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Tutte le varie ed eventuali sul guasto di inizio maggio

Risulta sempre più probabile il generale peggioramento delle condizioni atmosferiche sul nostro Paese nel corso della prima settimana del nuovo mese. Ecco per filo e per segno tutto quello che potrebbe accadere.

In primo piano - 28 Aprile 2010, ore 12.00

Mentre il Mediterraneo occidentale e l'Italia stanno per godersi la meritata parentesi di bel tempo prevista, al largo della Groenlandia si va già materializzando il passo successivo, quello che ci introdurrà di fatto nel nuovo mese, accompagnandoci probabilmente per gran parte della prima decade.

Si tratta di una struttura depressionata figliata dal ramo settentrionale della corrente a getto polare, la quale raccoglierà nel suo percorso attraverso le latitudini sub-artiche un bel nocciolo di aria fredda dal notevole spessore verticale. La poca convinzione dell'alta pressione presente in sede afro-mediterranea, porterà ad un nuovo capovolgimento di fronte nella circolazione generale europea a partire dal prossimo fine settimana.

Il povero anticiclone verrà infatti smantellato con ben poco riguardo dalla bordata fredda in arrivo dal Mare del Nord. Imboccata la via verso il Mediterraneo però tale onda depressionaria potrebbe subire un paio di trasformazioni intorno alle quali aleggiano le ultime incertezze previsionali sul periodo in esame.

Anzitutto il target del peggioramento: tra lunedì 3 e giovedì 6 maggio, e questo vale per tutti gli scenari previsionali attualmente in nostro possesso. Tra questi però vi sono alcune varianti nell'ingresso del malloppo depressionario sul Mare Nostrum che risulteranno determinanti nella giusta collocazione dei fenomeni.

La prima ipotesi, attualmente probabile al 60-65%, vede l'ingresso dell'aria fredda attraverso la porta francese del Rodano con insediamento di un minimo sul golfo Ligure, in successivo lento trasferimento verso l'alto Tirreno e il medio Adriatico. In questo caso l'Italia intera risentirà di maltempo piuttosto diffuso, con la Sardegna che riceverà forse gli apporti piovosi minori a causa della rapida rotazione delle correnti dai quadranti settentrionali.

La seconda ipotesi, attualmente probabile al 40-45%, vede lo scivolamento del nucleo freddo verso la Spagna, con strutturazione iniziale del minimo all'altezza delle Baleari e risalita di una risposta anticiclonica nord-africana sul nostro Meridione. La successiva traslazione di tale minimo verso il settentrione d'Italia e il suo temporaneo nuovo approfondimento, riuscirebbe comunque a spingere nubi e piogge su gran parte d'Italia (Sardegna compresa), ma in questo caso sarebbe l'estremo sud a risentire degli apporti piovosi minori.

Un ultimo fattore da considerare: l'ambiente fortemente instabile entro il quale si svolgeranno queste vicende atmosferiche potranno dispensare fenomeni temporaleschi anche di un certo rilievo un po' su tutto il territorio, al di là delle singole ipotesi modellistiche. Il rovesciamento dell'aria fredda dalle quote superiori sarà inoltre notevole e non si esclude il ritorno della neve a quote piuttosto basse per la stagione, specialmente sull'arco alpino.


Autore : Luca Angelini

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