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I VIRUS possono fare molta più paura del riscaldamento globale

Il coronavirus cinese riporta alla ribalta certe nostre considerazioni di qualche anno fa.

Editoriali - 28 Gennaio 2020, ore 08.29

Cosi scrivevamo su MeteoLive nell'ottobre di due anni fa, era il 2018: "basta un virus. Non come l'aviaria o la suina, ma un virus di quelli seri, una peste silenziosa peggiore del cancro, con una forte velocità di contagio, per mettere ko il genere umano. Lasciate stare calendari maja, meteoriti, catastrofi climatiche, è la nostra scarsa resistenza fisica alle malattie virali a preoccupare di più chi ha a cuore il destino del genere umano.

Questi virus in parte ci sono già: sono conservati in laboratorio, pronti ad essere rilasciati nell'ambiente, non da scienziati pazzi, ma in seguito ad un attacco terroristico ad esempio, anche finalizzato allo sterminio delle masse per contenere la sovrappopolazione. Molti altri virus però sono ancora liberi, sconosciuti al genere umano e pronti a sferrarci attacchi impensabili, ben peggiori di quelli di una organizzazione terroristica.

Peste e vaiolo sembrano debellati, ma in realtà covano sotto la "cenere". Weisman in un "mondo senza di noi" analizza in quanto tempo il mondo artificiale che abbiamo costruito cercando di soffocare la natura resisterà senza la nostra presenza.

Cemento, calcestruzzo, alluminio, ceramica: la loro eroica resistenza sarà vinta gradualmente. C'è il materiale che resisterà di più, chi meno, ma alla fine capitoleranno tutti e in circa 500 anni i boschi si impadroniranno delle nostre città".

Rispettare la natura è certamente un ottimo proposito per vivere meglio; vivere in equilibrio con l'ambiente dovrebbe essere il primo obiettivo di una società in cui regni un relativo benessere, ma pensate a quante popolazioni vivono in condizioni di povertà e miseria, in condizioni igieniche terribili, non cosi lontane da quelle che si potevano sperimentare in un lager.

Celebriamo i giorni della memoria ma non dedichiamo un momento a pensare ai bambini della Siria, afghani, libici, iracheni, a quelli di molti stati africani che sono rimasti fermi a 40 anni fa, a quelli brasiliani che vivono nelle favelas, a quelli di Calcutta o di altre città indiane, che sperimentano ogni giorno condizioni di vita inumane.
 
Investiamo allora prima di tutto denaro per difenderci dai virus, cosa peraltro molto difficile, investiamo denaro per aiutare chi la natura non sa nemmeno cosa sia o non ha nemmeno il tempo di pensare a come tutelarla, visto che deve lottare ogni giorno per la sopravvivenza.

Troppo facile girare il mondo facendo grandi discorsi ambientalisti, andiamo a vedere il mondo che soffre davvero, invece di guardare qualche foto o leggere qualche saggio scientifico, pensando di sapere come salvare il pianeta. 

"L'uomo non si illuda di poter plasmare per sempre la Terra a sua immagine e somiglianza, il nostro presunto dominio è costantemente minato e nell'universo non siamo affatto soli. Questo non significa necessariamente che saranno i marziani o qualche altra evoluta civiltà bramosa di impossessarsi del pianeta verde a diffondere questo virus letale.

Sorrido quando leggo: "in un mondo più caldo sarà più facile il diffondersi di epidemie", in realtà il riscaldamento globale è solo un aspetto del problema "sopravvivenza".

"Gli elementi atmosferici come le carestie, le alluvioni, gli uragani, le tempeste, potranno spingerci fino alla guerra dell'acqua, ma anche qualora vi fosse l'esplosione di una o più bombe nucleari il genere umano in qualche modo potrebbe scamparla, ma se tutto il mondo fosse invaso da gas nervino, non avremmo scampo, così come se Ebola (o il Corona virus cinese) mutasse in qualcosa di devastante e resistente a tutti gli antidoti".

C'è una vasta bibliografia e filmografia che analizza, spesso scivolando nell'horror, cosa potrebbe accadere, al seguito di errori negli esperimenti degli scienziati nel cercare rimedi contro malattie drammatiche come il cancro.

Leggete ad esempio "io sono leggenda" o guardate "28 giorni dopo", o più recentemente "the walking dead" (anche se la trasformazione dei morti a causa del virus in Zombie è davvero molto azzardata) giusto per riflettere un po', senza farvi spaventare troppo.

Chiaro che i cinesi sono un miliardo, i contagiati sono pochi e le vittime ancora meno, ma per mettere in evidenza la vulnerabilità dell'uomo basta questo.
 


Autore : Alessio Grosso

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