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L'autunno girerà a pieno regime, ecco il responso degli indici

Le rilevazioni che ci pervengono dall'analisi degli indici teleconnettivi ci suggeriscono una circolazione piuttosto vivace sull'intera porzione emisferica. Tutto pare possa giocare a favore di un autunno ben disposto a proseguire la sua corsa a gonfie vele, cioè con l'arrivo di diverse perturbazioni sull'Italia.

In primo piano - 16 Settembre 2008, ore 11.19

Che non sia più estate ce ne siamo ormai accorti tutti. Se questa fase pre-autunnale sarà in grado di proseguire fino alla fine di settembre lo possiamo però ricavare solo da una attenta analisi dei suggerimenti che giungono tastando per bene il polso del clima in atto a livello emisferico. A questo servono gli indici teleconnettivi, preziosi strumenti che ci permettono di risalire ai motivi che hanno determinato un certo cambiamento, piuttosto che prevedere con sufficiente margine di sicurezza come la medesima situazione evolverà nel prossimo fututo. Partendo dal quadro attuale troviamo innanzitutto una evidente anomalia di pressione a livello della penisola Scandinava. Lassù, al posto delle spire vorticose della bassa pressione d'Islanda si trova in questi giorni una potente e anomala cellula di alta pressione. Non potendo sfogarsi sul posto le ire perturbate in questo frangente devono per forza trovare varchi alternativi ed ecco dunque che il Mediterraneo nello scorso fine settimana è diventato sede di una profonda depressione, con la scia di maltempo che ne è conseguita e che ben conosciamo. Ma cosa può aver determinato una tale configurazione diciamo anomala? Per comprendere la questione dobbiamo farci un bel volo pindarico sui ghiacci (fortunatamente ancora presenti) del Polo Nord. Qui l'indice della pressione artica a livello del mare, noto come AO, risulta in picchiata. Ciò significa che il vortice polare è debole a causa della dispersione delle sue forze verso le medie latitudini. Si ma dove si vanno a collocare questi minimi di pressione sfuggiti alle maglie del vortice polare? Per comprendere questo dobbiamo imbarcarci nientemeno che per l'oceano Indiano. Ebbene in questo settore è in corso lo sviluppo di una vasta zona temporalesca, contemplata dall'oscillazione scoperta da Julian e Madden e noto come MJO. Al momento la MJO ha preso forza e si trova in fase 5. Andando a controllare le correlazioni teleconnettive scopriamo che a questa fase e con questa forza risulta possibile la formazione di una cellula anticiclonica proprio sulla Scandinavia, noto come SCAND +. Ecco dunque la quadratura del cerchio. Con queste premesse il tempo sull'Italia non potrà essere stabile ma rimarrà sotto il tiro dell'aria fredda che fluisce dall'Artico attravero la porta scandinava. Morale: le irruzioni depressionarie in arrivo sull'Italia dal nord Europa manterranno vivo e vegeto l'autunno. Il prossimo peggioramento non mancherà all'appuntamento e si presenterà puntuale tra giovedì e venerdì.

Autore : Luca Angelini

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