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La depressione "frena" la sua avanzata nel Mediterraneo: ecco le conseguenze sul suolo italiano

Come era facile aspettarsi, ecco comparire dai modelli una considerevole resistenza dell'anticiclone sul Mediterraneo; la nostra figura depressionaria dovrà confrontarsi con un vero e proprio "muro" d'aria rovente trascinato dall'alta pressione di origine africana. Vediamo quali conseguenze potrebbero esserci e quali potrebbero essere gli esiti finali nell'evoluzione del passaggio perturbato sui nostri mari.

In primo piano - 24 Giugno 2017, ore 15.00

Un'ondata calda di considerevole spessore interessa in questi giorni il bacino centrale del Mediterraneo. Il nostro Paese sperimenta quindi un'impennata decisa delle temperature che si manifesta soprattutto nelle zone interne, dove l'influenza mitigatrice del mare viene soppressa a favore di un forte riscaldamento solare. Alle quote superiori grava una massa d'aria molto calda di origine nord-africana, tuttavia un cambiamento abbastanza deciso della circolazione atmosferica si profila sull'Europa a partire dai prossimi giorni.

Trattasi di un "attacco" perturbato dalle origini nord-atlantiche, quindi un riversamento d'aria fredda polare-marittima che dall'oceano Atlantico settentrionale andrebbe dapprima a conquistare Regno Unito, Francia e Penisola Iberica, per poi spingersi verso i settori centrali d'Europa.

Ad una osservazione superficiale, questa l'evoluzione parrebbe essere abbastanza lineare e prevedibile ma invece così non è! In questo periodo dell'anno le figure depressionarie provenienti dal nord-Atlantico, spesso e volentieri devono fare i conti con l'ingerenza anticiclonica sul Mediterraneo, soprattutto quando le fasce altopressorie subtropicali risultano come quest'anno, poste su di una latitudine più elevata della norma.

Ecco quindi comparire sui nostri mari la famigerata "resistenza anticiclonica" che sulle carte del tempo è individuabile come "una strozzatura" della figura depressionaria. Ne deriverà un rallentamento nell'avanzata di tale figura ciclonica sui settori centrali del Mediterraneo; la corrente a getto polare e la corrente a getto subtropicale saranno strette l'un l'altra in un forte abbraccio, assieme sorvoleranno le regioni dell'Italia centrale e settentrionale, trascinando con sè addensamenti nuvolosi irregolari.

Manifestazioni temporalesche anche violente si potrebbero verificare proprio sulle regioni del nord che saranno sede di maggiori contrasti. Particolarmente esposte potrebbero risultare l'area alpina e prealpina, le zone di pianura più settentrionali. Sui rimanenti settori dell'Italia settentrionale, tra martedì 27 e soprattutto mercoledì 28, vi sarà un'infinita processione di nubi medio-alte associate a qualche rovescio di pioggia.

Questa nuvolosità andrà ad interessare anche l'Italia centrale, qui inserita in un contesto più asciutto e caldo.

L'ingresso del fronte freddo posticipato alla notte a cavallo tra giovedì 29 e venerdì 30, ma i modelli stanno ancora "aggiustando il tiro" e questa potrebbe NON essere la soluzione definitiva.

Altre preziose informazioni sono rimandate ai prossimi aggiornamenti. 


Autore : William Demasi

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