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Il clima dell'Islanda

Appendice con numerose informazioni turistiche

In primo piano - 16 Aprile 2010, ore 08.30

Il clima è piuttosto freddo, temperato solo in parte dalle calde acque della Corrente del Golfo e dai venti da SW provenienti dall’Atlantico che riescono a rendere le temperature invernali delle coste meridionali e occidentali più miti di altre regioni poste a latitudini di molto inferiori.

Tanto per fare un esempio, le temperature invernali di Mosca, Zurigo o di New York, sono inferiori a quelle che si riscontrano su queste coste. L’aria calda che mitiga il clima delle coste, entra però in contatto con le fredde catene montuose e con i gelidi mari polari, apportando continue pioggerelle, piogge, piogge insistenti, bufere di neve.

Le giornate di sole pieno, per ogni mese invernale, si possono contare su una sola mano, ed ancora peggio si presentano i mesi estivi, dove le giornate soleggiate sono circa una o due. Non ti piace il tempo di oggi? Ti domandano gli islandesi con molta ironia? Aspetta cinque minuti e cambierà.

La variabilità estrema è la vera caratteristica del tempo islandese. Le zone interne e quelle più a nord-est sono relativamente più soleggiate ma presentano in quasi tutti i periodi dell’anno condizioni di tempo difficili, con bufere di neve, turbini di vento, vortici sabbiosi, venti gelidi che trasportano finissime particelle d’acqua gelata. Un viaggio di più persone amanti dell’avventura è sempre consigliabile perché l’Islanda offre si luoghi selvaggi, ma anche panorami incantevoli visibili a tutti. Le temperature di Reykjavìk registrano medie annue intorno ai 5°C con medie di -1°C in gennaio e 11°C in luglio.

La città di Akureyri, a nord dell’isola, registra invece medie annue intorno ai 3 gradi e temperature medie a gennaio intorno ai meno 2,5C°C contro gli 11°C circa del mese di luglio. Altre informazioni per chi volesse visitare l’Islanda Fuso orario: GMT - Moneta: Corona islandese – Religione: protestante - Lingua : islandese –

L’inglese è abbastanza conosciuto Situazione sanitaria: al momento non vi è nessun problema. Non servono vaccinazioni o precauzioni, tranne quelle solite relative all’igiene. In Islanda l’acqua del rubinetto è potabile.

Chi ha in animo di avventurarsi lontano dai centri abitati farà bene ad avere con se tutti i medicinali e il materiale medico di pronto intervento. Viabilità, sicurezza, zone a rischio: la microcriminalità è quasi inesistente e non vi sono particolari zone a rischio.

Malgrado sia vietato l’uso degli alcolici, il venerdì e il sabato è difficile incontrare qualcuno che non sia sotto il loro influsso. I casi di violenza e molestie per ubriachezza sono però rari.

Vi sono tuttavia altri rischi dovuti all’estensione del territorio popolato da soli 256.000 abitanti, allo stato delle strade, al clima, alle zone dei geyser e soffioni, rapide, ghiacciai, alle cascate. Si consiglia: - di rispettare rigorosamente i divieti evidenziati nelle zone pericolose come i dirupi, cascate, geyser, correnti marine, rapide; - di equipaggiarsi adeguatamente;- pianificare bene il viaggio per conoscere ciò che si dovrà affrontare e munirsi di quanto può essere necessario per non avere sorprese.

L’Islanda è un paese che deve importare quasi tutto e tutto è molto caro. Arrivare in Islanda e noleggiare una autovettura è facile, più difficile percorrerne le strade. Se si ha intenzione di visitare i territori interni è consigliabile avere un veicolo a quattro ruote motrici, meglio se fuoristrada.

Bisogna tenere presente che all’interno del paese non vi sono officine meccaniche e che vi sono solo tre stazioni di carburante. Una dotazione di ricambi unitamente ad una certa esperienza di meccanica da esercitare in luoghi difficili fa parte dei buoni consigli. Nell’entroterra spesso le strade finiscono davanti ad un guado e tracce di gomme non significano che in quelle zona è possibile attraversare senza rischi; provate l’altezza dell’acqua che cambia rapidamente a causa delle piogge.

Spesso le strade sono state coperte dalla sabbia trasportata al vento; è possibile impantanarsi e risulta utile avere un verricello. Sarà bene avere scorte di benzina, viveri ecc. Chi non ama l’avventura farà bene a percorre le strade più frequentate che presentano insidie molto minori, anche se devono essere affrontate con moderata velocità, sia per il loro stato che per i numerosi dirupi che non sono protetti e possono presentarsi dopo un dosso o dopo una curva, quando meno te lo aspetti. I trasporti pubblici sono infatti ben sviluppati ed hanno un costo approssimativo di circa dieci dollari USA all’ora. Più difficili i servizi nei territori interni, che sono serviti solo in parte, e dove il primo autobus può passare anche dopo giorni. Vi sono comunque diverse possibilità di viaggi scontati o organizzati a prezzi ragionevoli, con diritto a sistemazioni in campeggio, fattoria e sui traghetti.

La guida è a destra come in Italia – è valida la patente rilasciata in Italia e bisogna avere al seguito la carte verde e il libretto di circolazione - E’ obbligatorio: viaggiare sempre con i fari anabbaglianti accesi.


Autore : Redazione

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