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Aria di Scirocco, ecco come la sabbia del deserto può influenzare le precipitazioni

Le classiche quattro gocce che sporcano le auto, magari appena lavate, oppure il diluvio? C'è un motivo fisico per via del quale lo Scirocco che arriva dal deserto nel semestre caldo porta poca pioggia e molta sabbia, mentre in quello freddo può scaricare enormi quantità d'acqua?

Curiosità - 5 Novembre 2012, ore 09.24

 Macchina appena lavata ed ecco, manco a farlo apposta piove. Non arriva però la pioggia bella intensa, decisa, quella che lava, ma quelle quattro gocce che sporcano senza dissetare la terra. Sono le classiche quattro gocce che si accmpagnano a situazioni sciroccali originatesi sui deserti nord africani.

La massa d'aria in questione è molto calda e pertanto una volta messasi in moto dai suoi luoghi di origine, anche per mezzo delle classiche tempeste di sabbia tipiche del deserto, tende a risalire in quota e a sorvolare il Mediterraneo in direzione della nostra Penisola. Il fatto che sorvoli il mare a quote comprese tra 1500 e 3000 metri, non permette a questa massa d'aria, già secca in origine, di acquisire un adeguato quantitativo di umidità.

Essa si presenta dunque sui nostri cieli con nubi stratificate irregolari, velature e solo occasionalmente con addensamenti misti anche cumuliformi in caso di aria instabile. Sono proprio questi ultimi i casi in cui possiamo vedere associate precipitazioni. Si tratta quasi sempre di piogge brevi costituite da qualche gocciolone di passaggio che appena bagna il suolo ma che, come detto, sporca molto.

Perchè non si hanno precipitazioni abbondanti, pur in presenza di venti sciroccali? Perchè le goccioline che costituiscono le nubi si aggregano ai granelli di sabbia per condensare e ne vengono inglobati. L'aria è secca e pertanto le goccioline condensate sono poche e quindi non abbastanza pesanti per precipitare verso il suolo, rimanendo così in sospensione. A volte la precipitazione effettivamente riesce a partire alla nube ma l'aria secca che deve attraversare la fa evaporare prima che tocchi il suolo.

Nella caduta si portano però dietro la sabbia ed ecco quei quattro goccioloni che bagnano poco e... sporcano tanto.

Ben diversa può essere la situazione nel semestre freddo, che per convenzione copre il periodo da ottobre a marzo. Qui la microfisica delle nubi e delle precipitazioni può vantare un fattore ragionevolmente a favore allo sviluppo di precipitazioni copiose. Le masse di aria calda che provengono dai deserti, nel loro spostamento verso di noi, si trovano a scorrere al di sopra di strati d'aria progressivamente più freddi che ne forzano il sollevamento in blocco.

Da qui la formazione di bande nuvolose particolarmente sviluppate e dunque accompagnate da precipitazioni estese e, se ulteriormente indotte verso l'alto per motivi orografici, possono presentarsi anche a carattere di nubifragio.

 


Autore : Luca Angelini

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