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Due fattori climatici fondamentali: altitudine e latitudine

Perché e come questi due fattori sono importanti (e a volte relativi) per il clima di un luogo

Curiosità - 16 Dicembre 2001, ore 15.14

Durante un esame universitario di geografia, un carissimo amico rispose che la latitudine è l'elemento fondamentale che determina il clima di una data regione; il professore che lo stava interrogando lo interruppe subito dicendogli che New York e Napoli sono adagiate in realtà sullo stesso parallelo ma hanno climi completamente diversi. Cinque minuti dopo ero al bar col mio amico per offrigli un caffè corretto per dimenticare l'esame appena sostenuto. La risposta non fu completamente errata, è vero che la latitudine di un luogo (che si definisce semplicemente come la distanza angolare di un luogo rispetto all'Equatore terrestre) è un fattore climatico fondamentale, ma non può prescindere dagli altri fattori (circolazione generale atmosferica, altitudine, vicinanza al mare o a corsi d'acqua o a catene montuose, inquinamento atmosferico, vegetazione) e, per estensione, nessun fattore climatico anche se importante, può essere considerato singolarmente. New York è vero, è situata alla stessa latitudine di Napoli, ma il clima completamente diverso con inverni spesso freddi e nevosi ed estate spesso calde ma quasi mai torride, non è minimamente confrontabile con il dolce clima generale del capoluogo partenopeo. L'esposizione alle correnti settentrionali provenienti dal Labrador e le frequenti irruzioni polari, fanno di New York una delle zone al mondo più fredde per la latitudine a cui è situata (circa 40° nord). Diciamo quindi in linea di massima che la latitudine di un luogo è un fattore importante di influenza climatica solo se associato agli altri fattori che prima ho elencato, ma è importante perché determina due variabili importantissime per l'andamento climatico generale di un luogo e soprattutto per la sua temperatura: la durata della luce giornaliera (massima all'Equatore e minima ai Poli) e l'efficacia della stessa nel riscaldamento di un dato luogo: in un luogo vicino all'Equatore la luce perpendicolare avrà un'incidenza massima rispetto alla debole luce di un sole sempre più basso avvicinandosi ai Poli. L'altitudine è invece l'altezza del dato luogo rispetto al livello del mare. E' noto come la temperatura dell'aria diminuisca di circa 0.65°c ogni cento metri di altitudine, anche se deve essere considerato come questo fattore sia in realtà empirico e soggetto a notevoli variazioni (sia in positivo che in negativo); facendo due calcoli a 1000 metri di quota la temperatura è di circa 6,5°c inferiore rispetto alla pianura, ed in più con la caratteristica evidente di ritrovare a quella quota un clima completamente diverso: maggiore esposizione ai fenomeni atmosferici; maggior irruenza degli stessi; prevalenza di precipitazioni nevose in inverno (sono da escludere le zone equatoriali e tropicali dove la "quota neve" raramente scende sotto i 3000 metri.); esposizione maggiore ai venti; ininfluenza di eventuali fattori inquinanti presenti a valle. Anche l'altitudine non deve mai essere considerato un fattore (sia pur determinante) a sé, ma possiamo comunque dire che se tale fattore è associato alla latitudine del dato luogo (e viceversa) già molto ci potrà indicare sul clima di quell'area.

Autore : Stefano Carnevali

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