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Il pazzo clima della Val Serina(BG)

Agosti temporaleschi, sciroccate "drammatiche", nevicate infinite: ecco una breve panoramica di uno micro-climi più pazzi della bergamasca.

Amarcord - 31 Dicembre 2001, ore 10.22

Serina, una ridente cittadina della bergamasca, che ha dato il nome alla valle omonima, giace su un modesto altopiano a 850 m di quota. La abbracciano montagne che raggiungono anche i 2000 m, come nel caso del Monte Alben, il più famoso della zona, per i suoi picchi dolomitici. La località ha avuto un clamoroso boom turistico tra la fine degli anni 70 e i primi anni 80, grazie soprattutto ai milanesi che la invadevano per le vacanze estive, al fine di sfuggire alle grandi calure della metropoli. Le agenzie immobiliari in zona sono cresciute come funghi e, con le loro costruzioni, hanno finito per sconvolgere il micro-clima della zona. Dal 1975 ad oggi la media di gennaio del paese è salita di oltre un grado, passando da -1.8 a +0.5. Tra il 1976 e il 1979 la località fu battuta da nevicate davvero abbondanti, tra il gennaio e il febbraio del 78 nevicò per settimane intere con solo brevi periodi di pausa. All'inizio degli anni 80 cominciarono le prime annate storte: arrivava la neve, poi lo Scirocco se la mangiava in un solo giorno come in occasione del Capodanno del 1983. Le grandi nevicate del 1985 e del 1986 non servirono però a rilanciare il turismo invernale. Serina non aveva (e non ha) impianti sciistici, bisognava salire a Zambla e alla Conca dell'Alben per sciare. Anche Oltre il Colle, 1000 m, offriva il suo contributo con una sciovia, chiusa però qualche anno dopo. Ma la vera crisi nevosa arrivò nel 1988 e nel 1989: Natale come a Ferragosto con il Foehn che alla Messa di mezzanotte innalzò la temperatura fino a 15°C. Periodo triste che culminò anche con la chiusura degli impianti della Conca dell'Alben. Drammatica poi la situazione al Pizzo Arera, dove gli investimenti immobiliari erano stati notevoli: le seggiovie furono chiuse e la gente abbandonò la zona. Troppo costoso munirsi di cannoni, troppo mite il clima con solo pochi periodi favorevoli per sparare. D'estate il problema neve è superato: tante nonne e nipotini al seguito a passeggio per il paese, l'apertura della sala giochi con i videogames, un bel cinema, feste di piazza. Ma il clima non ha perdonato nemmeno nella bella stagione, inanellando negli anni 80 una serie di stagioni temporalesche da scoraggiare anche il più accanito estimatore della zona. Nell'agosto del 82 non passò un giorno senza che non si scatenasse un temporale più o meno forte. Si partiva alle 13 con i primi tuoni, poi ecco l'acquazzone alle 15 che dal Cavallo piombava sul paese, alle 16 schiarita, ma ecco subito pronto un altro cumulonembo che si organizzava e ricominciava il ciclo che durava in media sino alle 21, se non arrivava la complicazione di un temporale serale da fronte freddo con tanto di interruzione di energia elettrica anche per l'intera notte. Negli anni 90 e attualmente le cose sono migliorate e i temporali si sono fatti più rari. Serina costituisce ancora oggi il rifugio di milanesi e bergamaschi per sfuggire alla grande calura cittadina.

Autore : Alessio Grosso

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