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L'enfasi di un nuovo anticiclone ma durerà poco

Si consolida una figura di alta pressione sul nostro Paese in questo scorcio di marzo, il nuovo anticiclone avrà tuttavia una durata limitata e nel futuro si preannunciano degli scenari di instabilità. Vediamo perchè.

In primo piano - 10 Marzo 2020, ore 18.50

La circolazione di aria relativamente più fredda che ci ha interessati nei giorni scorsi, cede rapidamente il posto ad una nuova circolazione che porta con sè venti tiepidi di origine oceanica. Un fronte caldo si sta addossando proprio in queste ore sull'arco alpino, provocando precipitazioni sui rilievi di confine e preannunciando un netto rialzo delle temperature previsto sul bacino centrale del Mediterraneo tra mercoledì 11 e giovedì 12 marzo. il rialzo delle temperature si farà sentire in modo particolarmente evidente sulle regioni di nord-ovest, i versanti tirrenici e la Sardegna, mentre sulle regioni del versante medio e basso Adriatico l'impennata termica portata dal nuovo anticiclone, si farà sentire in modo più attenuato. La previsione anomalie delle temperature alla quota di circa 1500 metri riferita a domani, mostra chiaramente l'aumento termico particolamente vivace sull'Europa centrale ed occidentale, incluso il centro ed il nord Italia. Tale aumento termico potrebbe accompagnarsi ad una ventilazione di caduta favonica, con valori che al suolo potrebbero sfiorare i +20°C sul Piemonte e l'alta Lombardia:

L'onda anticiclonica rappresenta l'espressione di un nuovo aumento di potenza nel flusso delle correnti occidentali che fanno capo ad un vortice polare ancora molto compatto. Si tratta di una situazione che nel lungo periodo sarà per forza di cose costretta a subire delle modifiche abbastanza sostanziali, alcuni scenari previsionali ipotizzano infatti l'avvento di quello che in meteorologia viene conosciuto come "Final Major Warming", un riscaldamento particolarmente accentuato della stratosfera polare che normalmente interviene al termine della stagione invernale e che potrebbe portare scompiglio anche nella circolazione atmosferica dei piani sottostanti. La seconda metà di marzo potrebbe rivelarsi nuovamente più instabile, con le prime perturbazioni pronte ad interessare il territorio italiano già in occasione del prossimo weekend. 

Seppur con soluzioni differenti, il comune denominatore degli scenari atmosferici relativi alla terza decade di marzo, abbiamo lo sviluppo di una figura anticiclonica di blocco sull'Europa centrale e settentrionale, con tutte le conseguenze che ne derivano, tra le quali da non sottovalutare l'ipotesi di un raffreddamento ad opera di masse d'aria in arrivo da nord-est. Ecco una possibile evoluzione relativa al 23 di marzo


Autore : William Demasi

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