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La macchina del FREDDO del SALENTO

Molti non sanno che…

Curiosità - 24 Gennaio 2020, ore 10.41

Il Salento con le sue spiagge ed i paesaggi mozzafiato, il Salento con i suoi dolci declivi della costa jonica settentrionale, che diventano aspre calate a picco nella “Costa del Sud”, nel litorale jonico compreso tra Otranto ed il capo di Santa Maria di Leuca producono nell’immaginario comune l’idea di una terra sempre mite, baciata dal Sole per tutto l’anno e caratterizzata dal caldo estivo e da Inverni particolarmente miti.

Questa idea, certamente suffragata dal fatto che ai più la penisola salentina è conosciuta in Estate per le sue spiagge e in altri periodi dell’anno nei centri storici (Lecce in primis) non trova certamente riscontro nella realtà nelle zone interne che, non molto diversamente da quanto avviene nella pianura padana, nel periodo invernale (tra Ottobre e Marzo-Aprile) risentono di un regime termico tutt’altro che marittimo, anzi a carattere marcatamente continentale, in cui a giornate spesso miti seguono notti particolarmente fredde e caratterizzate da brinate o gelate. 
 
La penisola salentina
Il fenomeno è particolarmente evidente nelle conche interne del Salento, come in quella di Galatina, dove ha sede la stazione meteorologica dell’aeronautica militare e nella valle della Cupa, una dolina profonda alcune decine di metri che attraversa l’asse mediano della penisola salentina, comprendendo il settore occidentale più interno del comune di Lecce.

In particolare, in queste zone, nei periodi caratterizzati dall’alta pressione, la serenità del cielo prodotta dall’anticiclone e l’assenza di vento sono i due fattori meteorologici che favoriscono la dispersione termica notturna in aria limpida. Il tutto, inoltre, è favorito dalla particolare geomorfologia del territorio: la lontananza da entrambi i mari e la scarsa o nulla influenza delle isole di calore urbane nelle zone rurali sono fattori che agevolano il raffreddamento notturno da parte del suolo, che funziona come una vera e propria “macchina del freddo” la quale, in presenza dei moti subsidenti tipici dell’alta pressione, concentra nei bassi strati l’aria fredda o gelida che produce, riversandola soprattutto nelle conche interne, come nella valle della Cupa, che sono poste più a riparo dai venti sinottici. 
 
La “Valle della Cupa” nell’entroterra salentino
Fattori contrari all’inversione termica sono la presenza di nuvolosità notturna, o la presenza di vento, anche se di tipo settentrionale freddo, che, oltre a rimescolare i bassi strati, data la particolare conformazione del territorio, fa affluire l’aria mite del mare, da qualsiasi direzione esso provenga. (Sotto la valle della Cupa)

 Succede allora che, ad una giornata invernale mite e caratterizzata da cielo sereno e temperature diurne di 12, 13°C, se le condizioni meteorologiche sono favorevoli, segue una rapida quanto inaspettata diminuzione della temperatura già dalle prime ore del pomeriggio, che prelude al successivo gelo notturno.

E’ sufficiente la presenza di cielo sereno e calma di vento e la macchina del freddo salentina è pronta a far precipitare la temperatura a 2, 3°C in tarda serata e fino 0°C o -1°C nelle prime ore del mattino, producendo una escursione termica diurna di 12 o 13°C e determinando frequenti episodi di gelo notturno!

E’ appena il caso di rimarcare che in campagna, già con temperature dell’aria inferiori ai 3,5°C si formano le prime brinate visibili sulle campagne e sulle carrozzerie delle automobili, sulle cui superfici si generano pellicole d’aria a temperatura negativa.
Particolare è il microclima della valle della Cupa dove, in condizioni di inversione termica, al primo mattino si registrano temperature fino a 5-6°C inferiori rispetto al centro di Lecce, posto a soli 7 Km ad Est al di fuori della valle della Cupa e in direzione della costa adriatica, determinando un gradiente termico paragonabile ad un dislivello altimetrico di quasi 1000 m!

In situazioni meteorologiche favorevoli, queste basse temperature notturne, unite al contributo in umidità da entrambi i mari, determinano condizioni favorevoli alle nebbie, che in questa zona sono particolarmente frequenti nella stagione autunnale e nella parte iniziale dell’Inverno.

E’ da evidenziare, inoltre, il fatto che il freddo autoprodotto dall’entroterra salentino di notte sia spesso più intenso di quello portato dai venti artici di Nord-Est, a meno che non si tratti di correnti provenienti dalle profonde steppe russe, come avvenuto nella memorabile nevicata del Gennaio 2017, con 23 cm di accumulo in valle della Cupa ed oltre mezzo metro nei settori più meridionali del Salento.

Tali venti, infatti, pur essendo gelidi, hanno il “demerito” di rompere lo strato di inversione termica notturna, facendo peraltro affluire aria riscaldata dall’attrito col suolo ed in parte mitigata dallo scorrimento sulle acque più tiepide del mare Adriatico.
 


Autore : Dott. Pier Paolo Talamo

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