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La rabbia del vulcano Etna: in bilico tra forti scosse di terremoto e potenti eruzioni vulcaniche

Desta preoccupazione l'attività dell'Etna in queste ultime settimane. Cosa sta succedendo all'interno del vulcano? Che correlazione esiste tra terremoti ed eruzioni?

In primo piano - 26 Dicembre 2018, ore 14.50

In queste ultime settimane l'attività sismica e vulcanica sulle pendici del monte Etna ha registrato un considevole aumento. Un lungo e graduale risveglio del vulcano che sembra culminare con gli eventi di questi ultimi giorni. La città di Catania ed i paesi lungo le pendici dell'Etna, hanno dovuto fare i conti con un 'parossimo', cioè una forte eruzione vulcanica accompagnata da emissioni di lava, ceneri e lapilli. A questi eventi eruttivi si aggiunge uno sciame di terremoti anch'esso culminato con una nuova, forte scossa registrata alle ore 03.19 di questa notte nella provincia di Catania. L'epicentro della scossa si è verificato tra Trecastagni, Aci Catena e Acireale, lungo le pendici sud-orientali del'Etna. L'ipocentro è avvenuto a soli 1,2Km di profondità e le onde sismiche si sono propagate molto rapidamente in superficie, provocando parecchi danni alle abitazioni, alcune delle quali sono crollate. Vengono segnalati 28 feriti, nessuno in condizioni gravi.

A partire dalle ore 11.40 di lunedì 24 dicembre, le reti di videosorveglianza dell'INGV hanno mostrato l'apertura di una nuova fessura eruttiva localizzata ad est dell'area craterica sommitale, ad una altitudine di circa 3000 metri. L'attività di tipo stromboliano ha attraversato diverse fasi di parossismo, con fontane di lava ed esplosioni di lapilli alte centinaia di metri. Notevoli disagi all'aereoporto di Catania, ritardi nei voli e tratte cancellate. Nel frattempo è proseguita anche l'intensa attività eruttiva sul fianco meridionale del Nuovo Cratere di Sud-Est, laddove ancora adesso troviamo una colata di lava che si propaga nella Valle del Bove. L'attività si sta attenuando soltanto in queste ultime ore ma resta alta l'apprensione per nuove scosse sismiche.

"Non si può escludere un'apertura di bocche a quote minori, in particolar modo nella zona di Piano del Vescovo a sud della Valle del Bove. Se il magma riuscirà a creare un varco in quella zona ancora non possiamo saperlo. Stiamo potenziando i sistemi di rilevamento sismici e gps per cogliere ogni informazione possibile sulla deformazione del suolo in quella zona. La forte sismicità non ci lascia tranquilli. La responsabile di questi terremoti rimane la faglia Fiandaca che quando si muove è pericolosa".

Queste le parole dell'esperto Eugenio Privitera, direttore dell'INGV di Catania, riferendosi al terremoto di magnitudo 4.9 che si è verificato questa notte sul versante orientale dell'Etna.


Autore : William Demasi

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