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Le vittime del vulcano White Island: come è potuta succedere una tragedia del genere?

L'imponente eruzione del vulcano Whakaari, ci ricorda come la natura deve essere sempre rispettata: ecco cosa è successo nel sottosuolo di uno dei vulcani più pericolosi della Nuova Zelanda e nello specifico, COSA ha sbagliato l'essere umano.

In primo piano - 18 Dicembre 2019, ore 17.00

Lo scorso 9 dicembre, un tragico incidente ha visto alcuni turisti coinvolti in una improvvisa eruzione del vulcano Whakaari, nell'isola di White Island, Nuova Zelanda. Un turista australiano ricoverato in gravissime condizioni, è deceduto tre giorni fa, portando a 18 il numero delle vittime. Il nuovo bilancio aggiornato dalla polizia, comprende anche due persone i cui resti sono stati recuperati ieri. Al momento dell'eruzione, sull'isola erano presenti 48 persone, 26 sono i supertiti, 20 dei quali ancora ricoverati in terapia intensiva nell'ospedale di Sydney, le loro condizioni sono critiche e presentano ustioni su una grossa superficie del corpo.

L'isola si trova in mezzo al mare, a 48 chilometri dalla baia di Plenty, si tratta di un vulcano caratterizzato da eruzioni esplosive che portano all'emissione di ceneri e gas vulcanici ad elevata temperatura. Queste attività parossistiche si intervallano a lunghi periodi di riposo. Durante le fasi di quiescenza, la superficie è costellata da laghi acidi ed è caratterizzata da una forte attività idrotermale che talvolta lascia il posto a violenti quanto inaspettati episodi eruttivi di natura freatica o freatomagmatica, pericolosi e imprevedibili.

Questo drammatico episodio, riaccende le polemiche sulla necessità di sensibilizzare la popolazione al rischio vulcanico. Chiaramente in questo episodio c'è stata una sottovalutazione del rischio sia da parte dei tour operator che delle autorità locali, le cui conseguenze hanno avuto un esito drammatico.

Nel passato questo vulcano aveva già dato prova di violente eruzioni, nell'ultimo video che vi mostriamo, vengono ripresi i resti delle costruzioni edificate per sfruttare le elevate concentrazioni di zolfo presenti nell'isola. Edifici che furono distrutti dalla grande eruzione del 1914 a cui seguì l'abbandono delle attività estrattive.


Autore : William Demasi

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