Scrivi una località, una regione o una nazione per ottenerne le previsioni del tempo
Località Data aggiornamento Quantità neve Impianti
MeteoLive NEWSLeggi tutte le news ›

COVID-19: la riapertura è quasi obbligatoria ma i rischi sono altissimi

Tutti scalpitano per ripartire, per tornare ad una quasi normalità molto rischiosa.

Editoriali - 24 Aprile 2020, ore 09.48

Locatelli, il Presidente del Consiglio Superiore di Sanità, ha detto che bisognerà scordarsi oratori estivi e camp per ragazzi. La Ministra delle Pari Opportunità Bonetti ha replicato secca che gli oratori estivi non ce li scordiamo. 

E' solo l'ultimo battibecco di una serie infinita di contraddizioni che i cittadini sono costretti a sentire ogni giorno sui media portando ad un tale disorientamento che non ci lascia tranquilli in vista del parziale "rompete le righe" del 4 maggio, che qualcuno vorrebbe già anticipare a lunedì 27 aprile.

In alcune regioni pesano di più le parole dei governatori, piuttosto che quelle dei sanitari, perché come ci sentiamo tutti meteorologi e tutti allenatori in Italia, ci sentiamo anche tutti dottori e quindi per una serie di motivi, dal "siamo stufi di stare in casa", al "se non lavoriamo presto andremo in rovina", siamo tutti pronti a tornare ad una quasi normalità molto rischiosa, perché le prescrizioni verranno rispettate (se andrà bene) solo nei primi giorni.

Dovremo allora prepararci ad altre ondate del virus? Ad altre zone rosse? A dietrofront? Forse si, forse no, ma intanto in questo momento la retorica vince su tutto: "occorre coraggio, noi italiani lo abbiamo sempre avuto, dimostriamolo una volta di più" e compare il tricolore ovunque. 


Intendiamoci: arrendersi al coronavirus non sarebbe onorevole, né tantomeno subirlo passivamente, pertanto sono lodevoli le iniziative che verranno poste in essere (dai ristoranti con il plexiglas, ai cinema all'aperto stile drive-in, all'ingresso nei negozi regolamentato, al numero chiuso sui mezzi pubblici, agli ombrelloni distanziati in spiaggia) ma tutto rischia di venir vanificato se tutte queste norme di protezione venissero disattesi da comportamenti scellerati dettati dall'insofferenza.

E siccome in Italia basta che indugi un instante di più del consentito davanti al semaforo che diventa verde per ricevere una sonora strombazzata, immaginiamoci il nervosismo per guadagnare un mezzo pubblico, quando sappiamo benissimo che a Roma e Milano la metropolitana in certe ore e stazioni è gremita davvero al limite umano della capienza e tale resterà anche con lo scaglionamento dell'orario.

Secondo i sanitari dunque questa riapertura è soprattutto politica, forzata, esagerata, prematura, del resto però erano stati proprio loro attraverso le parole di Maria Rita Gismondo a dirci a marzo che si trattava solo di un'influenza un po' più forte delle altre, salvo poi seppellire di critiche la collega solo qualche giorno dopo:

 

L'ottimismo aveva coinvolto anche i politici, ricorderete Zingaretti nei bar di Milano ad esorcizzare la paura facendo un bell'happy hour, ironizzando sulla diffusione del covid, per poi annunciare col capo cosparso di cenere di aver contratto la malattia, ma per par condicio anche Salvini è passato dal chiudiamo tutto al riapriamo tutto nel volgere di pochi giorni:

Come dimenticare il caos sulle mascherine: dal "non servono a niente" a "nessuno potrà uscire senza mascherina indossata", fino al "io non la metto" di Borrelli. Ma in che razza di Paese refrattario alla coerenza e alle regole viviamo, che esempio diamo ai ragazzi, ai bambini?

C'è solo una gran voglia di mostrarsi in tv e di parlare, senza ascoltare, senza confrontarsi con gli altri e senza aver voglia di trovare una linea comune. Non che gli altri Paesi stiano dando una lezione di civismo che desti ammirazione, anzi forse si stanno comportando anche peggio di noi.

Resta il fatto che questa PERCEZIONE del  "fuori tutti" ci lascia alquanto perplessi se le limitazioni che ancora sussisteranno non dovessero venire rispettate; non vogliamo pensare a cosa potrebbe succedere se gli ospedali dovessero essere poi presi nuovamente d'assalto. 

Per alcuni è un rischio che dobbiamo correre per rilanciare la nostra economia, in primis il turismo, per salvare il nostro posto di lavoro e la tranquillità famigliare, per altri un azzardo prematuro, che pagheremo a caro prezzo.

 

 


Autore : Alessio Grosso

Questa pagina: Stampa Invia Favoriti | Condividi: Altro
Webcam
Vedi tutte
Satellite
Immagini e foto dal satellite

Immagini dal satellite

Guarda le ultime immagini inviate dal satellite Meteosat 8, da 36.000 km di altezza.

Visualizza
Editoriali
Leggi tutti
Newsletter

Iscriviti subito!

Scrivi la tua email

Ogni giorno riceverai le nostre previsioni meteorologiche direttamente nella tua casella e-mail!

Info Viabilità
Leggi tutti
Dal FORUM
Vai al forum