proiettare una figura anticiclonica di tipo subtropicale lungo l'asse di allungamento della piscina calda atlantica, dunque dal comparto nord-africano verso l'Islanda. Per contro una saccatura legata al vortice polare le farà da contaltare alimentando nuove colate di aria fredda verso l'Europa orientale attraverso la via scandinava.

A questo pounto però entra in gioco la NAO negativa: ecco così l'alta pressione deviare verso l'Europa settentrionale e agevolare il rientro di parte dell'aria fredda inscivolamento sull'Europa orientale anche verso l'Italia. Da qui una possibile fase che nella seconda metà di aprile vedrebbe confermato il blocco delle correnti atlantiche e il persistere dell'instabilità associata a temperature complessivamente in media o appena al di sotto.

Le regioni adriatiche e i versanti orientali del nostro Paese potrebbero assistere ad un maggior corollario di fenomeni a causa dell'esposizione diretta alle correnti portanti orientate dai quadranti settentrionali o nord-orientali.

Insomma, aprile prosegue lungo la sua strada fresca e instabile così diversa da quella intrapresa negli anni più recenti, sintomo di un cambio circolatorio, magari non determinante, ma sicuramente significativo nelle oscillazioni climatiche sul nostro piccolo angolo di mondo.


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