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Clima: cosa succede quando l'Artico si scalda troppo?

Cerchiamo di spiegarvi in parole povere, in cosa consiste il fenomeno dell'amplificazione artica e soprattutto, quali sono le conseguenze del fenomeno sulla circolazione atmosferica.

In primo piano - 24 Dicembre 2019, ore 17.00

Il riscaldamento globale, secondo una ricerca condotta dall'istituto Potsdam della Germania, è direttamente implicato nel cosiddetto fenomeno della "amplificazione artica". Quest'ultimo consiste in un rapido riscaldamento della regione artica dovuto ad un minore effetto albedo, a sua volta causato dal ritiro delle superfici ghiacciate. il ritiro del ghiaccio è direttamente correlato con una diminuzione della capacità riflettente che causa un maggiore assorbimento della radiazione solare. Per questo motivo una grossa quantità di calore tende a concentrarsi su questa particolare regione, dove le temperature negli ultimi decenni sono salite più di ogni altro luogo al mondo. In sostanza nella regione dell'Artico non fa più freddo come una volta e per di più le aree interessate dai blocchi d'aria gelida sono diminuiti, così come è diminuito il volume totale dell'aria fredda disponibile.

In questo modo i contrasti con le latitudini più basse risultano attenuati e non riescono più a mantenere la corrente a getto in uno stato di tensione tale da favorire una rapida evoluzione dei sistemi di alta e di bassa pressione.

Questa situazione porta ad una maggiore incidenza delle cosiddette configurazioni di "blocco atmosferico" che sono il risultato di un comportamento eccessivamente stazionario delle onde planetarie. Per studiare questo comportamento reiterato dell'atmosfera, i ricercatori si sono concentrati su alcuni eventi meteorologici particolari che hanno suscitato sia l'attenzione mediatica che l'attenzione del mondo scientifico.

Sono stati presi in esame le grandi ondate di caldo del 2003 in Europa, l'alluvione del 2010 in Pakistan, contestualmente all'ondata di caldo record che si era verificata nella Russia nell'estate dello stesso anno. Inoltre sono state prese in considerazione sia le ondate di calore del 2011 in Texas ed in Oklahoma che la tremenda siccità del 2015 in California.

 

Riassumendo questi concetti, un rialzo eccessivo delle temperature sull'Artico, porta una diminuzione del gradiente e quindi un calo nella forza della corrente a getto. A sua volta questa situazione favorisce lo sviluppo ed il mantenimento delle situazioni di blocco che a loro volta producono ondate di calore più durature, oppure periodi di grande siccità, alternati a periodi con eccessive precipitazioni.

In questo grafico viene mostrato l'aumento medio della temperatura terrestre dal 1900 al 2020. La linea rossa si riferisce alla media globale di tutta la Terra, mentre la linea blu mostra l'aumento della temperatura nella fascia compresa tra 60° e 90° nord. Ebbene si può notare che nella regione artica questo aumento diventa più pronunciato, discostandosi in maniera netta dalla media globale:


Autore : William Demasi

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