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Le NEVICATE potranno aiutarci contro il COVID?

La neve come disinfettante naturale ma l'emergenza è troppo vasta perché faccia miracoli.

In primo piano - 15 Ottobre 2020, ore 09.26

In montagna i nostri vecchi dicevano che le influenze non arrivavano finché la neve tra febbraio ed inizio marzo non cominciava a sciogliersi e l'aria a scaldarsi, perché insieme all'umidità si liberavano nell'aria virus e batteri intrappolati saldamente sino ad allora sotto il manto bianco ghiacciato.

Il periodo delle influenze in montagna era quello, mai in pieno inverno, quando faceva freddo, né tantomeno quando nevicava a larghe falde. Certo, i bambini se si raffreddavano troppo giocando all'aperto non protetti, potevano ammalarsi, certo c'era l'incubo della polmonite o dei geloni perché nelle vecchie case contadine c'era una sola stanza riscaldata, quella della stufa, la cucina.

E infatti, chi non ha più 30 anni lo ricorderà, i nostri nonni ci dicevano: "non stare vicino al camino che ti ammali", perché lo sbalzo termico con il resto della casa era notevole e se sudavi vicino alla stufa rischiavi davvero poi una polmonite.

In questo anomalo e freddo ottobre invece, con i termosifoni ancora spenti, si sono visti molti giovani e molti bambini uscire ancora in maglietta e pantaloncini al mattino con 5°C, ed inevitabilmente si sono buscati un raffreddore in tanti, perché l'aria fredda in sé non fa ammalare, ma abbassa le difese immunitarie, ci può provocare riniti da raffreddamento e basta il contatto con un modesto virus parainfluenzale o con batteri perché tutto si trasformi in raffreddore vero e proprio.

C'è sempre stata questa ondata parainfluenzale autunnale, prima di una temporanea tregua di relativo benessere che andava avanti sino a Natale. Poi, si sa, con le feste in famiglia e tra amici e parenti, boom: arrivava un'altra ondata.

Con il covid ora è tutto un terno al lotto: il caldo probabilmente ci aveva reso più forti ai suoi attacchi, il freddo invece mette a nudo le nostre fragilità, ma il freddo vero, quello secco, pungente, invernale e soprattutto la neve e le nevicate potranno aiutarci in qualche modo?

La neve è risaputo essere un disinfettante naturale, un palliativo contro l'inquinamento, ma forse potrebbe essere utile anche per arrestare parzialmente la diffusione del virus, anche perché di fronte ad una nevicata importante, il lockdown naturale che ne scaturisce evita di far venire a contatto molte persone.

La neve insomma può purificare l'aria, impedire al virus di girare più liberamente, ma non chiediamogli miracoli, perché servirebbe uno studio scientifico approfondito per cogliere eventuali benefici veri apportati contro il covid.

Anche perché, nonostante la neve, lo scorso anno, a causa soprattutto degli assembramenti nelle baite nel dopo sci, ci sono stati molti casi di covid in montagna, anzi qualcuno sostiene che nella bergamasca, oltre che per la famosa partita di Champions, molti contagi siano arrivati dal maxi afflusso di turisti sulle piste prima del lockdown,

 


Autore : Alessio Grosso

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