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Quali sono i Paesi del Mediterraneo a rischio SICCITA?

Nuovi studi confermano una correlazione tra l'aumento della temperatura media della Terra ed un cambio di circolazione che riguarda il Mediterraneo e che potrebbe condurci verso periodi siccitoso sempre più prolungati. Vediamo nel dettaglio.

In primo piano - 3 Agosto 2020, ore 09.26

Un nuovo studio del MIT, getta luce sulle modifiche della circolazione atmosferica europea che potrebbero condurre il Mediterraneo verso scenari di tipo siccitoso; infatti mentre su una grossa fetta del globo, il rialzo della temperatura media terrestre porterà di riflesso un aumento delle precipitazioni, nell'area del Mediterraneo le proiezioni climatiche evidenziano un trend opposto, con una diminuzione delle precipitazioni soprattutto durante il periodo invernale. Si tratta di un trend osservabile già in atto, che può essere confermato con le osservazioni climatiche effettuate negli ultimi decenni.

Essendo il clima del Mediterraneo in una zona di confine tra le zone aride subtropicali e le zone temperate delle medie latitudini, buona parte della regione è caratterizzata da precipitazioni annuali contenute, le quali si distribuiscono soprattutto durante il periodo invernale, mentre in estate prevalgono le alte pressioni subtropicali, con temperature elevate e scarsità di pioggia. Una buona parte del declino delle precipitazioni previste dai modelli climatici potrebbe verificarsi proprio in inverno, al di sotto del 40° di latitudine nord.

Questa carenza delle piogge durante l'inverno, risulta fortemente correlata con la presenza di una anomalia di alta pressione, secondo uno schema circolatorio già osservabile con l'attuale modello climatico. In questo caso per anomalia di alta pressione si intende la differenza tra la circolazione prevista e la circolazione storica.

Nel caso specifico, negli ultimi 20 anni è stato osservato un netto aumento della frequenza delle rimonte anticicloniche, in particolare sul Mediterraneo e sull'Europa occidentale. Per il futuro i modelli climatici mostrano un rafforzamento della corrente a getto durante il periodo invernale, con perturbazioni in rapida sequenza che però si limiteranno ad interessare le latitudini settentrionali d'Europa.

Di pari passo è stato calcolato uno spostamento verso est del pattern delle onde stazionarie, che sul nostro continente si traduce in uno spostamento verso est dell'anticiclone delle Azzorre. Con questo tipo di pattern, la parte ovest dell'Europa e del Mediterraneo vedranno una riduzione nell'apporto di umidità dall'Atlantico, nella parte orientale potrebbe verificarsi un fenomeno anomalo di subsidenza, con spostamento d'aria dall'alto verso il basso che scoraggerebbe lo sviluppo di nubi e precipitazioni.


Autore : William Demasi

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