Ma adesso parliamo del negazionismo nella meteo. E’ di qualche giorno fa la notizia dell’articolo del Dott. Seager sulle Scienze, bene questo signore ci spiega che tutto il pluridecennale lavoro fatto da emeriti scienziati del calibro di: Wallace Broecker, George H. Denton e W.H. Berger, sulle correnti oceaniche e quelli di Jan Mangerud, Dorothy Peteet, Pierre Rognon sulle conseguenze locali dello Younger Dryas sono utilizzabili come carta igenica. Poiché la corrente del Golfo ma più propriamente la formazione delle acque profonde nordatlantiche avrebbe uno scarsissimo effetto sul clima europeo. E spiega la differenza tra le temp. invernali di Europa e Nord America rifilandoci una grandissima banalità: il lato occidentale di un isola, una penisola e quindi un continente è più caldo di quello orientale, quindi siccome Montreal, New York, Boston si trovano sul lato est sono più fredde delle città europea che invece si trovano sul lato ovest del continente Eurasiatico. Anzi aggiunge che città poste sul lato ovest del continente americano: Seattle, Vancouver, sono molto più calde delle sopracitate città della Eastcoast .Però si guarda bene da darci una spiegazione sulle cause dello Younger Dryas ma si limita a negare che esse siano dovute ad un massiccio afflusso di acque dolci nell’atlantico settentrionale attraverso la svuotamento del lago Agassiz poiché secondo lui lo svuotamento suddetto è avvenuto prima. E tutti gli studi affermanti che i due episodi sono contemporanei? Altra carta igenica. Inoltre ci dice che secondo un modello da lui sviluppato( ma guarda un po’!) inserendo o meno il trasporto di calore verso nord della corrente del golfo la differenza tra le due sponde risultava sempre la stessa.
A mio avviso tutto l’impianto non regge poiché anche la posizione est/ovest non spiega la differenza tra le due sponde; guardiamo questa carta che pone in risalto le superficie marine ghiacciate e le zone coperte di neve nell’emisfero nord:

Come si può facilmente vedere in nessuna parte dell’emisfero nord i ghiacci marini sono così poco estesi come nei pressi dell’Europa. Anche la parte occidentale dello stretto di Bering è completamente ghiacciata mentre in Europa proprio lungo il cammino della corrente non si trova ghiaccio anzi a causa dell’enorme calore rilasciato durante la fase di inabissamento il mare è privo di ghiaccio fino alla Nuova Zemlja. Come lo spiega il Sig. Seager? Non lo spiega.
L’importanza dell’oceano nella climatologia sta assumendo sempre un ruolo maggiore. Prendiamo ad esempio le Ere Glaciali, esse non hanno mai trovato una meccanismo che ne spieghi in toto la formazione e il successivo sviluppo. Tralasciando fattori extraterrestri tipo nubi di polvere cosmica meteoriti ecc. tutte supposizioni cozzanti con la ciclicità dell’evento l’unica spiegazione terrestre plausibile delle stesse rimane la teoria dell’astronomo serbo Milutin Milankovitch che negli anni venti ebbe due grandissime intuizioni. Primo: la formazione o meno di masse glaciali dipende più che dall’accumulo( sempre presente quanto più o quanto meno) dall’ablazione e cioè dalle temp del periodo estivo. Secondo: Egli calcolò (a mano) che quanto tre fattori astronomici: l’inclinazione dell’asse terrestre, l’eccentricità dell’orbita e la variazione del passaggio al perielio si soprappongono, l’intensità della radiazione solare estiva nell’emisfero nord diminuisce di circa il 30% e così inizia l’era glaciale. Fin qui non ci piove ma tutte queste cose valgono per l’emisfero nord mentre sono esattamente il contrario per quello sud che ha le stagioni opposte. Quindi ci si aspetterebbe un emisfero Nord in forte glaciazione e quello sud in deglaciazione,. Tutti i dati in nostro possesso dicono che ciò non è vero, quando i ghiaccia della calotta Laurentide iniziarono a coprire il Canada e quelli della Scandinava l’Europa, i ghiaccia avanzarono sia sulle Ande, sia in Nuova Zelanda sia in Antartide. C’è un sola cosa che poteva portare le variazioni Boreali nell’emisfero australe: l’oceano. Altra cosa dedotta dallo studio delle ere glaciali è che la CO2 scese durante la fase glaciale da 280ppm a 180ppm. Per poi tornare agli stessi livelli durante il riscaldamento dell’Oleocene. Escludendo l’attività umana, che allora non esisteva, l’unico responsabile di questi sbalzi non può che essere l’oceano che se non erro contiene circa tre volte la quantità di CO2 dell’atmosfera. Quindi i cambiamenti avvenuti al Nord cambiarono radicalmente la circolazione oceanica che cambiò anche il clima nella parte Sud del pianeta. Liquidare la formazione delle acque profonde nordatlantiche come non influente è cosa non veritiera. Questo fenomeno avviene solo in quella zona, è la più grande corrente oceanica del pianeta e deve avere per forza un’importanza nel clima dello stesso.
Un’altra cosa: la formazione dell’acqua profonda nordatlantica libera una quantità di calore pari a circa il 30% dell’energia solare che raggiunge annualmente l’atlantico settentrionale(Broecker). Secondo voi che importanza ha questa massa di calore nell’intensità della depressione d’islanda? Secondo me molta.
Va bene l’isteria da GW ma di questo passo si negherà tutto, la corrente termoalina, lo younger dryas, le glaciazioni, a proposito c’è un professore italiano che crede nella non esistenza delle ere glaciali e tutti i fenomeni geomorfologici ad esse collegate possono essere qualificati come alluvionali. Non faccio ulteriori commenti. Buona giornata.