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Una circolazione invernale trapiantata nella primavera: ecco le conseguenze

Uno sguardo all'evoluzione atmosferica attesa in Italia nella prima decade di aprile: cosa dovremo aspettarci?

In primo piano - 31 Marzo 2015, ore 17.30

In queste ore la penisola italiana, nonchè i settori centrali europei, vengono investiti da un flusso abbastanza teso di correnti nord-occidentali inserite in un contesto di alta pressione. Sul bacino del Mediterraneo questa ventilazione risulta parzialmente filtrata dall'arco alpino, regalando all'Italia un piacevole intermezzo primaverile. Le temperature risultano infatti molto miti sia al suolo che in quota, gli annuvolamenti sono scarsi.

Nei prossimi giorni la penisola italiana verrà interessata dal transito di una perturbazione che dovrebbe dispensare alcune precipitazioni dapprima sui settori settentrionali dello stivale nella giornata di sabato 4.

Domenica 5 aprile, giorno di Pasqua, il corpo nuvoloso tenderà a muoversi abbastanza rapidamente verso sud, andando così ad interessare le aree centrali e meridionali italiane tra domenica 5 (Pasqua) e lunedì 6 (Pasquetta).

A livello generale europeo la circolazione atmosferica prevista in questa prima decade di aprile, somiglia in tutto e per tutto ad uno di quei famigerati pattern invernali caratterizzati dall'ostinata presenza dell'alta pressione sui settori occidentali del continente, mentre le aree centrali e soprattutto orientali europee, risultano interessate da flussi d'aria fredda in grado di ritardare l'esordio della primavera, regalando tra le altre cose, diffusi fenomeni di instabilità accompagnati da valori termici sotto la norma del periodo

Dalle carte previsionali relative alla prima decade di aprile, notiamo anche un secondo importante particolare; tenderanno ad attenuarsi le vorticità zonali legate alla furente attività ciclonica nord-atlantica, una manovra che potrebbe portare lo stesso anticiclone delle Azzorre a distendersi verso il Regno Unito e l'oceano Atlantico settentrionale. In questo modo una parte dell'aria fredda dalle origini artico continentali, riuscirebbe a scavarsi un varco sin verso il Mediterraneo centrale ed orientale, investendo quindi il territorio italiano. Tale manovra potrebbe realizzarsi presumibilmente entro la seconda settimana di aprile, aprendo per l'Italia scenari nuovamente simpatizzanti per l'inverno, segnatamente sulle località poste a media ed alta quota.

Spicca all'occhio la persistenza di isoterme negative alla quota di 850hpa (circa 1400 metri), con la temperatura di -5°C che sarebbe ancora in grado di spingersi a ridosso del nostro confine settentrionale.


Autore : William Demasi

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