Ho creato un semplice schema per la classificazione dei climi del mondo (e italiani):
http://med1nuc11.dfc.unifi.it/linnets/meteo/clima.html
Classificazione dei climi
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- cristiano69
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un buon lavoro....
sicuramente da rivedere la classificazione climatica dell'appennino centrale, che ospita le cime +alte della dorsale e che di certo ha peculiarità ben+ fredde e nevose del clima della PP....
Questo è un sunto del quadro della situazione che ho "fatto" in un lavoro per la Regione Abruzzo....
Clima Adriatico-Mediterraneo : Le medie estive delle località adriatiche poste a quote collinari, è di 24° circa(grazie alla benefica brezza marina), mediamente vicine ai valori estivi delle zone montane interne tra i 700/1000slm., che si attestano sui 20° di media; il divario termico aumenta man mano che ci si avvicina alle stagioni di transizione(autunno e primavera), diventando più netto nel periodo invernale, con circa 10° medi sulla costa, e attorno allo zero tra i 700/1000slm(-5° a Campo Imperatore, che rimane “un territorio a se stante”, dal punto di vista meteoclimatico.
Per ciò che concerne la pluviometria media della fascia collinare-adriatica, le precipitazioni sono in generale poco rilevanti, si attestano sui 600mm. annui, con un massimo precipitativi tra Novembre e Dicembre; la collocazione più orientale,rispetto al settore tirrenico, rende il clima della zona costiera, mediterraneo, ma con connotati adriatici di carattere continentale, quindi con precipitazioni meno frequenti ma più veementi quanto a fenomenologie.
Clima Continentale (Con estati calde o tiepide, ed inverni freddi e nevosi).
E’ praticamente tipico delle zone interne comprendenti i numerosi “monumenti” carsici dall’Altopiano delle Rocche a quello delle Cinque Miglia, dall’Altopiano del Fucino a quello dei Patentini. Uno spazio particolare merita Campo Imperatore, il più vasto tra gli altopiani carsici d’Europa: Achille Compagnoni(il maggiore alpinista italiano), ha definito il suddetto territorio “Piccolo Tibet”, essendo strutturalmente e paesaggisticamente molto simile.
Con i suoi 30Kmq, presenta innumerevoli topoclimi e microclimi, sensibilmente diversi a seconda dei settori presi in considerazione: ovviamente il monitoraggio completo della zona sarebbe cosa complessa, ma purtroppo,ad oggi, mancano dati affidabili ed ufficiali, ed una minima rete di controllo meteo-ambientale, in un territorio che avrebbe “molto da dire” dal punto di vista scientifico e non solo.
La particolarità e l’esclusività meteo-climatica del suddetto comprensorio, è altresì testimoniata anche dalla presenza del ghiacciaio Calderone, ormai il più meridionale d’Europa: la singolarità nasce dal fatto che lo zero termico a questa latitudine, è appena oltre i 3000metri, mentre il ghiacciaio è posto tra i 2600/2800slm.
Lo sbarramento esercitato dai rilievi, si ripercuote anche sulle precipitazioni che maggiormente giungono dal Tirreno; nella fascia più occidentale, dai Simbruini ai monti della Mèta, si hanno appena oltre 2000mm annui di precipitazione, che scendono a circa 1500mm verso i sistemi più orientali. In tutte le zone interne, tranne quelle carsiche sotto i 1000slm, le precipitazioni nevose sono intense e la copertura nevosa al suolo, molto prolungata: ad esempio, sul Sirente, e sul Gran Sasso dura oltre 2 mesi a soli 1000slm, mentre è permanente sul Corno Grande!
La pluviometria media nelle conche interne, è compresa tra i 700 e i 1000mm annui, le maggiori precipitazioni si concentrano tra Novembre e Gennaio, con un lieve decremento in Luglio.
Le temperature invernali possono toccare estremi negativi tra i -25°(negli altopiani posti a 650/730slm), e i -34°(nei pianori tra i 1200/1600slm); ovviamente certi estremi termici, ma anche l’andamento medio delle temperature, è condizionato non poco dalle varie isole di calore presenti nei più densamenti popolati nuclei urbani, ciò significa che, per esempio, tra la periferia del Capoluogo e la zona urbana centrale possono intercorrere anche 5/6° di differenza, specie nelle ore notturne) ed in determinate situazioni atmosferiche(alta pressione, nebbia e foschia).
sicuramente da rivedere la classificazione climatica dell'appennino centrale, che ospita le cime +alte della dorsale e che di certo ha peculiarità ben+ fredde e nevose del clima della PP....
