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SINGOLARE esperimento contro il caldo per le strade di Tokio

Gran caldo a Tokyo: urge più verde e acqua per le strade. In un'estate soffocante, contro l'effetto "isola di calore", Tokyo riscopre il verde e un'antica tradizione

In primo piano - 20 Agosto 2004, ore 09.37

Questa è un'estate particolarmente calda in Giappone, soprattutto a Tokyo, dove la calura (fino a 40°C) è quasi insopportabile perché accompagnata dall'elevata umidità che caratterizza la stagione estiva nell'arcipelago giapponese. L'effetto "isola di calore" a Tokyo è stato confermato dalle osservazioni del 20 luglio, quando nel Giappone centrale si sono registrati i record stagionali delle temperature con 40,2 a Ichihara (prefettura di Chiba) e 39,5 nel centro di Tokyo. La mattina dopo, però, a Ichihara la minima era di 22,7 mentre nella capitale il termometro non era sceso sotto i trenta gradi (30,1 la minima). L'effetto "isola di calore" è dovuto all'alta concentrazione di asfalto e cemento ed alla scarsa vegetazione, ma anche al proliferare di grattacieli lungo la baia di Tokyo. I palazzi bloccano la strada alla fresca brezza della baia che porterebbe refrigerio all'area urbana. Secondo gli esperti, lungo la baia si dovrebbero creare spazi aperti, con ampi viali e i regolamenti urbanistici dovrebbero prevedere percorsi studiati per favorire il vento tra gli edifici. La vegetazione e gli specchi d'acqua della capitale si sono drammaticamente ridotti. Secondo le statistiche del governo metropolitano di Tokyo, dal 1991 al 1996 sono spariti oltre 270 ettari di verde e specchi d'acqua. La temperatura media annuale a Tokyo è aumentata di 3°C nell'ultimo secolo, mentre nello stesso periodo l'aumento è stato di un solo grado nelle aree urbane minori. Secondo il Ministero dell'Ambiente, circa la metà del calore dovuto all'urbanizzazione deriva dall'uso degli autoveicoli e dei condizionatori, mentre l'asfalto e il cemento sono responsabili per il rimanente 50%. Le autorità nazionali e locali stanno cercando delle soluzioni al problema del costante riscaldamento in Giappone. Una ricerca condotta dall'Università Metropolitana di Tokyo ha dimostrato come ampi spazi di vegetazione favoriscano un calo della temperatura. Lo studio ha rilevato che le temperature notturne del parco di Shinjuku, nel centro di Tokyo, sono state in media di 4°C inferiori a quelle esterne al parco e si è osservato che l'aria più fresca si spostava fino a 80-90 metri oltre il perimetro del parco. Le misure adottate dal Ministero dell'Ambiente prevedono un aumento del 10% del verde pubblico e degli specchi d'acqua entro il 2007. Dal 2000, il governo metropolitano di Tokyo incoraggia l'installazione di giardini sui tetti dei palazzi. Uno studio dell'Istituto per la Protezione Ambientale ha mostrato che, mentre sulla parte in cemento del tetto di un palazzo la temperatura raggiungeva i 55°C, sull'area verde dello stesso tetto non si superavano i 30°C, rilasciando solo il 25% del calore rispetto alla parte in cemento. Per rinfrescare la capitale, gli abitanti di Tokyo hanno riscoperto anche l'antica tradizione giapponese Uchimizu, che vuol dire "versare l'acqua" (è una parola composta da "Uchi", radice di "Utsu"=versare, "Mizu"=acqua). Consiste nel versare per le strade l'acqua usata in casa per abbassare la temperatura. L'acqua, evaporando, assorbirebbe una parte del calore del terreno. Nell'agosto 2003 oltre 300.000 persone parteciparono alla manifestazione per l'uchimizu a Tokyo. Secondo gli organizzatori, le temperature misurate in quattro diversi siti dell'evento si abbassarono, in media, di un grado. La manifestazione si ripete quest'anno per una settimana a partire dal 18 agosto. Gli organizzatori sperano di raggiungere il milione di partecipanti e una diminuzione della temperatura di 2°C. Tutti sono invitati a gettare per strada l'acqua riciclata e quella piovana e sono stati diffusi opuscoli su come effettuare correttamente l'uchimizu. Se l'esperimento dovesse avere successo, forse l'iniziativa potrebbe essere adottata anche in altri Paesi.

Autore : Giuliano Cadelo

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