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FINE GIUGNO: uno sguardo agli scenari del modello americano GFS. Instabilità sì o no?

Entro la fine del mese si profila un cambiamento importante delle condizioni atmosferiche sull'Europa; ragioniamo sulla media degli scenari proposti dal modello americano GFS per descrivere una linea di tendenza affidabile.

In primo piano - 22 Giugno 2017, ore 12.15

Una circolazione d'aria progressivamente più fredda ed instabile andrà a coinvolgere da qui a fine mese una vasta zona d'Europa; tutto merito delle correnti oceaniche e con esse l'entrata in gioco di una circolazione piuttosto complessa di bassa pressione che andrà ad erodere con gradualità il campo anticiclonico sul nostro continente. Quest'oggi esistono tuttavia alcune incertezze sull'effettivo impatto che tali correnti avrebbero sul nostro territorio nazionale; troviamo infatti la previsione del modello americano atta a proporre una linea evolutiva più "morbida", con l'ingresso più lento e graduale dell'aria fresca oceanica sul Mediterraneo, accompagnata da contrasti un po' più smorzati. La previsione del modello europeo sposa invece "la linea dura", con l'entrata franca di una circolazione ciclonica ricca d'aria fredda in quota proprio negli ultimi giorni di giugno.

Tale linea di tendenza appare CONFERMATA anche dalla media degli scenari messi alla luce dal modello americano (20 in tutto) che, seppur con le opportune differenze, confermano gli scenari depressionari soprattutto a partire da martedì 27 giugno in avanti. Negli ultimi giorni del mese, i settori centrali d'Europa verrebbero investiti da un ramo attivo della corrente a getto polare, l'anticiclone avrebbe abbandonato già da alcuni giorni il Regno Unito, la Penisola Iberica e la Francia, dove il tempo risulterebbe ventoso ed irrequieto. Il nostro Paese ricadrebbe nella cosiddetta "fascia dei contrasti", letteralmente al confine tra le masse d'aria arroventate di origine africana che conquisterebbero il Mezzogiorno d'Italia, la regione balcanica e l'est Europa. 

Secondo quella che è la linea di tendenza ipotizzata dagli scenari di quest'oggi, a lungo andare l'aria più fresca proveniente dall'oceano finirebbe per prevaricare su quella calda africana, ponendo in tal modo la parola fine alla lunga ondata di calore di questo giugno 2017. 


Autore : William Demasi

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