Questo è un sunto del quadro della situazione che ho "fatto" in un lavoro per la Regione Abruzzo....
Clima Adriatico-Mediterraneo : Le medie estive delle località adriatiche poste a quote collinari, è di 24° circa(grazie alla benefica brezza marina), mediamente vicine ai valori estivi delle zone montane interne tra i 700/1000slm., che si attestano sui 20° di media; il divario termico aumenta man mano che ci si avvicina alle stagioni di transizione(autunno e primavera), diventando più netto nel periodo invernale, con circa 10° medi sulla costa, e attorno allo zero tra i 700/1000slm(-5° a Campo Imperatore, che rimane “un territorio a se stante”, dal punto di vista meteoclimatico.
Per ciò che concerne la pluviometria media della fascia collinare-adriatica, le precipitazioni sono in generale poco rilevanti, si attestano sui 600mm. annui, con un massimo precipitativi tra Novembre e Dicembre; la collocazione più orientale,rispetto al settore tirrenico, rende il clima della zona costiera, mediterraneo, ma con connotati adriatici di carattere continentale, quindi con precipitazioni meno frequenti ma più veementi quanto a fenomenologie.
Clima Continentale (Con estati calde o tiepide, ed inverni freddi e nevosi).
E’ praticamente tipico delle zone interne comprendenti i numerosi “monumenti” carsici dall’Altopiano delle Rocche a quello delle Cinque Miglia, dall’Altopiano del Fucino a quello dei Patentini. Uno spazio particolare merita Campo Imperatore, il più vasto tra gli altopiani carsici d’Europa: Achille Compagnoni(il maggiore alpinista italiano), ha definito il suddetto territorio “Piccolo Tibet”, essendo strutturalmente e paesaggisticamente molto simile.
Con i suoi 30Kmq, presenta innumerevoli topoclimi e microclimi, sensibilmente diversi a seconda dei settori presi in considerazione: ovviamente il monitoraggio completo della zona sarebbe cosa complessa, ma purtroppo,ad oggi, mancano dati affidabili ed ufficiali, ed una minima rete di controllo meteo-ambientale, in un territorio che avrebbe “molto da dire” dal punto di vista scientifico e non solo.
La particolarità e l’esclusività meteo-climatica del suddetto comprensorio, è altresì testimoniata anche dalla presenza del ghiacciaio Calderone, ormai il più meridionale d’Europa: la singolarità nasce dal fatto che lo zero termico a questa latitudine, è appena oltre i 3000metri, mentre il ghiacciaio è posto tra i 2600/2800slm.
Lo sbarramento esercitato dai rilievi, si ripercuote anche sulle precipitazioni che maggiormente giungono dal Tirreno; nella fascia più occidentale, dai Simbruini ai monti della Mèta, si hanno appena oltre 2000mm annui di precipitazione, che scendono a circa 1500mm verso i sistemi più orientali. In tutte le zone interne, tranne quelle carsiche sotto i 1000slm, le precipitazioni nevose sono intense e la copertura nevosa al suolo, molto prolungata: ad esempio, sul Sirente, e sul Gran Sasso dura oltre 2 mesi a soli 1000slm, mentre è permanente sul Corno Grande!
La pluviometria media nelle conche interne, è compresa tra i 700 e i 1000mm annui, le maggiori precipitazioni si concentrano tra Novembre e Gennaio, con un lieve decremento in Luglio.
Le temperature invernali possono toccare estremi negativi tra i -25°(negli altopiani posti a 650/730slm), e i -34°(nei pianori tra i 1200/1600slm); ovviamente certi estremi termici, ma anche l’andamento medio delle temperature, è condizionato non poco dalle varie isole di calore presenti nei più densamenti popolati nuclei urbani, ciò significa che, per esempio, tra la periferia del Capoluogo e la zona urbana centrale possono intercorrere anche 5/6° di differenza, specie nelle ore notturne) ed in determinate situazioni atmosferiche(alta pressione, nebbia e foschia).
