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17 settembre 2003, tempesta nel Mediterraneo: nubifragi in Sicilia, Siracusa a Catania alluvionate

Autostrade e ferrovie bloccate, smottamenti, interi paesi isolati, duecento senzatetto. Questo è quanto accadde in Sicilia dopo l'infinita e rovente estate del 2003

Amarcord - 17 Settembre 2008, ore 09.22

Arrivò dopo le peripezie imposteci dalla rovente estate del secolo, quella del 2003. Le caldissime acque del Mediterraneo, venendo a contatto con correnti ben più fresche a curvatura ciclonica che erano affluite in quota, partorirono un vero e proprio mostro che fu classificato tecnicamente come TLC, ossia "Tropical Like Cyclone". Fu una notte e una mattinata da incubo su molte zone della Sicilia orientale. Furono colpiti con violenza inaudita infatti soprattutto il siracusano e il catanese. Le piogge torrenziali provocarono frane, smottamenti e trasportarono a lungo fango e detriti fino a bloccare completamente i collegamenti terrestri. Anche quelli marittimi furono però interrotti in quanto il violentissimo nubifragio isolò Pantelleria e le isole Pelagie. Per impraticabilità fu necessario chiudere l'autostrada Catania-Siracusa. Stessa sorte toccò alle linee ferroviarie e alla viabilità ordinaria, in modo particolare la tratta Siracusa-Ragusa ed altre strade, come la provinciale 31 Etnea (tra Mineo e Militello), bloccate in più tratti da frane. Il fiume Anapo ruppe gli argini e sette persone, che avevano trovato rifugio sui tetti delle proprie abitazioni, furono tratte in salvo dagli elicotteri dei Vigili del Fuoco. Anche il torrente San Leonardo ruppe gli argini e l'acqua sommerse completamente alcune zone di campagna. Alla fine dell'evento il cielo lasciò sul terreno ben 384 millimetri di pioggia nel siracusano e 333 a Pantelleria ma tra il 16 e il 18 settembre furono ben 514 i millimetri di pioggia accumulati in provincia di Siracusa. L'evento assunse indubbiamente carattere di eccezionalità, furono circa duecento i senzatetto. Il dato si riferisce soltanto a Siracusa, dove il maltempo provocò i danni maggiori. In quel frangente intervenne su più fronti anche la Protezione Civile e il sindaco di Siracusa chiese lo stato di calamità naturale, soprattutto per l'agricoltura in ginocchio a causa dei raccolti andati devastati da questa inaudita prova di forza della Natura.

Autore : Report di Luca Angelini

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