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INVERNO: pronto riscatto in terza decade con lo "SPLIT" del vortice polare? Cosa vuol dire, cosa accadrà?

Il riscaldamento stratosferico avvenuto intorno all'Epifania, potrebbe avere risvolti importanti in troposfera nella terza decade di gennaio, favorendo una clamorosa divisione del vortice polare troposferico. Vediamo di cosa si tratta.

In primo piano - 12 Gennaio 2021, ore 11.54

Se il vortice polare rimanesse compatto per tutto l'inverno nel suo quartier generale, in Italia farebbe ben poco freddo e non nevicherebbe pressochè mai.

Invece esso dirige talvolta i suoi tentacoli verso sud, sollecitato anche dalla risalita di masse d'aria calda dalle latitudini subtropicali verso il Polo. Se una corrente d'aria più calda riesce ad aprirsi un varco nella grande "palla" gelida frazionandola in due o più tronconi, può succedere che un ramo più corposo del vortice polare scenda verso le basse latitudini, come si vede qui, in questa mappa nord emisferica:

Questo succede più spesso sul nord America, dove il vortice polare stabilisce di norma il suo quartier generale. In questa particolare stagione però, segnata da un vortice polare già di per sè disturbato, un riscaldamento in stratosfera, che sovrasta la troposfera dove vive l'uomo, sta probabilmente accentuando questo disturbo e per la terza decade di gennaio alcuni modelli prevedono l'apertura di un "fiume" d'aria mite in risalita dalla Groenlandia sino all'Alaska, una situazione che fa supporre una divisione del vortice polare (uno split) tale da produrre ripercussioni sul tempo europeo.

Per una volta il ramo più importante del vortice polare si allungherebbe verso il centro Europa e gradualmente si porterebbe anche più a sud nel Mediterraneo favorendo episodi di maltempo invernale e nevicate a quote basse, anche se non gelo severo, almeno non sino a fine gennaio.

Il cambiamento drastico di circolazione avverrebbe intorno a giovedi 21 gennaio. Ecco alcune mappe che certificano questo frazionamento del vortice polare e la discesa del blocco più grosso verso il centro Europa, si parte con una risalita d'aria mite verso la Groenlandia e nella mappa successiva si nota lo "sventramento" della palla gelata e il "contact" tra l'anticiclone atlantico, quello polare e quello californiano o aleutinico:

 

Le conseguenze più clamorose si vedrebbero in evoluzioni come quella che vi segnaliamo qui sotto: con la neve a colpire prima il nord e poi il centro Italia in pianura con ingresso freddo dalla valle del Rodano e neve da Milano a Roma:

Ma ci sono anche carte che smorzano un po' questo tentativo di clamorosa riscossa del vortice polare, facendo intendere che difficilmente quella palla gelida si staccherà dal Polo con i suoi tentacoli in modo tanto vistoso, eccola:

In sintesi:
opzione UNO con split sparziale o totale del vortice polare: tra lunedì 18 e mercoledi 20 tempo solo variabile ma mite sull'Italia, da giovedi 21 e soprattutto nei giorni successivi al via una serie di passaggi perturbati con clima sempre più freddo e possibile arrivo di nevicate a bassa quota su diverse regioni. Attendibilità media: 55%.

opzione DUE in caso di mancato split nemmeno parziale del vortice polare: possibile prosecuzione del tempo mite con venti soprattutto occidentali, tempo variabile, qualche precipitazione a tratti, nevosa solo sulle Alpi dalle quote medie.

 


Autore : Alessio Grosso

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