Scrivi una località, una regione o una nazione per ottenerne le previsioni del tempo
Località Data aggiornamento Quantità neve Impianti
MeteoLive NEWSLeggi tutte le news ›

Il Global Warming antropico e il valore di una teoria

La storia della scienza ci insegna che una teoria scientifica, per sua stessa natura, non sempre corrisponde ad una verità incontrovertibile ed immutabile nel tempo.

In primo piano - 26 Settembre 2008, ore 08.52

Forse non basterebbe lo spazio di un libro per poter affrontare in modo adeguato la tematica che stiamo per considerare. Ma cerchiamo di mettere sul piatto almeno qualche spunto di riflessione generale anche per chi magari non mastica scienza tutti i giorni. La gente comune infatti è oramai sempre più convinta che la scienza moderna abbia capito tutto, sia in qualche modo onnipotente, sia in grado di dare una risposta a tutte le domande, rappresenti uno strumento infallibile di verità. In realtà purtroppo non è così, la straordinaria complessità dell’universo in cui viviamo, ci induce a doverci confrontare costantemente con una miriade di interrogativi ed intricati enigmi che molto spesso non trovano una soluzione logica e certa. Si pensi ad esempio semplicemente a questioni fondamentali come l’origine e la struttura dell’universo, l’origine della vita, l’evoluzione biologica, la storia della terra. Nello studio di questi aspetti scientifici, non galileiani, difficilmente indagabili e riproducibili col metodo sperimentale, si tentano allora strade diverse, dettate sostanzialmente da un approccio d’indagine necessariamente multidisciplinare, con lo scopo di arrivare a formulare quantomeno delle “teorie”. Sostanzialmente quindi una teoria è una sorta di spiegazione scientifica di un determinato fenomeno, in grado di conciliare il più fedelmente possibile i dati e le conoscenze disponibili; di conseguenza una teoria non è una verità assoluta, ma soltanto la spiegazione più probabile di un fenomeno in un determinato momento storico. Questo significa, che il suo valore scientifico potrà anche essere limitato nel tempo e nei contenuti, perché se è vero che la scienza è stata, è tuttora e sarà in futuro un continuo percorso di ricerca e di sviluppo, è difficile pensare a teorie indottrinate ed immutabili per decenni o addirittura per secoli. E qui si potrebbero aprire parentesi infinite, sulla teoria del Big Bang, sul darwinismo, sulla datazione delle ere geologiche, sulle estinzioni di massa, sull’origine della Terra e della vita ad esempio, tutte teorie “antiche” studiate sui banchi di scuola, ma che in realtà presentano ancora diversi punti oscuri difficilmente spiegabili se non con l’uso di evidenti forzature, necessarie per far chiudere il contorno del cerchio, per far quadrare i conti. Basterebbe infatti sfogliare la più recente letteratura scientifica per accorgersi che oramai sempre nuove linee di ricerca e nuovi dati, sono spesso difficilmente conciliabili, per non dire in netto contrasto con la logica di teorie che fino a poco tempo fa si credevano inviolabili. Man mano che la ricerca procede, si aprono su più fronti nuovi orizzonti, che spostano sempre un po’ più in là il limite della conoscenza. Ecco che fra le teorie comunemente accettate e a volte confuse con la verità scientifica incontrovertibile (vedi metodo sperimentale), si colloca anche la teoria dell’AGW (Antropic Global Warming), oramai ampiamente conosciuta da tutti nei suoi tratti essenziali. L’estrema semplicità della teoria dell’AGW che si scontra ancora apertamente con l’estrema complessità della macchina climatica. Lo studio dei fenomeni climatici è infatti ancora un chiaro esempio di approccio scientifico multidisciplinare, e che richiede necessariamente l’intervento coordinato di numerose discipline quali la matematica, la fisica, la geologia, l’astronomia, la biologia, la paleontologia, la modellistica, a loro volta queste ultime suddivise nelle loro variegate sfaccettature, come la fisica dei sistemi non lineari e caotici, la glaciologia, la dendrocronologia, la limnologia, la palinologia, la paleoclimatologia ecc. In fondo, dopo trent’anni di ricerca climatologica moderna, e l’acquisizione di una mole impressionante di dati e conoscenze in materia, siamo ancora fondamentalmente ancorati ad un postulato teorico non molto dissimile da quello formulato da un certo signor Fourier quasi due secoli fa. Ma come mai allora moltissime teorie resistono stoicamente per decenni, se non addirittura per secoli all’inevitabile ed inesorabile logorio del progresso scientifico e tecnologico? Può essere forse che le nuove indagini scientifiche, che come abbiamo visto presuppongono necessariamente approcci multidisciplinari e capacità di sintesi siano spesso in contrasto con l’estrema specializzazione che caratterizza la ricerca scientifica odierna? O sarà forse che quest’ultima, stritolata com’è dalla necessità di reperire i fondi necessari e sospettata com’è di prestare a volte il fianco ad infiltrazioni politiche non riesca più ad esprimere come potrebbe il proprio straordinario potenziale? Per quel che concerne il nostro AGW potrebbero essere vere entrambe le possibilità, visto che il cambiamento climatico non è solo un problema scientifico, ma è anche una questione di grande interesse politico. Alla fine di tutto, però, ci rimane la sensazione che nonostante tanto clamore, questa teoria si fondi purtroppo attualmente su basi ancora inconsistenti e per il momento difficilmente dimostrabili. Ciò non vuol dire assolutamente che il problema non debba essere preso sul serio, ma anzi al contrario, che il problema considerato può essere di una rilevanza tale, che la risposta che attualmente viene data dalla comunità scientifica non è assolutamente adeguata e sufficiente, nell’ottica anche di una valutazione di eventuali, e nella fattispecie costosissime, strategie di intervento. In fondo allo stato attuale dell’arte, dire che la temperatura globale aumenterà di 1,5 o di 6 gradi entro il 2100 a causa delle attività antropiche, oltre che ad evidenziare una disarmante incertezza, è altresì quantomeno azzardato e presuntuoso, anche se ribadiamo, nessuno mette in dubbio un attuale e recente trend climatico, più o meno globale, orientato al riscaldamento. Un po’ come dire che domani mattina, da qualche parte potrebbe piovere o esserci una bufera di neve…. Non sarebbe certo la stessa cosa.

Autore : Fabio Vomiero

Questa pagina: Stampa Invia Favoriti | Condividi: Altro
Webcam
Vedi tutte
Satellite
Immagini e foto dal satellite

Immagini dal satellite

Guarda le ultime immagini inviate dal satellite Meteosat 8, da 36.000 km di altezza.

Visualizza
Editoriali
Leggi tutti
Newsletter

Iscriviti subito!

Scrivi la tua email

Ogni giorno riceverai le nostre previsioni meteorologiche direttamente nella tua casella e-mail!

Info Viabilità
Leggi tutti
Dal FORUM
Vai al forum