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Nuova IRRUZIONE FREDDA diretta verso le Alpi da domenica: tutte le mappe e le ipotesi!

Altro che primavera, l'inverno si è svegliato in ritardo e ora "sfora", anzi sarebbe meglio dire "sfonda", nella stagione dei fiori.

In primo piano - 25 Marzo 2020, ore 10.49

Il colpo di coda invernale (fuori tempo) potrebbe non risultare l'unico del periodo. Altri gelidi scenari si profilano all'orizzonte per il Vecchio Continente. La grande massa d'aria fredda che si è accumulata sul Polo ora intende sfogarsi alle latitudini inferiori perché il vortice polare non è più in grado di tenerla bloccata lassù.

Dal nord Europa ecco dunque proporsi una scarica di irruzioni fredde, almeno due di notevole importanza; la prima a fine mese (tra lunedì 30 e mercoledì 1° aprile), la seconda nei primi giorni di aprile, anche più intensa della prima.

Bisogna capire quali regioni saranno obiettivo di questi affondi. Sino a ieri rispetto alla prima si pensava alla Penisola Iberica e alla Francia, l'Italia solo di rimbalzo con aria mite e piogge al nord tra lunedì 30 e martedì 31.
 
Oggi le cose sono drasticamente cambiate: la posizione anomala dell'anticiclone in pieno Atlantico, con massimi pressori a sud dell'Islanda, potrebbe veicolare una parte di questo freddo anche sul nord Italia, favorendovi precipitazioni nevose anche a quote basse.

Lo vede il modello europeo nella media degli scenari, come si osserva in queste mappe bariche a 5500m e termiche a 1500m previste per martedì 31 marzo:

Nemmeno il modello americano è lontano da questa ipotesi, come si può notare osservandone le corsa ufficiale odierna, dunque l'attendibilità generale di questa discesa di aria fredda da nord è molto alta: 80%, mentre diventa ancora difficile predirne l'esatta traiettoria, dunque le probabilità che raggiunga almeno il nord Italia sono per ora medie, circa un 60%, inferiori che possa coinvolgere il centro, quasi nulle per il sud.

Ancora più clamoroso però è lo scambio di calore che si prefigurerebbe per i primi giorni di aprile: un affondo gelido come quello prospettato in questa mappa estrema dal modello americano porterebbe neve tardiva sin sulle pianure del nord-ovest e tanto maltempo, ma si tratta di scenari che hanno bisogno ancora di molte conferme. Ne riparleremo già nel pomeriggio nella consueta rubrica del "fantameteo":

 


Autore : Alessio Grosso

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