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Il Grande Freddo in arrivo sull'Italia: ecco le possibili conseguenze

Nei prossimi giorni lo stivale italiano verrà interessato da una colata d'aria molto fredda di estrazione nord-est europea e pertanto di origine continentale. Vediamo nel dettaglio quali conseguenze potrà portare questa situazione.

In primo piano - 26 Dicembre 2014, ore 18.30

La scorsa notte un modesto impulso di instabilità ha trascinato dell'aria più fredda responsabile di un ritocco verso il basso delle temperature. Gli effetti dell'aria fredda diverranno più sensibili anche alle quote pianeggianti tra la prossima notte e la mattinata di domani, sabato 27 dicembre. A poche ore di distanza, una nuova depressione ricolma d'aria fredda alle quote superiori, farà breccia sul nostro Paese, portando dell'instabilità che colpirà soprattutto i settori centrali e meridionali dello stivale, saltando parte delle regioni settentrionali. Domani, sabato 27, fenomeni e precipitazioni concentrate soprattutto al nord-est, sulla Liguria di Levante e la Toscana, domenica 28, calo delle temperature al nord ma tempo secco, precipitazioni al centro ed al meridione, concentrate soprattutto sui versanti tirrenici.

Questa depressione nel suo scivolamento verso le regioni centro-meridionali, favorirà l'intrusione di aria molto fredda proveniente dal nord-est Europa
sino al Mediterraneo. Avremo a che fare con una massa d'aria inizialmente dalle caratteristiche artiche, la quale riceverà col passare del tempo un contributo continentale sempre più spiccato, agevolando un abbassamento della temperatura sino a valori di GELO, su diverse delle nostre regioni.

L'alta pressione in posizione invasiva sull'oceano Atlantico e la penisola Iberica favorirà un'evoluzione piottosto secca per quanto concerne il tempo delle regioni settentrionali
, le quali rischiano seriamente di non vedere alcun fiocco di neve ne in pianura, ne sulle Alpi, ne sull'Appennino settentrionale. Tutt'altro discorso per quanto concerne i settori centrali e meridionali del versante adriatico, in questa sede diverse giornata di tesa ventilazione orientale, inserita in un contesto spiccatamente ciclonico, favorirà addensamenti a tratti compatti, nevicate frequenti possibili anche al piano.

Tra martedì 30 e mercoledì 31 dicembre, un minimo di bassa pressione sul mar Tirreno, potrebbe mettere in gioco anche la bassa Toscana, il Lazio e la Campania, con nevicate a quote molto basse se non addirittura in pianura. Possibili episodi di instabilità in chiave nevosa a quote bassissime anche sulla Sardegna. Questa previsione necessita ancora di alcune conferme.

Con l'arrivo della prima decade di gennaio, il rinforzo delle vorticità tipicamente legate alla presenza di un attivo lobo canadese del Vortice Polare, porterebbe l'alta pressione oceanica a distendersi con gradualità verso il nostro continente. Gli effetti portati dall'aria fredda continentale andrebbero quindi riducendosi gradualmente. L'intero ciclo potrebbe concludersi con una parziale distensione dell'anticiclone anche verso l'Italia, il quale veicolerebbe sul nostro Paese masse d'aria più temperate di origine oceanica, senza avere alcun significativo contributo di manto nevoso sulle regioni settentrionali.


Autore : William Demasi

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