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INVERNO: ecco il segnale della resa…(parziale)

L'inverno in crisi per due sostanziali motivi.

Editoriali - 3 Febbraio 2020, ore 09.34

La differenza di pressione tra Islanda e Azzorre monitora il tempo in Europa attraverso quello che tecnicamente viene definito indice NAO (North Atlantic Oscillation).

Se l'indice è perennemente positivo, cioè se la distribuzione della pressione è tale per cui sull'Islanda il tempo è sempre profondamente depressionario e sulle Azzorre è sempre marcatamente anticiclonico, difficilmente il tempo alle nostre latitudini potrà subire cambiamenti importanti. Qui sotto ne abbiamo una riprova: (Ia carta è prevista per lunedì 10 febbraio)

.


E' vero che l'attività del vortice polare da metà mese, monitorata dall'altro indice (AO, cioè Arctic Oscillation) sarà in diminuzione, ma se l'indice "europeo" non collaborerà, seguiteremo a vivere oscillazioni delle correnti atlantiche non favorevoli a prolungate situazioni di maltempo o tantomeno in grado di veicolare almeno per un certo periodo alle nostre latitudini aria fredda di origine artica o polare continentale. Qui sotto un'altra testimonianza della veemenza delle correnti occidentali vista da una carta che ci mostra l'evoluzione del tempo previsto all'inizio della seconda decade di febbraio sull'emisfero nord:


Ecco perché riteniamo che l'inverno abbia già mandato un segnale di resa: troppo forte inizialmente la spinta delle correnti da ovest, troppo alta di latitudine, mal ondulata dopo metà mese.

Qui sotto un esempio di ondulazioni solo parzialmente riuscite, attese dopo la metà di febbraio:

Perché allora abbiamo aggiunto l'aggettivo "parziale"? Perché comunque sia fisiologicamente tra fine febbraio ed inizio marzo, non solo il vortice polare tende a collassare parzialmente (cioè perde di compattezza e tende a dividersi gradualmente in più rami) ma diminuisce notevolmente la tensione zonale; cosi risulta possibile che l'anticiclone si distragga o scelga posizionamenti più favorevoli a consentire passaggi perturbati sul nostro territorio.

Ma non è comunque un po' tardi potreste obiettare? Certo, lo è negli ultimi anni gli episodi invernali in zona Cesarini, cioè a fine stagione, sono aumentati e testimoniano che questa linea di tendenza sta prendendo piede rispetto al passato.

Non possiamo ovviamente affermare che d'ora in poi l'inverno sarà sempre cosi deludenti, ma il trend degli ultimi 6 anni non fa certo ben sperare.


Autore : Alessio Grosso

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